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La XIV Legislatura del Consiglio della RAS, resterà nella storia come al’artefice della più discriminante e antidemocratica Legge Regionale, fatta da legislatori sardi contro la società sarda, escludendo freddamente la presenza delle donne, delle minoranze politiche, dei movimenti indipendentisti e identitari.

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Legge Elettorale: NO a sbarramenti

Alla luce dell'ennesimo rinvio della discussione sulla legge elettorale regionale - che riteniamo cruciale per il futuro della Sardegna e dei sardi – vogliamo ribadire con forza e inequivocabilmente la nostra inderogabile posizione. A garanzia del rispetto e della tutela della rappresentanza di genere, dei territori e delle minoranze politiche e identitarie, noi siamo nettamente contrari a qualsiasi sbarramento che limita la partecipazione democratica e la sovranità popolare.

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In questi giorni, in Commissione Riforme, del Consiglio della RAS, si è consumato l'accordo trasversale sulla Legge elettorale fra il notabilato del PD e del PdL per legalizzare l'eliminazione delle minoranze sia politiche che di genere femminile, malgrado queste ultime costituiscano la maggioranza della società sarda.

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La soglia di sbarramento passata in Commissione Riforme, ieri sera, fondata sull’esclusione e sulla discriminazione, introduce il bipolarismo importato dall’Italia e imposto nella realtà sarda, paradossalmente dagli stessi legislatori sardi. Le percentuali sono talmente alte da penalizzare volutamente tutte le formazioni c.d. minoritarie che sono alla base della democrazia partecipata e rappresentano le volontà e le identità dei cittadini e dei singoli territori della Sardegna.

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E’ tempo che le donne all’interno delle proprie formazioni politiche, si ribellino agli ordini delle Segreterie e si riapproprino dei propri spazi sino ad oggi usurpati e negati. La doppia preferenza di genere maschile e femminile, nell’elezione del Consiglio della RAS, è indispensabile e improrogabile per la democrazia e per la stessa affermazione dei diritti di genere e rappresentanza delle donne..

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E’ tempo che le donne all’interno delle proprie formazioni politiche, si ribellino agli ordini delle Segreterie e si riapproprino dei propri spazi sino ad oggi usurpati e negati. La doppia preferenza di genere maschile e femminile, nell’elezione del Consiglio della RAS, è indispensabile e improrogabile per la democrazia e per la stessa affermazione dei diritti di genere e rappresentanza delle donne.

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Il dibattito sulla Legge Elettorale, ancora una volta viene rinviato. Martedì 5 marzo il palazzo del Consiglio della RAS si popola di donne. E’ un evento storico. Sono una settantina, arrivate da tutta la Sardegna per assistere al dibattito su una Legge sarda che nega il diritto alla nostra società, nella competizione elettorale per l’elezione del Parlamento Sardo, di una equa rappresentanza di genere, da garantirsi con la doppia preferenza e la rappresentanza delle formazioni politiche minoritarie o di coalizioni identitarie specifiche sarde, che si collochino all’esterno dei due poli italiani di CD e CS.

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Legge elettorale… Parliamone (Cagliari)

Legge elettorale… Parliamone

Sala del Consiglio provinciale

Piazza Palazzo 1, Cagliari

martedì 10 luglio 2012 ore 18,00

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