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La “Rete Sarda-Sanità Pubblica” a Iglesias

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La “Rete Sarda-Sanità Pubblica” a Iglesias
La Rete Sarda – Sanità Pubblica, venerdì in assemblea a Iglesias per ribadire la propria contrarietà al “Piano di riordino della rete ospedaliera” nell’Isola, un piano voluto dal governo Pigliaru, che mira a declassare, indebolire e chiudere i nostri ospedali privando i cittadini del diritto alla Sanità pubblica.
Mentre continua e si inasprisce la lotta in tutta l’Isola in difesa dei propri presidi ospedalieri, parte integrante del Sistema sanitario Pubblico, alle politiche scellerate della Giunta Pigliaru, la Rete dei comitati risponde non abbassando la guardia. Le lotte per la salvaguardia e il potenziamento dei nostri ospedali territoriali andranno avanti a tempo indeterminato.
La mobilitazione popolare in corso a La Maddalena, dove chiude la Camera iperbarica e il Punto Nascite, con la sospensione anche dei servizi di Neuropsichiatria, sono un ulteriore esempio della volontà dei sardi a non arrendersi e sottomettersi.
La Rete è pronta a collaborare con la Regione Autonoma, poiché su un tema così sensibile come quello inerente la gestione della Salute, nessuno e ancor meno la Politica, può decidere senza il coinvolgimento e la partecipazione democratica dei cittadini alle scelte e ai processi decisionali.
Visto che la Politica sostiene che il “Piano di riordino della rete ospedaliera sarda” è connesso in modo, per noi inappropriato, ai buchi di bilancio, la “Rete Sarda – Sanità Pubblica” denuncia l’ingiustificato disavanzo di 344 milioni a chiusura del bilancio delle Asl per il 2015, spese spropositate legate a società controllate e consulenze esterne.
Secondo la Corte dei Conti, nel 2015 si è registrata una crescita della spesa sanitaria del 4,5% rispetto al 2014. Si tratterebbe di spese per il personale, ma ciò non trova riscontro in alcun miglioramento della qualità dei servizi al cittadino, ancor meno in una situazione in cui tutti gli ospedali dell’Isola sono in forte sofferenza per il taglio e la riduzione del personale medico e paramedico. Riteniamo che la crescita della spesa per il personale, evidenziata dalla Corte dei Conti, meriti un approfondimento per meglio comprendere la “tipologia” del personale di cui si parla, il “metodo di attribuzione di ruoli”, la “funzione reale”, le “competenze e la produttività”. Così come va letta e interpretare la riduzione di spesa da 1,400 miliardi del 2014 a 1,393 miliardi del 2015, con un risparmio di 7 milioni. E’ da verificare la fonte di tale risparmio, visto che potrebbe trattarsi di “tagli” sulle prestazioni sanitarie indispensabili e quindi negate ai cittadini.
L’assemblea di Iglesias, organizzata dai referenti locali della della Rete Sarda – Sanità Pubblica, è stato un momento di ulteriore arricchimento grazie anche alle competenze di medici che non da oggi operano nei territori. I medici, conoscitori delle problematiche sanitarie territoriali, hanno il dovere e il diritto di sedere al tavolo di discussione sul “Piano di riordino della rete ospedaliera sarda”, insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali, prima che Giunta e Consiglio Regionale,decidano in solitudine sul futuro degli ospedali e dei cittadini dei territori interessati.
Claudia Zuncheddu

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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