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Convegno sul ruolo della donna a Nuoro

Convegno "Che la politica entri nelle donne!"
Ruolo della donna in politica: tutele giuridiche e sociali
13 giugno 2014

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Ieri in Parlamento si è assistito all’ennesima beffa messa in scena ai danni di noi donne, negando con un voto segreto il diritto ad una equa rappresentanza di genere, sotto qualsiasi forma tecnica.

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Sull’Emendamento Soru 25 – Art 36 (non d’accordo sulla doppia preferenza di genere, propone “che venga favorita la rappresentanza dei due generi, in modo che per quanto possibile nessuno dei due generi sia rappresentato in misura inferiore al 30% dei seggi…)

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Tra i 40 consiglieri della RAS che hanno affossato la legge per la doppia preferenza di genere da dietro il “muretto a secco”, costruito dal “coraggioso” Mario Diana” del Centro-Destra, che ha chiesto il voto segreto, si nascondono numerosi consiglieri insospettabili di tutte le estrazioni politiche. Alcuni hanno votato contro in silenzio. Tanti altri sono intervenuti, talvolta simulando di battersi per i diritti delle donne, arrivando addirittura a proporre escamotage di recupero poco credibili e di dubbia praticabilità ed efficacia… Ovviamente tutto dopo la votazione di questa Legge che ha umiliato non solo le donne, ma tutto il Popolo sardo.

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La XIV Legislatura del Consiglio della RAS, resterà nella storia come al’artefice della più discriminante e antidemocratica Legge Regionale, fatta da legislatori sardi contro la società sarda, escludendo freddamente la presenza delle donne, delle minoranze politiche, dei movimenti indipendentisti e identitari.

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Legge Elettorale: NO a sbarramenti

Alla luce dell'ennesimo rinvio della discussione sulla legge elettorale regionale - che riteniamo cruciale per il futuro della Sardegna e dei sardi – vogliamo ribadire con forza e inequivocabilmente la nostra inderogabile posizione. A garanzia del rispetto e della tutela della rappresentanza di genere, dei territori e delle minoranze politiche e identitarie, noi siamo nettamente contrari a qualsiasi sbarramento che limita la partecipazione democratica e la sovranità popolare.

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In questi giorni, in Commissione Riforme, del Consiglio della RAS, si è consumato l'accordo trasversale sulla Legge elettorale fra il notabilato del PD e del PdL per legalizzare l'eliminazione delle minoranze sia politiche che di genere femminile, malgrado queste ultime costituiscano la maggioranza della società sarda.

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La soglia di sbarramento passata in Commissione Riforme, ieri sera, fondata sull’esclusione e sulla discriminazione, introduce il bipolarismo importato dall’Italia e imposto nella realtà sarda, paradossalmente dagli stessi legislatori sardi. Le percentuali sono talmente alte da penalizzare volutamente tutte le formazioni c.d. minoritarie che sono alla base della democrazia partecipata e rappresentano le volontà e le identità dei cittadini e dei singoli territori della Sardegna.

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E’ tempo che le donne all’interno delle proprie formazioni politiche, si ribellino agli ordini delle Segreterie e si riapproprino dei propri spazi sino ad oggi usurpati e negati. La doppia preferenza di genere maschile e femminile, nell’elezione del Consiglio della RAS, è indispensabile e improrogabile per la democrazia e per la stessa affermazione dei diritti di genere e rappresentanza delle donne.

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Il dibattito sulla Legge Elettorale, ancora una volta viene rinviato. Martedì 5 marzo il palazzo del Consiglio della RAS si popola di donne. E’ un evento storico. Sono una settantina, arrivate da tutta la Sardegna per assistere al dibattito su una Legge sarda che nega il diritto alla nostra società, nella competizione elettorale per l’elezione del Parlamento Sardo, di una equa rappresentanza di genere, da garantirsi con la doppia preferenza e la rappresentanza delle formazioni politiche minoritarie o di coalizioni identitarie specifiche sarde, che si collochino all’esterno dei due poli italiani di CD e CS.

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