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Legarsi-alla-montagna
 
Una riflessione sull'affermazione di Gino Strada, "il Califfato non produce mine antiuomo, gliele vendiamo noi" 
Ai tempi in cui frequentavo il reparto di Chirurgia d'Urgenza del Policlinico di Milano, con prof. Vittorio Staudacher, fondatore della Chirurgia d'Urgenza in Europa, era già un chirurgo raffinato. Nei decenni successivi Gino ha continuato ad essere al servizio dell'Umanità ma in terreni molto difficili, dall'Afghanistan al Sudan, sconvolti dalle guerre. Oggi, Gino Strada, dopo tanta esperienza, oltre a salvare vite umane nel Sud del Mondo, bene farebbe a trapiantare cervelli.... nel Nord del Mondo... in Europa... in Occidente... dove la follia delle c.d. "grandi democrazie" imperversa generando e importando guerre e terrorismo; Alimentando tra noi, con le loro strategie, la stessa paura e la stessa insicurezza che porta altri popoli a fuggire dai loro Paesi.
Sulla "sagra dell'ipocrisia occidentale" per i fatti di Parigi, ribadisco quanto ho detto e scritto ad amici francesi: "je ne suis pas Charlie et c'est pas vrai que nous sommes tous francais". Sono una cittadina sarda che lotta da sempre per la pace e contro ogni sopraffazione. La Sardegna vanta l'orgoglio di non aver mai dichiarato guerra né colonizzato nessuno nella sua storia. Come potrei oggi sentirmi improvvisamente francese? Cittadina di un Paese guerrafondaio?
Claudia Zuncheddu
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P1

Un grande intellettuale sardo, Francesco Casula, manda un messaggio dalla sua pagina facebook al Questore di Cagliari:

"Il Questore di Cagliari, l’asino sardo e i nostri giovani.
Il Questore di Cagliari deve dimettersi. Se ne deve andare. Sua sponte. Altrimenti saremmo costretti a rinverdire una antica consuetudine sarda, vigente nei nostri paesi barbaricini. In cui sos istranzos sgraditi venivano caricati su un asino e accompagnati fuori dall’abitato. Senza torcere loro un capello ma avvertendoli di non farsi più vedere.
Il Questore deve capire e sapere che siamo (ancora) in un Paese dove sono garantiti la libertà di pensiero, il dissenso e l’opposizione: nel caso in questione ai giochi (?) di guerra, utilizzando come base di servizio la Nostra Terra Sarda.
Il Questore deve sapere che non permetteremo che i nostri giovani – peraltro i migliori, quelli più consapevoli, attivi e battaglieri – vengano repressi e criminalizzati. Sappia il Questore che dietro quei giovani, dietro quei manifestanti a Teulada c’è l’intera Comunità sarda, o almeno quella parte maggioritaria – non integrata né servile – che vuole difendere la propria terra e vivere in pace".

Sardigna Libera lancia l'appello ai sardi ed a tutti coloro che amano la nostra Terra a partecipare numerosi al  sit-in  che si terrà il 10 Novembre alle ore 17 davanti alla questura di Cagliari per ribadire il concetto che nessuno deve toccare chi lotta contro le esercitazioni di guerra in Sardegna e per la pace nel mondo.  

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La Giunta della Regione Autonoma della Sardegna, a colpi di delibere veloci quanto efficaci, penalizza i nostri disabili. Per la Giunta di centro sinistra e dintorni, la priorità non è di certo il disagio sociale e ancor meno i bisogni e i diritti di decine di migliaia di disabili. Questi “geni della politica” disattendono gli impegni assunti anche nei loro programmi, deludono chi li ha sostenuti e dimostrano di non avere nessuna logica di buon senso nella gestione del Bene Comune. Così facendo alimentano il malessere sociale e la sofferenza dei cittadini più fragili e più bisognosi di assistenza, compresa quella sanitaria. Con la delibera 33/11 del 30 giugno 2015 la Giunta Pigliaru condanna cinicamente i sardi disabili a ulteriori sofferenze e difficoltà… dove si vuole arrivare?

Claudia Zuncheddu

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Petizione #NoScorie

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