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Dilaga la Lingua Blu in Sardegna fra ritardi e inadempienze. Soluzioni subito!

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Non vorremmo che i nostri pastori fossero vittime inconsapevoli di politiche criminali tendenti a svuotare i depositi di vaccini obsoleti delle Case Farmaceutiche creando danni incalcolabili a tutto il patrimonio ovino sardo.

Consiglio Regionale

Seduta del 10/09/2013

Disegno di Legge n° 555 della Giunta

Interventi urgenti a favore degli allevatori per fronteggiare la febbre catarrale degli ovini

Tracce del mio intervento (Clicca qui per guardare il video)

La recrudescenza della Lingua Blue in Sardegna quest’anno ha assunto dimensioni drammatiche sia per la diffusione della patologia in tutta l’Isola, comprese quelle aree notoriamente non endemiche come quelle montane superiori ai 500mt, sia per l’aggressività con cui la malattia si sta manifestando. L’indice di mortalità è elevatissimo.

La situazione degli ovini che sopravvivono non è meno drammatica per lo stato di debilitazione e le complicazioni a carico dell’apparato riproduttivo, tanto che la loro sopravvivenza costituisce un ulteriore problema per gli allevatori.

I pastori, che ben conoscono gli effetti collaterali della malattia anche sugli animali che sopravvivono, temono la riduzione fortissima della produzione del latte e l’infertilità che può costringerli, come è già avvenuto, a macellare capi ovini in età fertile con un danno economico incalcolabile per le aziende e per tutto il patrimonio ovino sardo.

Solamente dopo 8 – 12 mesi dall’esplosione della Lingua Blu si potrà sapere se gli ovini sopravvissuti riprenderanno il loro normale ciclo produttivo. Tale situazione, che dà il colpo di grazia a un’economia pastorale già in forte crisi, richiama l’attenzione di questo Consiglio e di tutte le forze politiche, affinché affrontino quest’emergenza in modo globale per evitare che il settore economico legato alla
pastorizia possa scomparire definitivamente. E’ preoccupante l’incapacità e la carenza delle istituzioni Regionali preposte, sugli interventi di prevenzione e di gestione dell’epidemia. Ai primi di luglio i vaccini, di dubbia efficacia messi a disposizione degli allevatori, hanno creato forti perplessità e preoccupazione in tutto il mondo pastorale, tanto che sarebbero numerosi i pastori che non l’hanno somministrato nei propri allevamenti.
Questa diffidenza sarebbe motivata da diverse ragioni, come le campagne di vaccinazione (ad
esempio l’uso di un vaccino trivalente) che in passato avrebbero creato gravi effetti collaterali sulla salute degli ovini. In quel caso pare che l’indice di mortalità si fosse ridotto, ma si sarebbe registrata una riduzione della produzione del latte circa del 50% e un aumento dei casi di infertilità tra gli ovini. Tali effetti collaterali previsti come transitori, di fatto si sarebbero rilevati irreversibili creando danni economici incalcolabili per le aziende e per i territori.

La diffidenza manifestata dai pastori sull’uso di tali vaccini si è rafforzata anche dal fatto che a tutt’oggi, nonostante la gravità con cui si manifesta la malattia, è certo che non sarebbero stati eseguiti i prelievi ematici, nei tempi previsti, sugli ovini affetti dalla Lingua Blu. Questi prelievi sono indispensabili per l’individuazione del sierotipo dell’agente patogeno responsabile, un dato da cui non si può prescindere ai fini della scelta del vaccino specifico per debellare concretamente e radicalmente l’epidemia.

A distanza di circa 20 giorni dai prelievi effettuati (e pare inviati a Teramo), a tutt’oggi non è rientrato alcun referto negli Uffici predisposti della RAS, per cui oggi non si sa quale sia il vaccino adeguato all’epidemia in corso. I sierotipi 1.4 e 8 a cui si attribuirebbe la genesi della malattia attualmente in corso nell’Isola, è stato isolato tempo fa e potrebbe aver subito, come avviene normalmente nei virus, mutazioni
tali da richiedere prontamente l’allestimento di nuovi ed efficaci vaccini. Da qui la necessità e l’urgenza per i Servizi Veterinari Regionali di rispettare i normali protocolli internazionali in materia di indagini sui virus ed eseguire studi sierologici, non a distanza di anni, ma almeno ogni due mesi nel corso dell’epidemia. L’applicazione di questi protocolli è fondamentale per l’allestimento di vaccinimirati.
Inoltre da parte delle autorità competenti, l’imposizione delle vaccinazioni nel pieno dell’epidemia è stato un grave atto di irresponsabilità e superficialità perché l’immunizzazione, come anche nell’uomo, dev’essere sempre eseguita anticipatamente per prevenire l’ esplosione della patologia. La vaccinazione è controindicata quando l’epidemia è già in corso, pena l’indebolimento degli animali e il
complicarsi dei casi. Tutto ciò avviene anche nel caso dell’uso di “vaccini passivi”.

E’ nota a tutti la forte preoccupazione dei pastori, di fronte alle voci secondo cui gli indennizzi, che comunque mai potrebbero compensare i danni prodotti dalla perdita degli ovini in quanto “strumenti di lavoro”, sarebbero condizionati alla somministrazione dei vaccini imposti dalle ASL e dall’assessorato alla Sanità. Se tutto ciò fosse reale, le istituzioni dovrebbero spiegare la ragione per la quale, in tanti allevamenti, gli ovini vaccinati siano stati colpiti dalla Lingua Blu in egual misura di quelli non vaccinati.
Questa considerazione impone una riflessione sull’efficacia dei vaccini imposti in questa campagna, sui loro costi e su cosa realmente ci sia dietro la loro gestione.

Non vorremo che i nostri pastori fossero vittime inconsapevoli di politiche criminali tendenti a svuotare i
depositi di vaccini obsoleti delle Case Farmaceutiche creando danni incalcolabili a tutto il patrimonio ovino sardo.
Sugli indennizzi, i pastori denunciano il ritardo dell’erogazione dei contributi per i danni già subiti per l’epidemia del 2012 che già li ha visti indebitarsi con banche e fornitori. Attualmente l’erogazione degli indennizzi, previsti dalla RAS, sembra sia strettamente legata alla vaccinazione dei capi ovini; vaccinazioni effettuate o da effettuare con vaccini inadeguati, non specifici, inefficaci e che potrebbero
essere dannosi per la salute degli animali. Questa situazione ricattatoria da parte degli organismi regionali sta creando confusione e incertezza tra gli allevatori che hanno visto sui loro allevamenti i danni collaterali derivati dall’uso di vaccini non specifici. Da ciò la necessità che la RAS rimborsi agli allevatori i danni subiti per qualsiasi ovino deceduto che sia stato vaccinato o no.

Ad oggi, le Istituzioni Regionali predisposte alla tutela della salute animale si sono rivelate inadeguate a fronteggiare la grave piaga che vede gli allevamenti sardi decimarsi. Gli stessi veterinari regionali sono insufficienti negli organici per poter garantire un servizio efficace e rapido, com’è indispensabile per fronteggiare questa emergenza. Inoltre le convenzioni richieste da alcune ASL all’Assessorato, con veterinari privati, in modo tale da creare nuove sinergie per combattere l’epidemia, non hanno avuto a tutt’oggi alcuna risposta.

E’ mancata un’opera efficace di prevenzione contro il diffondersi della LB; è mancata una campagna di vaccinazione efficace ed estesa a tutto il territorio come scelta strategica dettata da obiettivi che vadano oltre il rimborso e la protezione del singolo ovino, ma verso la prevenzione, la tutela e un nuovo sviluppo qualitativo di un intero settore strategico della nostra economia.

Una nuova strategia per campagne di prevenzione e vaccinazione efficace che punti alla creazione nel tempo di un allevamento sardo immune quindi non più suscettibile a quel virus.

Voglio ricordare che in questo modo siamo stati in grado di sradicare il vaiolo nell’uomo. Questa strategia di profilassi porta nel tempo a una drastica riduzione nella circolazione del virus sino alla sua estinzione.
Dobbiamo rilevare che è mancato un Piano di disinfestazione dei siti interessati dai focolai di LB e contemporaneamente la RAS non ha risposto alle richieste insistenti da parte dei pastori di introdurre nel piano della profilassi prodotti farmaceutici repellenti come il Butox usato per combattere il Culicoides: veicolo del virus, per concorrere a circoscrivere i focolai di epidemia.

Abbiamo necessità di una nuova politica di prevenzione e di vaccinazione dei nostri allevamenti, di una nuova scelta socio-sanitaria che si fonda sulla valutazione di aspetti economici, tesi alla salvaguardia di n’attività tradizionale ancora oggi cardine della nostra economia.

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La legge è stata votata a maggioranza:

Presenti 68

Votanti 67

SI 67

Astenuti 1

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RASSEGNA STAMPA

Emergenza lingua blu. Zuncheddu: “Ricattano i pastori con vaccini inadeguati, non specifici e inefficaci”
(IlMinuto.info - Notizie Mediterranee)

Lingua blu: si discute in Consiglio una tragedia annunciata
(Arrèxini.info)

Claudia Zuncheddu: lingua blu, pastori ricattati con vaccini inutili
(Casteddu Online)

Lingua blu, la Regione cerca di correre ai ripari: stanziati 18 milioni
(SardiniaPost)

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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