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Dura replica di Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera a Giorgia Meloni, che aveva attaccato la circolare degli ospedali cagliaritani sull'arrivo dei migranti: "Che gaffe xenofoba, onorevole!"

Autore:Redazione Casteddu Online il 18/12/2016 16:48 

 


"Giorgia Meloni, eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi" 

di Caludia Zuncheddu- Sardigna Libera

Sulla sua dichiarazione “Vergogna a Cagliari, prima i migranti in ospedale”. Porterebbe la sua speculazione xenofoba in Parlamento.

Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l’impegno del suo partito nel “chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna….”, rispondo: che gaffe xenofoba onorevole!

“Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili”, sarebbe l’ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe “scioccato” l’on.le Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l’hanno fatta.

Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l’abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza.

Un invito alla parlamentare romana le arriva proprio dalla Sardegna: eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi.

Con la “circolare incriminata” la Direzione Sanitaria dell’ospedale cagliaritano, ha assolto ai suoi doveri rispettando i protocolli a cui deve attenersi in caso di grandi emergenze umanitarie o di catastrofi.

Mi stupisce che una parlamentare di esperienza, che ha governato l’Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all’opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in simili gaffes.

La carenza dell’assistenza sanitaria per i sardi ha poco a che vedere con gli obblighi delle Direzioni Sanitare ospedaliere nelle emergenze.

Il problema reale della Sanità pubblica in Sardegna, è complesso e politico.

E’ politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici sardi e aprire inutili ospedali privati. Il Mater Olbia del Qatar, finanziato dalle casse sarde, è il fiore all’occhiello non solo del governo Pigliaru, ma anche del precedente governo Cappellacci di centro destra. Il Qatar, tra i principali sponsor del terrorismo internazionale, ha pesanti responsabilità sui fenomeni migratori.

Le politiche antipopolari del governo Pigliaru (centro sinistra e sovranista) prevedono con il Piano di riordino della rete ospedaliera sarda, la chiusura degli ospedali pubblici dei territori più disagiati dell’Isola a cui si associa la situazione drammatica dei tagli negli ospedali cagliaritani ormai al collasso e in dismissione.

L'assistenza sanitaria in Sardegna non è garantita a nessuno, né ai sardi, né ai migranti.

Per dovere di cronaca, la vergogna del governo Pigliaru è quella di aver portato avanti in modo fedele ed efficace il progetto di privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico, voluto dal suo predecessore di centro destra Cappellacci con Berlusconi, e poi sollecitato dal Governo Renzi.

Su questo tema l’on.le Giorgia Meloni dovrebbe anche essere informata del silenzio colpevole dell'opposizione (sua parte politica) nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Un silenzio che simboleggia il Pensiero Unico, regno di voci solo concordanti.

L'altro approfondimento in materia di migranti, on.le Meloni, dovrebbe orientarlo verso la politica internazionale portata avanti da personaggi a Lei ben noti come ad esempio Monti e Berlusconi, che hanno provveduto ad alimentare guerre e ad armare sino ai denti governi dittatoriali di Paesi dai quali interi popoli sono costretti a fuggire.

Dietro l'emergenza umanitaria oggi anche in Sardegna, con tutte le complicanze del fenomeno, ci sono le responsabilità dei governi degli Stati membri dell’Europa, in primis l’Italia, tesi a dare il proprio contributo per destabilizzare gli equilibri tra le nazioni, in nome di un nuovo ordine mondiale tanto caro a Obama.

All’on.le Meloni chiederei: "se ti incendiassero la casa, per te e per tuo figlio, rivendicheresti il diritto alla fuga?” Io sono certa di si, ma questo diritto dev’essere uguale per tutti.

Sull’assistenza sanitaria pubblica che da Roma volete tagliarci, ribadiamo che noi sardi non possiamo rinunciare ai nostri ospedali pubblici efficienti e al potenziamento dei servizi di emergenza, non solo per noi ma anche per chi arriva.

Per chi non cade nella trappola populistica, on.le Meloni, ciò che è scioccante è il polverone sollevato in modo strumentale su una circolare di ordinaria amministrazione.

Pensi a Fratelli d’Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli.

 
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museo oceano migranti

Claudia Zuncheddu:

Sulla sua dichiarazione: “Vergogna a Cagliari, prima i migranti in ospedale”. Porterebbe la sua "speculazione xenofoba in Parlamento". E' inaudito!
Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l’impegno del suo partito nel “chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna….”, rispondo: che gaffe xenofoba onorevole!
“Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili”, sarebbe l’ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe “scioccato” l’on.le Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l’hanno fatta.
Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l’abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza.
Un invito alla parlamentare romana le arriva proprio dalla Sardegna: eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi.
Con la “circolare incriminata” la Direzione Sanitaria dell’ospedale cagliaritano, ha assolto ai suoi doveri rispettando i protocolli a cui deve attenersi in caso di grandi emergenze umanitarie o di catastrofi.
Mi stupisce che una parlamentare di esperienza, che ha governato l’Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all’opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in simili gaffes.
La carenza dell’assistenza sanitaria per i sardi ha poco a che vedere con gli obblighi delle Direzioni Sanitare ospedaliere nelle emergenze.
Il problema reale della Sanità pubblica in Sardegna, è complesso e politico.
E’ politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici sardi e aprire inutili ospedali privati. Il Mater Olbia del Qatar, finanziato dalle casse sarde, è il fiore all’occhiello non solo del governo Pigliaru, ma anche del precedente governo Cappellacci di centro destra. Il Qatar, tra i principali sponsor del terrorismo internazionale, ha pesanti responsabilità sui fenomeni migratori.
Le politiche antipopolari del governo Pigliaru (centro sinistra e sovranista) prevedono con il Piano di riordino della rete ospedaliera sarda, la chiusura degli ospedali pubblici dei territori più disagiati dell’Isola a cui si associa la situazione drammatica dei tagli negli ospedali cagliaritani ormai al collasso e in dismissione.
L'assistenza sanitaria in Sardegna non è garantita a nessuno, né ai sardi, né ai migranti.
Per dovere di cronaca, la vergogna del governo Pigliaru è quella di aver portato avanti in modo fedele ed efficace il progetto di privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico, voluto dal suo predecessore di centro destra Cappellacci con Berlusconi, e poi sollecitato dal Governo Renzi.
Su questo tema l’on.le Giorgia Meloni dovrebbe anche essere informata del silenzio colpevole dell'opposizione (sua parte politica) nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Un silenzio che simboleggia il Pensiero Unico, regno di voci solo concordanti.
L'altro approfondimento in materia di migranti, on.le Meloni, dovrebbe orientarlo verso la politica internazionale portata avanti da personaggi a Lei ben noti come ad esempio Monti e Berlusconi, che hanno provveduto ad alimentare guerre e ad armare sino ai denti governi dittatoriali di Paesi dai quali interi popoli sono costretti a fuggire.
Dietro l'emergenza umanitaria oggi anche in Sardegna, con tutte le complicanze del fenomeno, ci sono le responsabilità dei governi degli Stati membri dell’Europa, in primis l’Italia, tesi a dare il proprio contributo per destabilizzare gli equilibri tra le nazioni, in nome di un nuovo ordine mondiale tanto caro a Obama.
All’on.le Meloni chiederei: "se ti incendiassero la casa, per te e per tuo figlio, rivendicheresti il diritto alla fuga?” Io sono certa di si, ma questo diritto dev’essere uguale per tutti.
Sull’assistenza sanitaria pubblica che da Roma volete tagliarci, ribadiamo che noi sardi non possiamo rinunciare ai nostri ospedali pubblici efficienti e al potenziamento dei servizi di emergenza, non solo per noi ma anche per chi arriva.
Per chi non cade nella trappola populistica, on.le Meloni, ciò che è scioccante è il polverone sollevato in modo strumentale su una circolare di ordinaria amministrazione.
Pensi a Fratelli d’Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli.
Claudia Zuncheddu
Medico e Segretario di Sardigna Libera
(Movimento Indipendentista sardo)
 
 
 

 

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sassari rete

Le rappresentanze dei movimenti indipendentisti Fronte, Gentes, Progres, Sardigna Libera e Sardigna Natzione, oggi a Sassari hanno improvvisato un sit-in di fronte alla neonata Asl Unica. Un sit-in per manifestare il dissenso sulle politiche devastanti, in materia di Sanità pubblica, portate avanti in Sardegna dal Presidente Pigliaru e dalla sua maggioranza che governa. In egual misura si denunciano le responsabilità delle forze di opposizione nel Consiglio della RAS per il silenzio complice delle scelte neoliberiste di Pigliaru.

Noi indipendentisti sosteniamo le lotte dei sardi per il diritto inalienabile alla Sanità pubblica e appoggiamo le azioni della “Rete Sarda – Sanità Pubblica”, in prima linea, non da oggi per la difesa degli ospedali in tutti i territori disagiati della Sardegna.

Noi ribadiamo la nostra contrarietà al “Piano di Riordino della Rete ospedaliera sarda” attraverso la quale con l’alibi riorganizzativo, di fatto declassano e chiudono gli ospedali dei territori più disagiati da Isili a La Maddalena, da Muravera a Sorgono, a Thiesi, ad Alghero, a Lanusei, al Sulcis Iglesiente…

Denunciamo lo stato di abbandono degli ospedali di Cagliari, con la chiusura di presidi ospedalieri al servizio di tutta la Sardegna, dal Microcitemico al Binaghi, al San Giovanni di Dio, al Marino. L’Ospedale Oncologico perde pezzi (dalla chirurgia alla radioterapia); il Brotzu è in forte sofferenza. Le lunghe liste d’attesa e la forte carenza di personale medico e paramedico, costringono i sardi a rinunciare alle cure sanitarie e i nostri medici a fuggire.

L’ospedale Microcitemico: scuola di scienziati ed avanguardia internazionale secondo l’OMS, oggi viene mortificato e accorpato al Brotzu, perdendo ogni sua specificità sia per l’assistenza ai talassemici sia per le malattie rare (assai diffuse in Sardegna).

Diciamo

NO alla Asl Unica, la neonata grande mangiatoia dei partiti politici al governo dei sardi, reali responsabili dei Buchi di bilancio della Sanità, ma che intendono far pagare alle nostre collettività attraverso il taglio del diritto all’assistenza primaria e chiudendo i nostri ospedali pubblici.

NO alla sostituzione degli ospedali territoriali con centri burocratici di potere al servizio del clientelismo dei politici accondiscendenti.

NO alla nomina del super-manager piemontese Moirano, a cui si affida il taglio dei diritti dei sardi ad una sanità pubblica di qualità e gratuita per tutti.

NO all’ ”operazione coloniale italo-araba” che vede l’apertura del Mater Olbia, l’ospedale privato di proprietà dell’Emiro del Qatar. La classe politica sarda in modo trasversale si è impegnata a distrarre dalle nostre casse, a favore dell’Emiro, 58 milioni all’anno per dieci anni, arrivando paradossalmente a “comprare un nuovo padrone” al Popolo sardo.

Con il sit-in a Sassari, noi indipendentisti preannunciamo la lotta ad oltranza in difesa della Sanità Pubblica Sarda.

Claudia Zuncheddu

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Petizione #NoScorie

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