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Spett. RAI Tre-TV. Trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro” – 15/03/2015 - 40° minuto
Oggetto: Richiesta di Rettifica sulle dichiarazioni inerenti i Tuareg del Mali

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Le immagini di orrore e di morte in Palestina sono sotto gli occhi del mondo. La strage di bambini: né terroristi e né eroi, ma semplici bambini, resterà ingiustificata nella storia. Muore con loro una parte dell’Umanità. E’ incredibile di cosa siano capaci i sionisti: uccidere in Palestina per colpire tutto il mondo.

Tutti siamo chiamati alla mobilitazione pacifica a fianco della resistenza palestinese. Aiutiamoli, sosteniamoli, non lasciamoli mai più soli nelle mani criminali dello Stato d'Israele e dei suoi amici: i Potenti della Terra (USA/Europa) nascosti dietro l’ipocrisia, in un teatro di morte dove non sono normali spettatori ma attori e registi.

E' solo per caso, che il destino ha voluto che non nascessimo in Palestina e non piangessimo a Gaza i nostri bambini massacrati da criminali di guerra, in nome di "operazioni chirurgiche per debellare il terrorismo di Hamas", oppure, di "lavoro da completare". Ora la pulizia etnica, la carneficina di bambini e di innocenti, la chiamano così: “un intervento chirurgico o un lavoro…”, neppure il nazismo, sui campi di sterminio di ebrei, di comunisti, di anarchici, di omossessuali, di disabili, è stato tanto cinico. Mai visto tanto scempio, tanto degrado umano. Nulla e nessun interesse di nessuna natura e dimensione può giustificare i sanguinari israeliani.

Netanyahu: il fiume di sangue palestinese non si prosciugherà facilmente neppure tra le sabbie del deserto. Il fiume di sangue dei nostri bambini che il ”mondo umano” piange, sarà il vostro incubo e la vostra maledizione, per questo vi auguriamo lunga vita.

I 30 miliardi di metri cubi di gas naturale nel territorio palestinese, a 30 Km dalla costa e a 600 metri di profondità, di cui volete appropriarvi attraverso il genocidio di un Popolo, non è barattabile con quel fiume di sangue umano. Voi avete decretato la vostra deriva antropologica, azzerando ogni regola e ogni valore su cui si è costruita la storia buona dell’Umanità. E pensare che il “mondo umano”, ha pianto anche per voi, per l’Olocausto degli ebrei. Un “mondo umano” che avete tradito e che oggi vi disprezza.

La morte dei bambini e degli innocenti, che hanno avuto la sola colpa di nascere in quel lembo di Terra, non è quantificabile come si fa nei vostri bollettini di guerra. Tra i morti ci sono anche sopravvissuti, quelli che per caso continueranno a camminare sulla crosta della Terra come morti viventi e per i quali non farà più differenza vagare sulla superficie o giacere sotto un manto di quella Terra. La morte non si può quantificare, tra i morti c’è anche una parte di ciascuno di noi, anche se non è nato in Palestina.

Claudia Zuncheddu

SardignaLibera

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Sabato 30 agosto, a partire dalle 9.30 per tutta la giornata, a Cagliari presso il Teatro Adriano, si è svolta un'assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il rilancio della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). L'assemblea è stata promossa dall'Associazione Amicizia Sardegna Palestina, dalla rete BDS Sardegna e dalla Unione Democratica Arabo Palestinese. Fra le adesioni, anche quella di SardignaLibera.

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Un granello di sabbia nella macchina del massacro.
Per una assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il sostegno alla campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni.

Per settimane lo stato di Israele ha seminato morte e distruzione nella striscia di Gaza, bombardando deliberatamente ospedali, scuole, strutture civili, abitazioni, persino cimiteri.
Oltre 2000 vittime, in larghissima parte civili, donne e bambini sono stati assassinati scientemente dall'esercito, dall'aviazione e dalla marina israeliana che hanno trasformato l'enorme prigione a cielo aperto di Gaza in un mattatoio, dove si vive e si muore “per un sì o per un no”, perché si è andati a fare la spesa nel momento sbagliato, perché ci si è rifugiati in una sc ola dell'ONU, perché si lavora o ci si cura in un ospedale, perché, semplicemente, si vive nella Striscia di Gaza.
Lo stato di Israele e il suo governo sono i soli responsabili della situazione in cui versa Gaza e tutta la Palestina: non solo perché in maniera tronfia cercano di ammazzarne o espellerne gli abitanti oggi, ma perché perseguono la politica di occupazione e de-arabizzazione della regione da oltre sessant'anni.
In tutto il mondo è montata la rabbia e la protesta per porre fine al massacro e perché i governi non si rendano ancora complici, con trattati commerciali, militari e di cooperazione con uno stato che opprime, soggioga, uccide e nega il diritto di esistenza ai palestinesi.
L'Italia è oggi il principale partner europeo in materia di armamenti dello stato di Israele. In Sardegna le forze armate israeliane svolgono, ormai da anni, parti rilevanti delle loro esercitazioni e delle loro sperimentazioni, cosa che ha portato uno stato europeo evidentemente più sensibile dell'Italia, la Svezia, a rifiutare le esercitazioni congiunte con Israele. Le stesse armi che vengono sperimentate nei poligoni dell'Isola, causando danni all'economia, alla salute e alla libertà dei sardi, portano distruzione e morte in
Palestina. Già nel 2006 alle esercitazioni congiunte effettuate dalle forze armate israeliane in Sardegna seguì, di poco, l'aggressione al Libano.
Non possiamo rimanere silenti di fronte a questi fatti; non possiamo né vogliamo essere complici del massacro di Gaza, dell'occupazione e dell'apartheid in Palestina; non possiamo continuare a sopportare l'occupazione militare della Sardegna.
Da settembre riprenderanno le esercitazioni militari israeliane nella nostra isola. Deve essere chiaro a tutti che quelle armi, testate qui in Sardegna, sono congegni di morte che uccidono i civili palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.
L'addestramento e l'esercitazione fanno pienamente parte del dispositivo militare di offesa che lo stato di Israele utilizza nei teatri di guerra. La collaborazione approntata dallo Stato italiano è dunque collaborazione con uno stato in guerra. Fermare questa collaborazione è un aiuto concreto alla popolazione martoriata dall'aggressione: ogni giorno di sospensione delle esercitazioni israeliane in Sardegna è un granello di sabbia nella macchina bellica che opprime e massacra il popolo palestinese.
La Sardegna è dunque diventata nel corso degli anni uno snodo importante per le politiche di guerra, anche per quelle israeliane.
Facciamo appello, dunque, a tutti i democratici, ai pacifisti, al mondo della solidarietà internazionale e della cooperazione, a tutti i solidali col popolo palestinese per una mobilitazione generale finalizzata a bloccare le esercitazioni e a rilanciare la campagna BDS in Sardegna.
Chiediamo alla Giunta Regionale della Sardegna e a tutte le istituzioni democratiche di ogni ordine e grado, a partire dai Comuni,di prendere una posizione chiara nel merito e di attivarsi per esigere la sospensione delle esercitazioni previste.
Proponiamo una assemblea generale, da tenersi in Sardegna, a Cagliari, il 30 agosto, per costruire un percorso concreto di mobilitazione per il blocco delle esercitazioni e per il sostegno alla campagna BDS.
Associazione Amicizia Sardegna Palestina
Unione Democratica Arabo Palestinese UDAP
BDS Sardegna

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