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Vicende giudiziarie e la risposta goffa della Politica: una legge per “fingere di cambiare tutto per non cambiare niente”

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Consiglio della RAS - Seduta del 03/01/2014.
Testo Unificato n. 607 che prenderebbe in considerazione anche diverse PL in materia di “razionalizzazione e contenimento delle spese relative al funzionamento degli organi statutari della RAS”. Fra queste proposte di Legge vi è pure la 206 a firma Zuncheddu, depositata dalla sottoscritta all’inizio della Legislatura ma ancora una volta totalmente ignorata.

Tracce del mio intervento
Presidente, intervengo per annunciare il mio voto contrario a questo testo di legge.
E’ una proposta di Legge demagogica e fuorviante. E’ una grande finzione: “fingere di cambiare tutto per non cambiare niente”. Questo testo unificato arriva in Aula con notevole ritardo. Esso contempla anche la mia proposta di legge, la 206, depositata all’inizio della legislatura “norme su riduzione dei costi della politica”. Ma lo spirito della mia proposta era teso all’apertura di un percorso ben più ampio, che partendo dalla riduzione dei costi di ogni singolo consigliere, ci legittimasse alla rivisitazione e al controllo e alla trasparenza dei costi di tutta la macchina regionale: burocratica, amministrativa e politica, dei suoi Enti, delle sue Agenzie, degli Assessorati, nonché dei milioni non rendicontabili sperperati dal nostro Presidente Cappellacci per autocelebrare la sua persona, per gratificare il suo narcisismo politico, per pagarsi le proprie campagne elettorali sulla pelle dei sardi sempre più impoveriti e alla fame.

E’ vero che il lungo dibattito sui costi della politica, durato mesi, ha portato il Consiglio della RAS, per la prima volta in 60 anni di storia dell’Autonomia, a effettuare dei tagli significativi sui costi del Consiglio e di ogni singolo consigliere. Ma ciò non bastava, non era sufficiente. Bisognava dare avvio a un percorso per un controllo complessivo dei costi che il nostro Popolo non può più sopportare: quelli per il mantenimento di un apparato costosissimo, che sperpera e che è improduttivo, di un apparato che non si impegna minimamente al recupero dei crediti dello Stato italiano nei confronti della Sardegna, ma non mi riferisco solo alle Entrate Fiscali, ma ad esempio anche ai 100 milioni del G8, sottratti alle casse dei sardi per ingrassare la “cricca di Bertolaso” e per il cui recupero Cappellacci non si costituirà parte civile all’imminente processo, come da lui promesso, in quanto avendo accettato il ruolo di Commissario Straordinario per il completamento dei lavori del G8 a La Maddalena, esso rappresenta contemporaneamente lo Stato italiano che ha danneggiato i sardi (con la sua Protezione Civile) e paradossalmente i sardi danneggiati. Anche su questo abbiamo bisogno di chiarezza.

Alla mia Proposta di Legge sui tagli ai costi della politica, quest’Aula, in modo bipartisan, ha risposto con un feroce taglio alla democrazia e cioè con la legge sulla riduzione del numero da 80 a 60 consiglieri della massima Assemblea dei sardi.

Il dibattito di oggi è inutile e di retroguardia. Sulla gestione dei fondi pubblici abbiamo necessità di trasparenza politica e amministrativa, anche in nome del bisogno di maggiore legalità. Dobbiamo chiedere trasparenza a partire dalla più alta carica del Governo sardo: al Presidente Cappellacci, alla sua costosissima e incontrollabile “lista della spesa” con i soldi dei sardi.

Oggi ci troviamo di fronte a un problema importantissimo da affrontare Presidente Lombardo, sono le questioni giudiziarie che coinvolgono la Massima Assemblea dei sardi su cui è venuta a mancare la “voce”, un pronunciamento da parte della Politica e questo non certo perché dobbiamo giustiziare o assolvere, questo non è il nostro compito. Ma è dovere della Politica prendere posizione per restituire dignità alla nostra Istituzione democratica e per mettere ogni singolo consigliere coinvolto, nella condizione di assumersi le proprie responsabilità. Il superamento di questo momento così critico lo dobbiamo alla Democrazia, ai sardi e a ciascuno di noi. Grazie.

La legge è passata:
Presenti 58
Votanti 56
SI 49
NO 6 (Claudia Zuncheddu)
Ast. 3

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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