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Il silenzio della Regione sulla consegna dell'ex Marino

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Perché stanno boicottando l'ex Ospedale marino? Perché non affidano la struttura alla società vincitrice della gara? Perché per il San Raffaele di Olbia l'accreditamento è arrivato alla velocità della luce mentre alla struttura del Poetto la Regione riserva un silenzio oltraggioso?

Paolo Casu, consigliere comunale di Sinistra, ecologia e libertà, è un fiume in piena. E non ha tutti i torti viste le condizioni in cui si trova il rudere sulla spiaggia dei Centomila. Uno sfregio che cagliaritani e turisti non meritano. La Prosperius (la società fiorentina che si è aggiudicata la gara per trasformare la costruzione progettata da Ubaldo Badas in un centro di riabilitazione motoria) ha tutti i permessi e le autorizzazioni a posto. Eppure la Regione non affida ancora l'edificio che continua a essere affollato da ragazzini in cerca di emozioni forti e da disperati in cerca di un tetto.
IL RUDERE SULLA SPIAGGIA Ieri mattina il Poetto era incantevole. Il mare azzurro, il maestrale, la sabbia bianca. Basta non incrociare la struttura curvilinea simbolo del neorealismo. «Sta crollando a pezzi e tutt'intorno solo erbacce, vetri rotti e rifiuti», sentenzia Casu indicando l'ex ospedale. «Questa è la vera battaglia della città. Se qui passano gli ispettori altro che Cagliari capitale della cultura». L'esponente di Sel è affiancato dall'ex consigliere regionale Claudia Zuncheddu. «Lunedì presenterò un'interrogazione e una mozione affinché il sindaco Massimo Zedda si attivi con prefetto e presidente della Regione». Casu e Zuncheddu partono all'attacco. «È chiaro che qualcuno sta facendo di tutto per boicottare la realizzazione di un centro di riabilitazione. Devono spiegarci perché al San Raffaele di Olbia è bastato un mese per l'accreditamento di una clinica a capitale straniero».
ESPOSTO IN PROCURA «L'ex ospedale è una bomba ecologica carica di eternit. È fondamentale che l'edifico venga immediatamente consegnato alla società vincitrice della gara d'appalto. Solo così la Prosperius potrebbe aprire il cantiere e provvedere alla bonifica e alla custodia dell'area». Casu lancia l'ultimatum. «Se entro dieci giorni la questione non verrà risolta presenterò un esposto in Procura. È chiaro che ci sono risvolti penali, soprattutto dopo l'ordinanza emessa dal ministero delle Infrastrutture».
POSTI DI LAVORO Casu e Zuncheddu denunciano sette anni di lungaggini burocratiche. «Capiamo che la struttura può dar fastidio a qualcuno ma non è ammissibile che vengano perse centinaia di buste paga, riservate a lavoratori sardi, per interessi di sottobosco».
Andrea Artizzu
L'Unione Sarda - 6/7/2014

Redazione

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