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Ancora sul colpo di mano... non si puo' fare di tutta l'erba un fascio

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L’emendamento sul ripristino degli stipendi ai consiglieri regionali, pervenuto in Aula nella seduta notturna del 12, senza preavviso, al punto 2. recita: “l’indennità di carica è ridotta nella misura del 30%, la diaria è ridotta nella misura del 20%”. Sull’indennità di carica, personalmente ritengo che non debba essere ridotta ma soppressa totalmente, così come ho sempre sostenuto sin dall’inizio della Legislatura.

Sulla riduzione del 20% della diaria, ho avuto il sospetto che ci fosse qualcosa di poco chiaro in quanto prevedeva il calcolo sulla diaria del 2003 e non su quella del 2012. Nel 2003 io, non essendo consigliera regionale, non potevo conoscere l’ammontare delle indennità di quegli anni, per cui in pochissimi minuti dalla presentazione e successiva votazione, non mi era certo possibile conoscere l’entità del taglio. Sicuramente la diaria del 2003 era più alta dell’attuale, perché in questa legislatura ci sono stati già tagli che ammontano a circa 25 mila euro per ogni singolo consigliere all’anno. Lo stesso Ufficio di Presidenza, di cui io ero per i primi 2 anni e mezzo tra i segretari, applicò con la presidente Lombardo i suddetti tagli.
Votare SI per me avrebbe significato avallare l’emendamento. Votare NO all’emendamento avrebbe significato votare “contro i tagli” e quindi contro il principio di riduzione dei costi della politica.
Inoltre, un altro aspetto importante è che quest’emendamento è stato inserito nel contesto del DL 327/A su «Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinatee continuative», quindi riguardante la STABILIZZAZIONE DI LAVORATORI PRECARI: il mio voto contrario avrebbe significato anche la mia contrarietà alla stabilizzazione dei lavoratori precari!!!!!!!
Di conseguenza, non essendo l'emendamento votabile da me con il NO, e ancor meno con il SI, non mi restava che l’astensione motivata con una dichiarazione di voto, agli atti, sulla mancanza di chiarezza e ribadendo la mia posizione di sempre sull’opportunità non di ridurre l’indennità di carica, ma di sopprimerla totalmente.
Non ho abbandonato l’Aula, perché ho ritenuto che in quel momento fosse la sede naturale per manifestare le proprie posizioni politiche senza fuggire dalle proprie responsabilità, essendo quello il momento per denunciare questo “colpo di mano”.
Per la cronaca, 60 consiglieri hanno votato SI (tutti i gruppi politici rappresentati in Consiglio, dal Centro Destra al Centro Sinistra).
3 consiglieri astenuti, la sottoscritta con le proprie motivazioni, il consigliere Marco Meloni, con motivazioni riguardanti solamente i precari e infine la Presidente Lombardo che, per il suo ruolo istituzionale, normalmente si astiene.
Dei Riformatori, tre hanno abbandonato l’Aula e due sono rimasti votando SI.

Claudia Zuncheddu - SardignaLibera

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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