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Gli indipendentisti cercano l'unità «Tuteleremo gli interessi dell'Isola»

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Unione Sarda 14-11-2016

Le anime indipendentiste dell'Isola si uniscono attorno a un progetto politico alternativo-nazionalitario in vista delle elezioni regionali del 2019. Progres, Sardigna Natzione, Fronte Indipendentista Unidu e Gentes battezzano la nuova alleanza a Bauladu e si propongono di governare l'Isola afflitta dalla crisi, e succube del sistema partitico nazionale. Mancava Sardigna Libera ma Claudia Zuncheddu, nell'inviare il saluto ai partecipanti, appoggia il tavolo politico, mesa per dirla con i sovranisti, che mette in campo indipendentismo, libertà e autodeterminazione. «Io su queste tematiche sono pronto per una alleanza politica concreta», spiega Cristiano Sabino di Fiu.
NON UN PARTITO UNICO Ma non ci sarà una unione degli indipendentisti per un partito unico e tantomeno un partito egemone, precisa Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione, bensì «stiamo facendo sistema dove mettere in campo tutte le espressioni cuturali, sociali e identitarie per l'obiettivo comune: presentarci come alternativa politica allo status quo. Abbiamo l'obbligo morale di contrapporre allo stato la nostra anima sarda: la consapevolezza dell'identità».
L'EMERGENZA SARDA Un progetto politico unitario per far fronte alle emergenze della nostra Isola, sottolinea Gianluca Collu di Progres: «Spopolamento, basso tasso di fertilità, nuova ondata migratoria, fuga di cervelli, ottantamila Neet: giovani che non studiano e non lavorano». A questa sfiducia generalizzata «ci proponiamo di dare risposte, cercando di consegnare una speranza al popolo sardo, scardinando le basi del sistema politico attuale che governa la Sardegna».
UN TAVOLO SARDO Un tavolo o spazio aperto a tutti, indipendentisti e non, ma con i diktat: «Nessuna alleanza con partiti italiani e di governo, e agire da indipendentisti per tutelare gli interessi della Sardegna», incalza Collu. Sabino intravede un barlume di speranza: «Il ghiaccio che tiene il potere partitico nazionale si sta rompendo, noi dobbiamo esser pronti con la nostra alternativa nazionale e avere l'appoggio del popolo, che ci deve sostenere per difendere insieme i nostri figli, scolari e lavoratori, per costruire un futuro sociale ed economico che sia gratificante per tutti nell'Isola».
UNA POLITICA NUOVA Gianfranco Sollai di Gentes propone due possibilità per il progetto alternativo: «Tornare a far politica dal basso, amministrando le piccole comunità a stretto contatto con il popolo per accrescere la consapevolezza unitaria e identitaria. Quindi, non salire sul carro dei partiti politici italiani, ma proporre un'alternativa nazionale, l'unica strada percorribile per il futuro della Sardegna. Vogliamo entrare nella dimensione della globalizzazione e non per omologarci ma per proporre nostra cultura ed economia nel contesto mondiale».
IL REFERENDUM Uniti per il progetto politico comune ma divergenti sul referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. Sollai voterà no, perché «perderemo quel poco di autonomia che ci rimane». Collu lascia libertà di voto ma precisa che «il nostro voto, anche negativo non cambierà lo status quo, il peso elettorale sardo purtroppo è poco influente a livello referendario». Cumpostu invece sostiene che «non è l'argomento all'ordine del giorno, meriterebbe un'analisi più approfondita a prescindere da questo incontro odierno». Infine Sardigna libera, col messaggio di Claudia Zuncheddu, ribadisce il proprio no: «Se dovesse vincere il sì, incomincerà la fine di qualsiasi forma di autonomia».

Redazione

Ci occupiamo della rassegna stampa, della raccolta di foto, video e news sugli incontri promossi sul territorio da SardignaLibera.

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