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Cagliari - boicottato il referendum sulle trivelle a Sant'Elia - San Bartolomeo

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Sant’Elia – Scuola di Via Schiavazzi, la sede storica dei seggi elettorali per il più popolato quartiere cagliaritano e per il nuovo San Bartolomeo, è rimasta chiusa all’insaputa degli elettori. Domenica 17, dalle 7 alle 23, dall’affluenza incessante dei cittadini, bloccati dai cancelli chiusi della scuola, si evince la volontà di partecipazione al referendum sulle trivelle da parte dei due quartieri che si affacciano sul mare cagliaritano.
 
Sul cancello della scuola è affissa un’ordinanza del Sindaco di Cagliari, messa all’ultimo momento, con cui si informano i cittadini che per esprimere il proprio voto bisogna recarsi ai seggi di un altro quartiere distante e di difficile accesso con mezzi pubblici.
 
I cittadini insorgono. C’è chi chiama i carabinieri, chi la stampa, chi minaccia di rivolgersi alla Procura. In tanti rinunciano e su tutte le furie tornano a casa, privati di un diritto costituzionale. Intanto cresce il coro degli elettori contro l’amministrazione di Cagliari che con quest’azione improvvisa, al di là di ogni dichiarazione demagogica, di fatto partecipa al boicottaggio del referendum. Boicottaggio, promosso in tutto il territorio italiano dal premier Renzi e dalla maggioranza del suo partito, il PD e “amichetti” vari.
 
E’ singolare che l’amministrazione cagliaritana, ancora una volta, toglie e taglia servizi pubblici e diritti ai residenti dei quartieri notoriamente più disagiati della città. Quest’amministrazione a Sant’Elia ha già permesso la chiusura della scuola dell’obbligo in nome dei tagli della “buona scuola” di Renzi. Come se non bastasse, dopo 25 anni di esercizio, l’unico ambulatorio di Medicina di Base nel “nuovo quartiere” è a rischio di chiusura per sfratto da parte dell’attuale sindaco.
 
Prendiamo atto che per questa amministrazione esistono cittadini di seria A e cittadini di serie B, cittadini che contano e cittadini marginali ai quali si può sottrarre non solo il diritto alla scuola e alla sanità pubblica, ma lo stesso diritto costituzionale ad esprimere il proprio voto. Mandiamoli a casa.
 
Claudia Zuncheddu
 
 
 
Rassegna stampa
 
 
 
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Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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