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Burcei, non è colpa degli stranieri

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L'Unione Sarda 12/09/2016 di Claudia Zuncheddu
 
Che Burcei, un piccolo paese di montagna distante dalla città più per l’isolamento che per i chilometri, finisca al centro delle cronache per episodi di stampo razzista turba innanzitutto chi il paese non solo lo conosce ma vi affonda le proprie radici, come nel mio caso.
 
La nostra comunità da troppo tempo discriminata e dimenticata, oggi subisce una visibilità che mai avrebbe voluto, quella della sua umiliazione. Ma Burcei non è il branco del sabato mattina. La nostra collettività impaurita oggi ha un problema in più, quello della sicurezza.
 
Il disagio sociale è terreno fertile per le guerre tra poveri e con il degrado culturale si agevolano i fenomeni di violenza di branco e di razzismo. Individuare nel migrante indifeso e nel colore della pelle il bersaglio privilegiato su cui scaricare le proprie frustrazioni esistenziali e le proprie miserie è solo un modo per sentirsi vivi.
 
I mali del vivere a Burcei sono la disoccupazione, la dispersione scolastica, l’abbandono dell’economia agropastorale di sussistenza e la disperazione che ne consegue. Le stesse amministrazioni locali da tempo non rispondono ai problemi immediati dei cittadini perché prive di una strategia e di una prospettiva di rinascita economica e sociale.
 
Ma di tutto ciò, i migranti fra l’altro mai arrivati, che responsabilità possono avere?
 
La prova di forza del branco, di stampo razzista, è di fatto un atto di debolezza, una vergogna che ricade ingiustamente sull’intera comunità.
 
Chi ha voluto il nostro disastro sociale ed economico, paradossalmente, viene ossequiato e sublimato. Basta una promessa per il proprio sogno di benessere. E’ una questione di sudditanza culturale e di auto-razzismo.
 
Sul dramma dei migranti, prima delle false politiche di accoglienza e di solidarietà in Europa, l’unica soluzione è nella volontà degli Stati dell’Occidente e Mediorientali di smettere di alimentare le guerre di dominio nei Paesi altrui. Sinché ciò non avverrà il diritto alla fuga dei popoli dev’essere garantito. 
Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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