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rete sarda no moirano

La Rete Sarda Sanità Pubblica, ancora una volta denuncia la situazione drammatica della Sanità nei territori della Sardegna e le scelte del governo Pigliaru, sempre più orientate verso la privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico a cui i sardi non possono fare a meno.

La classe politica sarda non può ignorare l’alta percentuale di cittadini che già rinunciano alle cure a causa dei costi insostenibili, non può ignorare la necessità che gli ospedali pubblici dei territori in tutta l’Isola siano salvati e potenziati e non tagliati in nome del contenimento della spesa e della razionalizzazione del servizio.

Per contenere la spesa pubblica non bisogna continuare a dissipare fondi pubblici garantendo mega stipendi a super manager, a direttori generali spesso di nomina politica, e ancor meno declassando e chiudendo gli ospedali pubblici dei territori dell’Isola per finanziare ospedali privati inutili ai sardi. Non è accettabile che la Politica dei piani alti si sovrapponga alle esigenze sanitarie dei territori. Non è accettabile che il sabaudo Moirano, seppur voluto e strapagato dal governo Pigliaru, come tecnico, imponga alla classe politica sarda, debole e connivente, di accelerare i tempi di approvazione del Piano di Riordino della Rete Ospedaliera Territoriale. Tutto ciò senza che sia stato realizzato un sistema territoriale di servizi tale da garantire le esigenze primarie delle nostre collettività.

Claudia Zuncheddu

Coordinatrice - Rete Sarda Sanità Pubblica

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pronto soccorso  1
La Rete Sarda Sanità Pubblica, ancora una volta denuncia la situazione drammatica della Sanità nei territori della Sardegna e le scelte del governo Pigliaru, sempre più orientate verso la privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico a cui i sardi non possono fare a meno.
 
La classe politica sarda non può ignorare l’alta percentuale di cittadini che già rinunciano alle cure a causa dei costi insostenibili, non può ignorare la necessità che gli ospedali pubblici dei territori in tutta l’Isola siano salvati e potenziati e non tagliati in nome del contenimento della spesa e della razionalizzazione del servizio.
Cagliari pad 29-01-2017
 
Per contenere la spesa pubblica non bisogna continuare a dissipare fondi pubblici garantendo mega stipendi a super manager, a direttori generali spesso di nomina politica, e ancor meno declassando e chiudendo gli ospedali pubblici dei territori dell’Isola per finanziare ospedali privati inutili ai sardi.
 
Non è accettabile che la Politica dei piani alti si sovrapponga alle esigenze sanitarie dei territori. Non è accettabile che il “sabaudo” Moirano, seppur voluto e strapagato dal governo Pigliaru, come tecnico, imponga alla classe politica sarda, debole e connivente, di accelerare i tempi di approvazione del Piano di Riordino della Rete Ospedaliera Territoriale. Tutto ciò senza che sia stato realizzato un sistema territoriale di servizi tale da garantire le esigenze primarie delle nostre collettività.
 
Claudia Zuncheddu
Coordinatrice - Rete Sarda Sanità Pubblica
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Sardegna: la Sanità non è garantita a nessuno

Lettera aperta all'Onorevole Giorgia Meloni, di Claudia Zuncheddu (Medico e Segretario di Sardigna Libera - Movimento Indipendentista sardo)

Redazione
 
domenica 18 dicembre 2016 15:00

 
 

Lettera aperta all'Onorevole Giorgia Meloni

Sulla sua dichiarazione apparsa in facebook "Vergogna a Cagliari, prima i migranti in ospedale". Porterebbe la sua speculazione xenofoba in Parlamento.


***


Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l'impegno del suo partito nel "chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna...", rispondo: chegaffe xenofobaonorevole!

"Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili", sarebbe l'ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe "scioccato" l'on.le Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l'hanno fatta.

Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l'abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza. Un invito alla parlamentare romana le arriva proprio dalla Sardegna: eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi.

Con la "circolare incriminata" la Direzione Sanitaria dell'ospedale cagliaritano, ha assolto ai suoi doveri rispettando i protocolli a cui deve attenersi in caso di grandi emergenze umanitarie o di catastrofi. Mi stupisce che una parlamentare di esperienza, che ha governato l'Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all'opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in similigaffes.

La carenza dell'assistenza sanitaria per i sardi ha poco a che vedere con gli obblighi delle Direzioni Sanitarie ospedaliere nelle emergenze. Il problema reale della Sanità pubblica in Sardegna, è complesso e politico.

È politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici sardi e aprire inutili ospedali privati. IlMater Olbiadel Qatar, finanziato dalle casse sarde, è il fiore all'occhiello non solo del governo Pigliaru, ma anche del precedente governo Cappellacci di centro destra. Il Qatar, tra i principali sponsor del terrorismo internazionale, ha pesanti responsabilità sui fenomeni migratori.

Le politiche antipopolari del governo Pigliaru (centro sinistra e sovranista) prevedono con ilPiano di riordino della rete ospedaliera sarda, la chiusura degli ospedali pubblici dei territori più disagiati dell'Isola a cui si associa la situazione drammatica dei tagli negli ospedali cagliaritani ormai al collasso e in dismissione.

L'assistenza sanitaria in Sardegna non è garantita a nessuno, né ai sardi, né ai migranti.

Per dovere di cronaca, la vergogna del governo Pigliaru è quella di aver portato avanti in modo fedele ed efficace il progetto di privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico, voluto dal suo predecessore di centro destra Cappellacci con Berlusconi, e poi sollecitato dal Governo Renzi. Su questo tema l'on.le Giorgia Meloni dovrebbe anche essere informata del silenzio colpevole dell'opposizione (sua parte politica) nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Un silenzio che simboleggia il Pensiero Unico, regno di voci solo concordanti.

L'altro approfondimento in materia di migranti, on.le Meloni, dovrebbe orientarlo verso la politica internazionale portata avanti da personaggi a Lei ben noti come ad esempio Monti e Berlusconi, che hanno provveduto ad alimentare guerre e ad armare sino ai denti governi dittatoriali di Paesi dai quali interi popoli sono costretti a fuggire. Dietro l'emergenza umanitaria oggi anche in Sardegna, con tutte le complicanze del fenomeno, ci sono le responsabilità dei governi degli Stati membri dell'Europa, in primis l'Italia, tesi a dare il proprio contributo per destabilizzare gli equilibri tra le nazioni, in nome di un nuovo ordine mondiale tanto caro a Obama.

All'on.le Meloni chiederei: "se ti incendiassero la casa, per te e per tuo figlio, rivendicheresti il diritto alla fuga?" Io sono certa di sì, ma questo diritto dev'essere uguale per tutti.

Sull'assistenza sanitaria pubblica che da Roma volete tagliarci, ribadiamo che noi sardi non possiamo rinunciare ai nostri ospedali pubblici efficienti e al potenziamento dei servizi di emergenza, non solo per noi ma anche per chi arriva.

Per chi non cade nella trappola populistica, on.le Meloni, ciò che è scioccante è il polverone sollevato in modo strumentale su una circolare di ordinaria amministrazione.

Pensi a Fratelli d'Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli.


Claudia Zuncheddu

Medico e Segretario diSardigna Libera(Movimento Indipendentista sardo)


(18 dicembre 2016)

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