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Parco Geominerario: Presidente Cappellacci, i Sardi non possono piu' aspettare!

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Spett.le Presidente della
Regione Autonoma della Sardegna
On.le Ugo Cappellacci

Egregio Presidente,
a tutt’oggi non è ancora pervenuto alcun riscontro da parte Sua o dagli Uffici competenti all’ultima lettera da me indirizzataLe, con la quale sollecitavo urgenti e improrogabili misure atte a sopperire alle inadempienze della RAS nei confronti dell’ancora irrisolta questione del commissariamento del Parco Geominerario.

Presidente, ritrovarsi a scriverLe questa ennesima richiesta è alquanto sconfortante sia in veste di Consigliera della Regione Autonoma della Sardegna, ma ancora di più in qualità di cittadina sarda, perché significa che a tutt’oggi l’amministrazione regionale non ha ancora trovato alcuna soluzione per attuare la riforma del Consorzio del Parco.
Questo ennesimo sollecito, infatti, arriva a distanza di anni di battaglie portate avanti dagli operatori della Consulta delle associazioni del Parco e a seguito di una imponente produzione di iniziative a livello istituzionale, tutte mirate a fare chiarezza e ad individuare soluzioni pratiche e celeri alla questione.
Presidente, le chiedo quale sia il problema che Le impedisce di apporre la firma al Protocollo d’Intesa con il Governo Italiano per la riforma e il rilancio del Parco Geominerario e mettere finalmente fine alla gestione commissariale.
La mancanza di assunzione di responsabilità verso questo irrisolto problema avrà sicuramente conseguenze nefaste non solo per quanto riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro che tale realtà offre, ma anche per lo stesso Parco inteso come bene identitario esclusivo della Sardegna, nella sua interezza territoriale e culturale, nonché come patrimonio ambientale e storico-culturale per tutti i Sardi: riconoscimento sancito anche dall’UNESCO che però potrebbe andare perduto proprio a causa di questi ingiustificabili ritardi.
Nel 2011 infatti è arrivato un forte ammonimento proprio da parte dell’UNESCO al Consorzio del Parco: provvedimento a cui la Regione pare non aver conferito la giusta gravità e al quale è seguito il solito atteggiamento di “assordante silenzio”, che ha dimostrato che al caso non è stata dimostrata tutta l’attenzione e l’importanza che esso merita.
Presidente, i sardi non possono più aspettare! Si appellano a Lei per trovare una volta per tutte la soluzione a questo ennesimo dramma occupazionale che, come avevo già tenuto a sottolineare nella mia precedente missiva, attanaglia un territorio che è già fortemente depresso e che purtroppo “vanta” il triste primato delle provincie più povere e colpite dalla disoccupazione in Italia.
Le Istituzioni hanno il dovere anche morale, soprattutto in questo periodo di profonda e generalizzata crisi economica e sociale, di affrontare la questione occupazionale del Parco per dare una possibilità in più e una speranza ai cittadini e alle professionalità sarde, specialmente i giovani, che potrebbe essere impiegati in questa realtà.
Presidente è con spirito di collaborazione che Le invio questa lettera: ora più che mai è tempo di dare risposte ai cittadini Sardi, che sul territorio e dentro le Istituzioni meritano il nostro massimo impegno.
Certa che Lei provvederà ad inserire la questione del Parco Geominerario fra le sue priorità la ringrazio per la Sua cortese attenzione.
Distinti Saluti
Cagliari, 22 giugno 2012

Claudia Zuncheddu
Consigliera della RAS

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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