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Province: no al commissariamento

La Presidente Lombardo bene ha fatto a precisare (dopo l’intervento del Riformatore Cossa) che i tagli dei costi del Consiglio non sono certo frutto del referendum dei Riformatori, ma frutto di insistenti sollecitazioni interne al Consiglio (vedi le mie lotte e la mia proposta di legge). Sulla riduzione del numero dei consiglieri, voluta anche questa dalla maggioranza del Consiglio, ben prima dei referendum, e su cui continuo a sostenere che sia stato un grave taglio alla nostra democrazia.

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Sull’Emendamento Soru 25 – Art 36 (non d’accordo sulla doppia preferenza di genere, propone “che venga favorita la rappresentanza dei due generi, in modo che per quanto possibile nessuno dei due generi sia rappresentato in misura inferiore al 30% dei seggi…)

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Tra i 40 consiglieri della RAS che hanno affossato la legge per la doppia preferenza di genere da dietro il “muretto a secco”, costruito dal “coraggioso” Mario Diana” del Centro-Destra, che ha chiesto il voto segreto, si nascondono numerosi consiglieri insospettabili di tutte le estrazioni politiche. Alcuni hanno votato contro in silenzio. Tanti altri sono intervenuti, talvolta simulando di battersi per i diritti delle donne, arrivando addirittura a proporre escamotage di recupero poco credibili e di dubbia praticabilità ed efficacia… Ovviamente tutto dopo la votazione di questa Legge che ha umiliato non solo le donne, ma tutto il Popolo sardo.

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La XIV Legislatura del Consiglio della RAS, resterà nella storia come al’artefice della più discriminante e antidemocratica Legge Regionale, fatta da legislatori sardi contro la società sarda, escludendo freddamente la presenza delle donne, delle minoranze politiche, dei movimenti indipendentisti e identitari.

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La Politica non può continuare a ignorare e violare la volontà popolare. Ciò non dovrebbe essere permesso alle società petrolifere, già in forte debito con i sardi, e ancor meno possono permetterselo le rappresentanze di partiti politici che all’interno delle istituzioni dovrebbero portare le istanze dei cittadini, garantendo il diritto costituzionale della Sovranità Popolare. Oggi, questa mozione è inopportuna anche di fronte al NO espresso dalla recente manifestazione di massa ad Arborea, in occasione della presentazione ufficiale del “Progetto Eleonora Saras” che prevede le trivellazioni dei nostri territori alla ricerca di una improbabile presenza del metano e per la sua estrazione.

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Le comiche in Aula. Di fronte ai gravi problemi che attanagliano la società sarda e le stesse istituzioni (vedi l’attesissima discussione sulla Legge Elettorale e sulla necessità di garantire la rappresentanza delle minoranze politiche, e con esse l’inderogabilità dell’attuazione, anche in Sardegna, della doppia preferenza di genere, che garantirebbe con l’equa rappresentanza delle donne nel Consiglio della RAS, il diritto della società sarda ad essere rappresentata in tutte le sue componenti, questa mattina è stata portata in Aula, in modo prioritario, una mozione sulla “territorialità della pena per i detenuti sardi”.

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Manovra Finanziaria 2013 per la Sardegna

Il prezzo da pagare per la sudditanza di chi ci rappresenta

Come ha già detto chi mi ha preceduto, l’Art. 1 è il cuore pulsante di tutta la Manovra. Una Manovra Finanziaria, che non solo giunge con notevole ritardo, ma è lontana anni luce dal dare risposte adeguate alla gravità della crisi sarda, fortemente condizionata da quella italiana oltre che mondiale. La sua inadeguatezza è tale, che per le “scelte politiche di bilancio” che l’hanno indirizzata, può addirittura aggravare la situazione economica e sociale sarda già al tracollo.

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Le ragioni del mio NO

E’ una proposta di legge presentata all’ultimo minuto senza che il Consiglio potesse prendere atto e quindi discuterla con l’attenzione che il mantenimento del posto di lavoro merita. E’ una proposta di legge trasversale tesa a creare disuguaglianze, discriminazioni e favoritismi all’interno degli stessi lavoratori. Verosimilmente verrà impugnata in quanto anticostituzionale e priva di copertura finanziaria. I metodi frettolosi e pieni di trabocchetti creano “gattini ciechi”.

Non è più tempo di subire discriminazioni, di perdite del posto di lavoro e di chiusura delle nostre imprese, ma non possiamo più permetterci “leggine ad hoc per i soliti noti” in nome di rendite elettorali. Queste logiche sono purtroppo ben note nella triste storia politica dell’Autonomia della Sardegna. Di tutto ciò il Popolo sardo continua a pagare i danni economici e ambientali, oltre alla beffa degli impuniti: dalla cricca del G8 alla Maddalena alla Portovesme srl e la lista sarebbe davvero lunga.

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Mozione n. 230 dell’opposizione sulla necessità di revocare con urgenza la deliberazione n. 43/122 del 31 ottobre 2012 avente per oggetto le linee di indirizzo per gli atti aziendali delle aziende sanitarie e sull’analoga urgenza di bloccare l’iter degli atti aziendali già approvati da alcune aziende sanitarie e quelli in fase di approvazione o predisposizione, con richiesta di convocazione straordinaria urgente del Consiglio.

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A fine mattinata, mentre il dibattito in Aula sui temi all’ordine del giorno (mozione 244 presentata dalle forse dell’opposizione: “crisi del CRS4 Surl, Centro di ricerca di eccellenza…”), si avvia alla chiusura, è giunta sui banchi dei consiglieri, in modo subdolo e inaspettato la proposta di Legge n. 502, presentata dai capi gruppo del Centro – Destra e dal Capo Gruppo del Pd, in merito a “Disposizioni concernenti la Carbosulcis SpA”.

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