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L'Affaire San Raffaele, un’operazione di marca colonialistica
Claudia Zuncheddu per la rivista La Collina (anno VIII, n° 3; luglio-settembre 2015)
Nei processi di espansionismo economico e di dominio del genere umano non sempre le guerre sono l’arma vincente. L’emirato del Qatar, che vanta una popolazione di poco superiore a quella sarda ma una economia che cresce al ritmo del 10% annuo, un PIL di 180 miliardi di dollari e un Fondo sovrano di 60 miliardi, oggi si pone come forte interlocutore economico, non solo nella sponda sud del Mediterraneo ma in Europa e nel mondo.

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Mater Olbia, festa fuori luogo

L'ex San Raffaele e il colonialismo Mater Olbia, festa fuori luogo In questi giorni i mass media ci hanno informato sulla festa per il Mater Olbia che poco tempo fa ha visto protagonisti tutta la classe politica sarda, il Governo italiano, il Vaticano con il Bambin Gesù e lo Stato arabo del Qatar. “È un ospedale. Un giorno ospiterà i malati, oggi riceve i mali della Sardegna”.

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Sarebbe imminente l’arrivo di Renzi in Sardegna per la fase conclusiva della vendita del San Raffaele di Olbia al Qatar. Ma quell’intesa si potrà davvero firmare? Se gli atti giudiziari hanno il loro valore, si prospettano nuovi ostacoli che potrebbero complicare l’ultimo atto dell’accordo.

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La mezzaluna e la Croce… rossa

Articolo di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 6 luglio 2014

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Sventola già la bandiera del Qatar sul San Raffaele di Olbia. “Aspetta solo le chiavi lo sceicco. Poi magari cambierà la serratura”. Così si legge sulla stampa sarda. Ma la storia racconterà che quella bandiera dello Stato arabo è stata issata da un Consiglio Regionale Sardo espresso da una Legge elettorale incostituzionale e certamente anomala, visto che esprime solamente il 18% della volontà dei sardi. E’ proprio per questa anomalia, che a maggior ragione, la classe politica sarda, uscendo dalla propria torre d’avorio, avrebbe dovuto ampliare il coinvolgimento e la partecipazione ai nostri medici ospedalieri e ai territori nella complessa scelta sul San Raffaele.

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L’affare immobiliare San Raffaele: ci sono ancora sardi che chinano la testa di fronte al Sultano del Qatar mentre i medici dei nostri ospedali non vengono né consultati né ascoltati.

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Dai tavoli politici e tecnici ormai conclusi giovedì 26 in tarda serata, si alzano soddisfatti RAS/Qatar Foundation/Bambin Gesu di Roma. L’atteso passaggio in Commissione Sanità si prospetta quasi formale e di quello in Consiglio neppure se ne parla. Così come dev’essere ancora ben definito un passaggio politico importante: le deroghe del Governo italiano.

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ll piano industriale del Qatar per il rilancio del San Raffaele non è sufficiente per indurre la nuova Giunta a firmare l’accordo in tutta fretta e garantire il diritto dei sardi alla salute. L’ultima parola spetta alla politica sarda, con il passaggio nelle Commissioni competenti e il pronunciamento del Consiglio. Manca colpevolmente il parere delle strutture ospedaliere esistenti nei nostri territori, quelle che hanno il reale polso della situazione sanitaria. L’incalzare della Qatar Foundation a colpi di scadenze perentorie e ricatti, né altre pressioni devono indurre il Presidente Pigliaru a firmare l’accordo in modo incompiuto.

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Con il miraggio degli investimenti esteri nell’Isola, il sottosegretario Delrio minaccia di “commissariare” la RAS qualora non definisca l’accordo con il Qatar sull’ospedale San Raffaele. Ci troviamo di fronte a un’operazione di privatizzazione della sanità pubblica sarda che toglie risorse economiche e posti letto ai nostri territori.

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