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Apprendiamo dalla stampa che a S.Elia, ieri si è tenuta un’assemblea sul rilancio del quartiere. In pochi si è venuto a saperlo ma di certo era nutrita la partecipazione di assessori, consiglieri comunali e consulenti dell’Assessorato Regionale ai Lavori pubblici.

Lo stile di propaganda renziana fatta di annunci, di promesse mai mantenute è sbarcato a S.Elia sostenuto anche da autorevoli esponenti del Partito dei sardi e del Psd’Az.

Come ai vecchi tempi, questi politici parlano di finanziamenti milionari per riqualificare il quartiere ma peccato che “i tempi burocratici rallentino la realizzazione delle opere”, dicono loro.

Nel calderone volutamente variopinto di promesse tra il lungomare, il porticciolo, il parco degli anelli, il centro socio sanitario (nuovo specchietto per le allodole pre-elezioni comunali), si insinua con prepotenza l’Ecocentro.

E’ palese che il vero interesse prioritario per questa Giunta è la creazione dell’enorme Ecomostro di “tipologia B” a S.Elia, su cui conferire anche rifiuti tossici provenienti da tutta la città. Si tratta dei 6000 metri quadri di verde pubblico tra l’ingresso di S.Elia e San Bartolomeo, a ridosso dell’Istituto degli anziani e delle scuole delle Mercedarie.

Da questa amministrazione, non è stata fatta alcuna riflessione sulle ricadute di questo Ecocentro sul mercato domenicale, sul crocevia degli itinerari turistico-naturalistici di maggiore pregio della città, sulle nuove iniziative di ristorazione che stanno sorgendo nel quartiere.

Il terreno paludoso, la carente rete stradale, il rischio di incidenti, l’inquinamento acustico, atmosferico e del sottosuolo, sono solo alcune delle controindicazioni alla realizzazione dell’Ecocentro in un quartiere fortemente popolato dove chiudono scuole dell’obbligo, asili, ambulatori medici convenzionati.

Ci chiediamo il perché di tanto accanimento su S.Elia e in nome di quali interessi occulti, ancora una volta legati alla gestione dei rifiuti, quest’amministrazione sacrifica la salute pubblica, la sicurezza dei cittadini, il decoro e la cultura dei luoghi, i diritti di un quartiere da sempre discriminato ed emarginato.

Comitato No Ecocentro S.Elia San Bartolomeo.

Pubblicato in Salute

SardegnaReporter 31/08/2016

  1. al sindaco dib Cagliari Zedda

Alla cortese attenzione del sindaco di Cagliari Sig. Massimo Zedda

Oggetto: raccolta firme contro l’Ecocentro B previsto nel quartiere di Sant’Elia

Con la presente, il “Comitato NO EcoCentro Sant’Elia – San Bartolomeo”, La informa che è in corso la campagna di raccolta firme contro la realizzazione dell’Ecocentro comunale di tipologia B a ridosso dei due quartieri.

L’amministrazione comunale di Cagliari, violando la normativa vigente in materia ambientale e ogni logica di comune buon senso, come Lei ben sa, intende installare a Sant’Elia un enorme ecocentro al servizio di tutta la città. L’area di verde pubblico prescelta, vero polmone verde per il quartiere, confina con l’istituto delle Mercedarie e con il quartiere di San Bartolomeo; da qui si snodano inoltre i percorsi turistico-naturalistici di maggior pregio della città.

Il Comitato, ritiene grave che la Sua amministrazione abbia fatto sì che il progetto dell’ecocentro, a forte impatto ambientale, abbia volutamente evitato che venisse sottoposto alla verifica di VAS, la Valutazione Ambientale Strategica prevista dalla legge.

Con l’imponente impianto di 6000 mq per lo stoccaggio di rifiuti, compresi quelli altamente tossici, la Sua amministrazione viola il diritto alla salute dell’area più popolata della città di Cagliari. Inoltre ignora i rischi per l’inidoneità geologica dei quartieri coinvolti, notoriamente di natura paludosa e già con vistosi cedimenti stradali e di palazzi. La stessa carenza della viabilità di Sant’Elia rende ancora meno idoneo il quartiere a sopportare il prevedibile incremento di traffico di auto e di mezzi pesanti diretti all’ecocentro.

Pubblicato in Ambiente

Sant'Elia si ribella all'ecocentro voluto dal Comune. Una contestazione pesante, che arriva a pochi giorni dal voto. Con una maxi petizione: "Con la presente, il “Comitato NO EcoCentro Sant’Elia – San Bartolomeo”, La informa che è in corso la campagna di raccolta firme contro la realizzazione dell’Ecocentro comunale di tipologia B a ridosso dei due quartieri.

L’amministrazione comunale di Cagliari, violando la normativa vigente in materia ambientale e ogni logica di comune buon senso, come Lei ben sa, intende installare a Sant’Elia un enorme ecocentro al servizio di tutta la città. L’area di verde pubblico prescelta, vero polmone verde per il quartiere, confina con l’istituto delle Mercedarie e con il quartiere di San Bartolomeo; da qui si snodano inoltre i percorsi turistico-naturalistici di maggior pregio della città.

Il Comitato, ritiene grave che la Sua amministrazione abbia fatto sì che il progetto dell’ecocentro, a forte impatto ambientale, abbia volutamente evitato che venisse sottoposto alla verifica di VAS, la Valutazione Ambientale Strategica prevista dalla legge.    

Con l’imponente impianto di 6000 mq per lo stoccaggio di rifiuti, compresi quelli altamente tossici, la Sua amministrazione viola il diritto alla salute dell’area più popolata della città di Cagliari. Inoltre ignora i rischi per l’inidoneità geologica dei quartieri coinvolti, notoriamente di natura paludosa e già con vistosi cedimenti stradali e di palazzi. La stessa carenza della viabilità di Sant’Elia rende ancora meno idoneo il quartiere a sopportare il prevedibile incremento di traffico di auto e di mezzi pesanti diretti all’ecocentro.

Con la campagna di raccolta di firme, i cittadini intendono manifestarLe la propria contrarietà alla realizzazione di questo Ecomostro comunale, che ribadiamo, espone i quartieri interessati a forte rischio di inquinamento del suolo, del sottosuolo, dell’aria, oltre che all’inquinamento acustico. I cittadini intendono portare avanti la battaglia anche per la difesa del mercato domenicale di Sant’Elia, una rara attività produttiva che con l’ecocentro andrà sicuramente a morire. Alla presente si allega la prima tranche, circa 1400 firme e La informiamo che la campagna di raccolta firme proseguirà in difesa dei diritti e contro ogni forma di discriminazione".

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ecocentrobcomp
Lettera al sindaco Zedda
 
Alla cortese attenzione del sindaco di Cagliari Sig. Massimo Zedda
 
Oggetto: raccolta firme contro l’Ecocentro previsto nel quartiere di Sant’Elia
 
Con la presente, il “Comitato NO EcoCentro Sant’Elia – San Bartolomeo”, La informa che è in corso la campagna di raccolta firme contro la realizzazione dell’Ecocentro comunale di tipologia B a ridosso dei due quartieri.
 
L’amministrazione comunale di Cagliari, violando la normativa vigente in materia ambientale e ogni logica di comune buon senso, come Lei ben sa, intende installare a Sant’Elia un enorme ecocentro al servizio di tutta la città. L’area di verde pubblico prescelta, vero polmone verde per il quartiere, confina con l’istituto delle Mercedarie e con il quartiere di San Bartolomeo; da qui si snodano inoltre i percorsi turistico-naturalistici di maggior pregio della città.
 
Il Comitato, ritiene grave che la Sua amministrazione abbia fatto sì che il progetto dell’ecocentro, a forte impatto ambientale, abbia volutamente evitato che venisse sottoposto alla verifica di VAS, la Valutazione Ambientale Strategica prevista dalla legge.  
 
Con l’imponente impianto di 6000 mq per lo stoccaggio di rifiuti, compresi quelli altamente tossici, la Sua amministrazione viola il diritto alla salute dell’area più popolata della città di Cagliari. Inoltre ignora i rischi per l’inidoneità geologica dei quartieri coinvolti, notoriamente di natura paludosa e già con vistosi cedimenti stradali e di palazzi. La stessa carenza della viabilità di Sant’Elia rende ancora meno idoneo il quartiere a sopportare il prevedibile incremento di traffico di auto e di mezzi pesanti diretti all’ecocentro.
 
Con la campagna di raccolta di firme, i cittadini intendono manifestarLe la propria contrarietà alla realizzazione di questo Ecomostro comunale, che ribadiamo, espone i quartieri interessati a forte rischio di inquinamento del suolo, del sottosuolo, dell’aria, oltre che all’inquinamento acustico. I cittadini intendono portare avanti la battaglia anche per la difesa del mercato domenicale di Sant’Elia, una rara attività produttiva che con l’ecocentro andrà sicuramente a morire.
 
Alla presente si allega la prima tranche, circa 1400 firme e La informiamo che la campagna di raccolta firme proseguirà in difesa dei diritti e contro ogni forma di discriminazione.
 
Il Comitato No EcoCentro Sant’Elia – San Bartolomeo
 
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Cattura

 

Unione Sarda 22/05/2016

S.Elia-S.Bartolomeo

Ecocentro, cresce la protesta

Il Comitato No Ecocentro Sant'Elia-San Bartolomeo preannuncia battaglie legali contro l'amministrazione comunale e la Provincia.
«Il Comune, nonostante la resistenza degli abitanti di Sant'Elia e di San Bartolomeo, di archeologi, geologi e medici per l'ambiente contro la proposta dell'ecocentro a ridosso dei due rioni», scrive Claudia Zuncheddu, medica del quartiere, «chiede alla Provincia che il progetto non venga sottoposto a valutazione di impatto ambientale. Un atto gravissimo con cui l'ecomostro viene sottratto ai controlli di idoneità». La Provincia, con la determinazione di marzo, ha accolto la richiesta del sindaco Zedda. «Ignorando che per il forte impatto ambientale, l'ecocentro, in cui possono essere conferiti anche rifiuti pericolosi, è regolato dal Codice ambiente». 
Per Zuncheddu, «l'ecomostro sacrificherà seimila metri quadri di verde vicino all'istituto delle Mercedarie». Per il principio di precauzione della normativa europea - lo ricorda la medica - il progetto è fuorilegge e non può essere impiantato vicino a centri abitati. Sant'Elia è il quartiere a più alta concentrazione demografica. Tra i rischi, quello geologico. Sant'Elia e San Bartolomeo, nati su terreni paludosi, non sono adeguati per l'impianto dell'enorme ecocentro b. «Nel rione più discriminato, il Comune chiude le scuole dell'obbligo, sfratta l'unico ambulatorio di medicina di base e apre pericolosi ecocentri». (a.pi.)

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manifesto sardo2
Fonte: Il Manifesto Sardo 01 Ottobre 2015 – di Claudia Zuncheddu
 
Da Sant'Elia a San Bartolomeo la Ribellione contro l'EcoCentro
Sant’Elia come Soweto, il quartiere di Mandela e simbolo della ribellione, il primo a sud di Cagliari e il secondo a sud ovest di Johannesburg: dépendances lontane dagli occhi e lontane dal cuore dei grandi centri urbani. Come Soweto, un quartiere di 4 milioni di persone, anche Sant’Elia è luogo di primati, è il più grande parcheggio umano della Sardegna. Mentre nel cuore di Cagliari i decessi ormai superano le nascite, decretando con l’invecchiamento la morte della città, Sant’Elia è in forte espansione demografica. Il quartiere benché da sempre discriminato, offre alla Cagliari snob il meglio di se stesso: le energie vitali per il futuro della città, i suoi bambini.
A Sant’Elia, da sempre ricettacolo di cattive scelte della politica e di brutti vizi della città, regna l’apartheid. E’ lì che negli anni 70 iniziò il trasloco dei cittadini poveri che affollavano i sottani di Castello e non solo. Il sogno di una casa per molti senza tetto, erano quei palazzoni, contenitori verticali di migliaia di persone. Tutto in spregio alla bellezza del golfo e al vecchio Sant’Elia dei pescatori che vive in armonia tra il verde e il mare. Per oltre 10 mila cittadini non esistono infrastrutture, strade, piazze, spazi culturali, commerciali e artigianali dove creare economia locale, centri di aggregazione e di scambio, luoghi pubblici dove far incontrare i cittadini, spazi per ambulatori medici, un sito postale, uno sportello bancario. La scuola pubblica, che con la fatica di dirigenti scolastici e insegnati è stata d’avanguardia per tutta la città, in questi ultimi anni, sotto i tagli della spending review, è stata abbandonata al degrado, sotto l’indifferenza degli amministratori locali che non l’hanno saputa difendere. 
E’ così che spesso l’unica speranza di riscatto sociale ed economico per i giovani è il modello del nuovo imprenditore di quartiere, quello delle attività illecite e che i soldi li fa davvero. La politica dorme sul malessere e sulle povertà. Dorme sugli alti contenitori umani che cedono vistosamente sui terreni di riporto, tra voragini e rifiuti che si accumulano senza che gli addetti al ritiro se ne preoccupino.
Il degrado di Sant’Elia dei palazzoni è la coscienza sporca di chi dagli anni 70 ad oggi governa la città, interpretando quel quartiere come il più grosso serbatoio di voti da comprare, da barattare, da ingannare. La valorizzazione del lungomare è da sempre lenta. E’ lo specchietto per gli allocchi nelle campagne elettorali. Di fatto il quartiere non deve decollare con le sue grandi risorse, tra mare e colle, tra storia, cultura e archeologia. L’emancipazione economica, sociale e culturale crea consapevolezza e libertà quindi quell’enorme bacino demografico dove passano le grandi vittorie e le grandi sconfitte elettorali, è destinato alla povertà e al ricatto. 
Che Sant’Elia sia condannato dalla politica alla ghettizzazione lo dicono i fatti. E’ recente la scelta dell’attuale amministrazione di centro sinistra, con la complicità del centro destra, con un solo consigliere contro, di destinare a Sant’Elia 6000 metri quadri di deposito di rifiuti provenienti da tutta la città.  L’area di verde pubblico all’ingresso di Sant’Elia e a ridosso di San Bartolomeo, in prossimità dell’Istituto per anziani, della scuola elementare delle Mercedarie e dei suoi orti urbani curati dai bambini, verrebbe sacrificata sull’altare dell’ecocentro in cui conferire rifiuti differenziati anche pericolosi. Gli ecocentri sono indispensabili nella catena della raccolta differenziata ma vanno installati in siti adeguati.
Poco importa a questa classe politica se l’enorme deposito, sul crocevia da cui si snodano i più importanti percorsi turistico-naturalistici di Cagliari, dal Colle di Sant’Elia, a Calamosca, al Poetto, alle Saline, al Parco di Molentargius contrasta con la vocazione dei luoghi, viola il Codice dell’Ambiente, espone a rischi e a malattie i residenti.
Si ignora che per il Principio di Precauzione della normativa europea, l’ecocentro di Tipologia B per Sant’Elia è fuorilegge e non può essere impiantato a ridosso dei centri abitati quandi ancor meno alla popolatissima Sant’Elia e a San Bartolomeo. Così come è stata una grave violazione dei diritti dei cittadini non essere informati e coinvolti nei processi decisionali inerenti agli impianti a forte impatto ambientale come in questo caso.
Sant’Elia e dintorni sono sede a forte vocazione turistico-naturalistica/storica-archeologica che attendono di essere valorizzati. I quartieri di Sant’Elia e San Bartolomeo sono costruiti su terreni paludosi colmati con materiali di riporto. I numerosi cedimenti di pavimenti stradali e dei palazzi da Piazza Falchi a Via Prunas indicano l’inadeguatezza del terreno per l’edificazione del colossale ecocentro imposto dal Comune.
Il forte incremento del traffico nel quartiere, dovuto al va e vieni continuo di auto di cittadini e di mezzi pesanti provenienti da tutta la città, oltre alle attività nel Centro stesso esporrebbe ad inquinamento dell’aria, inquinamento acustico, ed a smottamenti o cedimenti del terreno con rischio di inquinamento del suolo e del sottosuolo   in caso di sversamenti anche accidentali di sostanze tossiche.
Sulle condizioni di salute ambientale e dei residenti, i Medici che operano nel quartiere denunciano da tempo che la salute ambientale e dei cittadini a Sant’Elia è già in forte sofferenza per la sua costante esposizione all’inquinamento, proveniente dalla Saras e dall’inceneritore di Macchiareddu, portato dai venti.
Il Convegno-dibattito del 23 settembre che ha visto l’imponente partecipazione dei residenti dei quartieri interessati, è stato il primo momento di ribellione democratica di una parte della città che con il suo NO dice un BASTA alle scelte imposte dal Comune e non condivise. 
 
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Sant’Elia come Soweto, il quartiere di Mandela e simbolo della ribellione, il primo a sud di Cagliari e il secondo a sud ovest di Johannesburg: dépendances lontane dagli occhi e lontane dal cuore dei grandi centri urbani.
Come Soweto, un quartiere di 4 milioni di persone, anche Sant’Elia è luogo di primati, è il più grande parcheggio umano della Sardegna. Mentre nel cuore di Cagliari i decessi ormai superano le nascite, decretando con l’invecchiamento la morte della città, Sant’Elia è in forte espansione demografica. Il quartiere benché da sempre discriminato, offre alla Cagliari snob il meglio di se stesso: le energie vitali per il futuro della città, i suoi bambini.
A Sant’Elia, da sempre ricettacolo di cattive scelte della politica e di brutti vizi della città, regna l’apartheid. E’ lì che negli anni 70 iniziò il trasloco dei cittadini poveri che affollavano i sottani di Castello e non solo. Il sogno di una casa per molti senza tetto, erano quei palazzoni, contenitori verticali di migliaia di persone. Tutto in spregio alla bellezza del golfo e al vecchio Sant’Elia dei pescatori che vive in armonia tra il verde e il mare.
Per oltre 10 mila cittadini non esistono infrastrutture, strade, piazze, spazi culturali, commerciali e artigianali dove creare economia locale, centri di aggregazione e di scambio, luoghi pubblici dove far incontrare i cittadini, spazi per ambulatori medici, un sito postale, uno sportello bancario. La scuola pubblica, che con la fatica di dirigenti scolastici e insegnati è stata d’avanguardia per tutta la città, in questi ultimi anni, sotto i tagli della spending review, è stata abbandonata al degrado, sotto l’indifferenza degli amministratori locali che non l’hanno saputa difendere. 
E’ così che spesso l’unica speranza di riscatto sociale ed economico per i giovani è il modello del nuovo imprenditore di quartiere, quello delle attività illecite e che i soldi li fa davvero. La politica dorme sul malessere e sulle povertà. Dorme sugli alti contenitori umani che cedono vistosamente sui terreni di riporto, tra voragini e rifiuti che si accumulano senza che gli addetti al ritiro se ne preoccupino.
Il degrado di Sant’Elia dei palazzoni è la coscienza sporca di chi dagli anni 70 ad oggi governa la città, interpretando quel quartiere come il più grosso serbatoio di voti da comprare, da barattare, da ingannare.
La valorizzazione del lungomare è da sempre lenta. E’ lo specchietto per gli allocchi nelle campagne elettorali. Di fatto il quartiere non deve decollare con le sue grandi risorse, tra mare e colle, tra storia, cultura e archeologia. L’emancipazione economica, sociale e culturale crea consapevolezza e libertà quindi quell’enorme bacino demografico dove passano le grandi vittorie e le grandi sconfitte elettorali, è destinato alla povertà e al ricatto. 
Che Sant’Elia sia condannato dalla politica alla ghettizzazione lo dicono i fatti. E’ recente la scelta dell’attuale amministrazione di centro sinistra, con la complicità del centro destra, con un solo consigliere contro, di destinare a Sant’Elia 6000 metri quadri di deposito di rifiuti provenienti da tutta la città. 
L’area di verde pubblico all’ingresso di Sant’Elia e a ridosso di San Bartolomeo, in prossimità dell’Istituto per anziani, della scuola elementare delle Mercedarie e dei suoi orti urbani curati dai bambini, verrebbe sacrificata sull’altere dell’ecocentro in cui conferire rifiuti differenziati anche pericolosi. Gli ecocentri sono indispensabili nella catena della raccolta differenziata ma vanno installati in siti adeguati.
Poco importa a questa classe politica se l’enorme deposito, sul crocevia da cui si snodano i più importanti percorsi turistico-naturalistici di Cagliari, dal Colle di Sant’Elia, a Calamosca, al Poetto, alle Saline, al Parco di Molentargius contrasta con la vocazione dei luoghi, viola il Codice dell’Ambiente, espone a rischi e a malattie i residenti.
Si ignora che per il Principio di Precauzione della normativa europea, l’ecocentro di Tipologia B per Sant’Elia è fuorilegge e non può essere impiantato a ridosso dei centri abitati quindi ancor meno alla popolatissima Sant’Elia e a San Bartolomeo. Così come è stata una grave violazione dei diritti dei cittadini non essere informati e coinvolti nei processi decisionali inerenti agli impianti a forte impatto ambientale come in questo caso.
Sant’Elia e dintorni sono sede a forte vocazione turistico-naturalistica/storica-archeologica che attendono di essere valorizzati. I quartieri di Sant’Elia e San Bartolomeo sono costruiti su terreni paludosi colmati con materiali di riporto. I numerosi cedimenti di pavimenti stradali e dei palazzi da Piazza Falchi a Via Prunas indicano l’inadeguatezza del terreno per l’edificazione del colossale ecocentro imposto dal Comune.
Il forte incremento del traffico nel quartiere, dovuto al va e vieni continuo di auto di cittadini e di mezzi pesanti provenienti da tutta la città, oltre alle attività nel Centro stesso esporrebbe ad inquinamento dell’aria, inquinamento acustico, ed a smottamenti o cedimenti del terreno con rischio di inquinamento del suolo e del sottosuolo in caso di sversamenti anche accidentali di sostanze tossiche.
Sulle condizioni di salute ambientale e dei residenti, i medici che operano nel quartiere denunciano da tempo che la salute ambientale e dei cittadini a Sant’Elia è già in forte sofferenza per la sua costante esposizione all’inquinamento, proveniente dalla Saras e dall’inceneritore di Macchiareddu, portato dai venti.
Il Convegno-dibattito del 23 settembre che ha visto l’imponente partecipazione dei residenti dei quartieri interessati, è stato il primo momento di ribellione democratica di una parte della città che con il suo NO dice un BASTA alle scelte imposte dal Comune e non condivise
 
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EcoCentro a Sant'Elia è rivolta popolare

Alla dott.ssa Anna Paola Loi: Assessore al Personale - Assessore agli Affari Generali - Assessore ai Sistemi Informativi/Informatici e Telematici - Assessore alla Protezione Civile e di Igiene del suolo del Comune di Cagliari
p/c al Sindaco Massimo Zedda - alla Giunta e al Consiglio del Comune di Cagliari
Richiesta di annullamento Delibera n° 47 – 08/09/2015
 
Gentile assessora Loi
la presente per informarLa che in data 23 settembre 2015, come previsto, si è svolto nella sala convegni del Lazzaretto di Cagliari il Convegno – Dibattito su “EcoCentri e Strategie Rifiuti Zero – la parola ai cittadini”.
Avendoci preannunciato che per impegni istituzionali antecedenti non poteva essere presente al convegno, come da Lei richiesto espressamente, Le comunichiamo le prime risultanze dei lavori in attesa di un incontro.
 
Dagli interventi dei relatori, sono emerse le incompatibilità dell’Ecocentro per vocazione culturale, naturalistica, paesaggistica dei luoghi e per la salute ambientale e delle popolazioni.
Prof. Enrico Atzeni dell’Università di Cagliari ha trattato il tema sul ricco patrimonio archeologico del Colle Sant’Elia, risorsa culturale fulcro per una reale riqualificazione del quartiere.
Dott. Fausto Pani, geologo, che con il tema sulle “Logiche di una baia perduta”, ha esposto i processi di metamorfosi delle antiche saline su cui l’uomo ha edificato imprudentemente vasti quartieri.
Dott.ssa Franca Battelli, Presidente Zero Waste Sardegna, è intervenuta sulla necessità di politiche virtuose tese alla riduzione e gestione dei rifiuti: “Verso Rifiuti Zero - dalla differenziata al riuso e al recupero”. Ribadendo la logica conseguenza della dismissione progressiva di inceneritori, di discariche e di Ecocentri.
Avv. Fabio Cuccuru, entrando in merito al progetto dell’Ecocentro di Sant’Elia, ha evidenziato “incongruenze ed omissioni” da parte dell’Amministrazione comunale.
Dott.ssa Claudia Zuncheddu, medico di Medicina Generale a Sant’Elia e medico per l’Ambiente, è intervenuta sullo stato di salute della popolazione e inquinamento ambientale nel quartiere.
 
Il convegno-dibattito ha avuto come scopo garantire la maggiore informazione e la partecipazione democratica dei cittadini ad una scelta così importante come quella del vasto Ecocentro di Sant’Elia, secondo le direttive della normativa europea sulla partecipazione delle collettività. Il dibattito successivo al convegno, che ha visto un’attiva partecipazione degli abitanti dei quartieri, ha espresso chiaramente la propria contrarietà all’impianto dell’Ecocentro nei 6000 metri quadri di verde pubblico sito tra Sant’Elia e San Bartolomeo, a ridosso di scuole, di orti urbani, di un istituto di anziani oltre che nella porta turistica di maggior pregio della città di Cagliari.
Auspichiamo, nel rispetto della volontà popolare, che la SV, come assessore competente, il sindaco Zedda, la Giunta e l’intero Consiglio comunale, rimettano al centro del dibattito la Delibera n° 47 rivedendo la votazione espressa con voto favorevole a maggioranza (uno escluso) nella seduta consiliare del 08/09/2015.  
Certi della Vs sensibilità, attendiamo un incontro per avviare un iter condiviso di revisione del progetto dell’impianto previsto per Sant’Elia.
Comitato NO EcoCentro Sant’Elia – San Bartolomeo  
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Ecocentro, rivolta a Sant'Elia

 
unione compressa
Ieri l'assemblea degli abitanti. Gli esperti: la zona non è adatta a un deposito di rifiuti
 
Ecocentro, rivolta a Sant'Elia 
 
Il «mostro» da combattere è l'ecocentro. «Piovuto dal cielo». E allora Sant'Elia non ci sta: quella «pattumiera» da seimila metri quadri, all'ingresso del viale e al confine con San Bartolomeo, non s'ha da fare. «Non qui certamente», hanno urlato ieri gli abitanti durante un'infuocata assemblea di quartiere, al Lazzaretto, luogo simbolo della protesta del Comitato del “No ecocentro a Sant'Elia”. 
Di ragioni convincenti ne hanno tante, ma nell'elenco dei “perché no”, chi nel borgo ci vive da sempre, ne mette una in particolare: «Vogliono costruirlo vicino alla scuola elementare delle Mercedarie, vi sembra possibile?», grida Maria Antonietta Barracciu, voce del Comitato. Che sia «malsana» l'idea del Comune di costruire proprio qui, «nel quartiere a più alta densità demografica della città», uno degli ecocentri con l'intento di riorganizzare il servizio dei rifiuti, l'hanno detto ieri gli esperti, dal docente universitario (Enrico Atzeni, archeologo successore di Giovanni Lilliu alla direzione del dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche) al geologo (Fausto Pani che ha spiegato le “Logiche di una baia perduta”), all'avvocato Fabio Cuccuru, al medico di quartiere Claudia Zuncheddu, alla presidente di Zero Waste Sardegna Franca Battelli che ha richiamato il Comune: «Prima dell'ecocentro pensi a rispettare gli obblighi di legge sulla riduzione dei rifiuti e il riuso». 
LA RIBELLIONE Per ora la rivolta è pacifica, urlata con tanti No: Sant'Elia non è il luogo adatto per ospitare un mega-ecocentro dove potranno essere conferiti rifiuti da tutta la città, compresi rifiuti pericolosi. Perché no? Perché sant'Elia è «la porta più turistica della città», perché, insieme a San Bartolomeo, è costruita su terreni paludosi colmati con materiali di riporto («basta ricordarsi quante volte sono sprofondate strade e palazzi da piazza Falchi a via Prunas»), perché il viavai continuo di auto di cittadini e mezzi pesanti incrementerebbe il traffico e i rischi di incidenti stradali, per la salute degli abitanti («sant'Elia - conferma la Zuncheddu - è già in forte sofferenza per la sua costante esposizione all'inquinamento prodotto dalla Saras e dall'inceneritore di Macchiareddu»). La parola ai cittadini, dice l'assemblea. E Gian Luigi Selis, pensionato, se la prende: «Non rovinate sant'Elia. Qui, con i miei genitori, fratelli e sorelle, ho vissuto il miglior periodo della mia vita. Abitavo là, nella palazzina dell'ex pugile Gianni Zuddas».
Carla Raggio
Fonte: l'Unione Sarda 24/9/2015
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Prof. Enrico Atzeni dell’Università di Cagliari
Il patrimonio archeologico del Colle Sant’Elia dalle primitive civiltà dell’epoca neolitica
Dott. Fausto Pani, Geologo
Logiche di una baia perduta
Dott.ssa Franca Battelli
Presidente Zero Waste Sardegna
Verso Rifiuti Zero: dalla differenziata al riuso e al recupero
Avv. Fabio Cuccuru
EcoCentro: tra incongruenze e omissioni
Dott. Claudia Zuncheddu, Medico di quartiere
Stato di salute della popolazione e inquinamento ambientale
Dott. Giorgio Pisano, Giornalista L’Unione Sarda
Moderatore
 
segue dibattito pubblico
 
qui la registrazione del dibattito pubblicata nel mio canale you tube ed articolata in 4 parti:
no ecocentro I parte: Prof. Enrico Atzeni e Dott. Fausto Pani
Dott.ssa Franca Battelli presidente Zero Waste Sardegna
Fabio Cuccuru. Dott. Claudia Zuncheddu
no ecocentro IV parte: interventi dal pubblico
 
hanno parlato dell'evento:
Videolina: ECOCENTRO A SANT'ELIA, L'INTERO QUARTIERE DICE NO: «VOGLIAMO UN PARCO»
senza permesso Tv: CONVEGNO – DIBATTITO No Ecocentro Sant'Elia
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Petizione #NoScorie

Video dal canale

 

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