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Claudia Zuncheddu

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

URL del sito web: http://www.claudiazuncheddu.net

La “Rete Sarda-Sanità Pubblica” a Iglesias

Pubblicato in Salute

 

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La “Rete Sarda-Sanità Pubblica” a Iglesias
La Rete Sarda – Sanità Pubblica, venerdì in assemblea a Iglesias per ribadire la propria contrarietà al “Piano di riordino della rete ospedaliera” nell’Isola, un piano voluto dal governo Pigliaru, che mira a declassare, indebolire e chiudere i nostri ospedali privando i cittadini del diritto alla Sanità pubblica.
Mentre continua e si inasprisce la lotta in tutta l’Isola in difesa dei propri presidi ospedalieri, parte integrante del Sistema sanitario Pubblico, alle politiche scellerate della Giunta Pigliaru, la Rete dei comitati risponde non abbassando la guardia. Le lotte per la salvaguardia e il potenziamento dei nostri ospedali territoriali andranno avanti a tempo indeterminato.
La mobilitazione popolare in corso a La Maddalena, dove chiude la Camera iperbarica e il Punto Nascite, con la sospensione anche dei servizi di Neuropsichiatria, sono un ulteriore esempio della volontà dei sardi a non arrendersi e sottomettersi.
La Rete è pronta a collaborare con la Regione Autonoma, poiché su un tema così sensibile come quello inerente la gestione della Salute, nessuno e ancor meno la Politica, può decidere senza il coinvolgimento e la partecipazione democratica dei cittadini alle scelte e ai processi decisionali.
Visto che la Politica sostiene che il “Piano di riordino della rete ospedaliera sarda” è connesso in modo, per noi inappropriato, ai buchi di bilancio, la “Rete Sarda – Sanità Pubblica” denuncia l’ingiustificato disavanzo di 344 milioni a chiusura del bilancio delle Asl per il 2015, spese spropositate legate a società controllate e consulenze esterne.
Secondo la Corte dei Conti, nel 2015 si è registrata una crescita della spesa sanitaria del 4,5% rispetto al 2014. Si tratterebbe di spese per il personale, ma ciò non trova riscontro in alcun miglioramento della qualità dei servizi al cittadino, ancor meno in una situazione in cui tutti gli ospedali dell’Isola sono in forte sofferenza per il taglio e la riduzione del personale medico e paramedico. Riteniamo che la crescita della spesa per il personale, evidenziata dalla Corte dei Conti, meriti un approfondimento per meglio comprendere la “tipologia” del personale di cui si parla, il “metodo di attribuzione di ruoli”, la “funzione reale”, le “competenze e la produttività”. Così come va letta e interpretare la riduzione di spesa da 1,400 miliardi del 2014 a 1,393 miliardi del 2015, con un risparmio di 7 milioni. E’ da verificare la fonte di tale risparmio, visto che potrebbe trattarsi di “tagli” sulle prestazioni sanitarie indispensabili e quindi negate ai cittadini.
L’assemblea di Iglesias, organizzata dai referenti locali della della Rete Sarda – Sanità Pubblica, è stato un momento di ulteriore arricchimento grazie anche alle competenze di medici che non da oggi operano nei territori. I medici, conoscitori delle problematiche sanitarie territoriali, hanno il dovere e il diritto di sedere al tavolo di discussione sul “Piano di riordino della rete ospedaliera sarda”, insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali, prima che Giunta e Consiglio Regionale,decidano in solitudine sul futuro degli ospedali e dei cittadini dei territori interessati.
Claudia Zuncheddu

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Lo “storico patto sardo-cinese”, su cui si concentra l’attenzione della stampa ricorda a noi sardi altre esperienze, quella della Costa Smeralda con Karim Aga Khan e quella recente del Mater Olbia con Al Thani.

Preoccupa l’entusiasmo e l’atteggiamento di sottomissione con cui i nostri dirigenti politici hanno dato fiducia incondizionata ai cinesi arrivati nella nostra Isola, secondo patti definiti tra il presidente della Cina, Renzi e lo Stato italiano, senza il coinvolgimento paritario della Sardegna. Tutto ciò ancora una volta all’insaputa dei sardi e di gran parte della nostra classe politica, che ignora in modo ingiustificato gli accordi preliminari alla visita del Presidente Xi Jinping e Renzi in Sardegna.

Noi non siamo contrari a priori a qualsiasi accordo economico con l’imprenditoria mondiale, ma riteniamo che alla base di tutto debba esserci la conoscenza, la pubblicità e la condivisione di qualsiasi progetto prima che si definiscano gli accordi, nonché la verifica che tali operazioni portino reale ricchezza e occupazione in Sardegna, senza ledere la nostra dignità e senza essere ancora una volta ricattati con il lavoro che uccide e che distrugge le nostre risorse ambientali.

E’ certo che Renzi apre le porte ad importanti investimenti cinesi in Italia, ma come l’emiro del Qatar Al Thani, anche Xi Jinping s’innamora della Sardegna, della sua bellezza, del suo valore strategico e del fascino di un mondo senza regole dove tutto è più facile.

La scelta della Sardegna per un informale vertice tête-à-tête tra i due leader, pone dei dubbi che meriterebbero quantomeno un chiarimento sul perché della visita, il contenuto delle interlocuzioni ed accordi, su quali siano gli interessi che legano le due diplomazie e se questi corrispondono con gli interessi dei sardi.

Sardigna Libera

Cari Indipendentisti

in occasione di questo evento a cui purtroppo siamo impossibilitati a partecipare, colgo l’occasione per portare a nome di Sardigna Libera e mio personale, un saluto ed una esortazione a tutti gli indipendentisti di buona volontà, a promuovere il dialogo all’interno del nostro mondo e tra noi e i nostri territori.

Sa Mesa Natzionale è una nuova opportunità per mettere insieme le forze che lottano per l’autodeterminazione e l’indipendenza della Natzione sarda. Sa Mesa dev’essere un luogo di confronto e di dibattito dove, oggi, nessuno deve rinunciare alla propria storia e alle proprie peculiarità. Dev’essere uno spazio politico aperto, condiviso ed egualitario dove non devono esserci né primi né secondi. Un luogo politico che necessariamente si confronta e collabora con altre identità esterne.

Le criticità nei nostri territori, l’attuale processo di colonizzazione e di annientamento del nostro Popolo, portato avanti dalla globalizzazione mondiale e dalle multinazionali finanziarie, dove lo stesso Stato italiano è subalterno ed utile servo, CI CHIEDONO di partecipare attivamente alle lotte e alla ribellione che il Popolo sardo in maniera autonoma sta già portando avanti.

Questo processo politico autonomo di ribellione è molto più avanti di ciò che noi possiamo pensare.

Da qui la necessità di uscire dai nostri tancati che ci impediscono una visione obiettiva della realtà con il rischio di isolarci e metterci fuori dalla storia.

Abbiamo necessità di promuovere il dibattito sulle emergenze del Popolo sardo privilegiando sempre ciò che ci unisce. In quest’ottica le diversità sono una ricchezza per tutti.

In questo momento politico, riteniamo che sia necessario un confronto franco e autonomo, all’interno del nostro mondo, sulla questione della Riforma della Costituzione italiana, promossa attualmente dal governo Renzi. E’ vero che non è la nostra Costituzione, ma è anche vero che è quella che da oltre 60 anni condiziona e determina la nostra vita in tutti i suoi aspetti.

Noi riteniamo che la vittoria del SI in Sardegna determinerà un ulteriore arretramento dei rapporti con Roma e una maggiore sudditanza ed asservimento di tutta la classe politica sarda, anche nel caso in cui, nel resto del territorio italiano dovesse vincere il NO. Se dovesse vincere il SI, incomincerà inesorabilmente il declino e la fine di qualsiasi forma di autonomia nel nome di uno Stato più centralista e refrattario a qualsiasi forma di federalismo, figuriamoci di indipendenza!

Il “NO indipendentista” di Sardigna Libera a questa controriforma, mira a far sì che il nostro percorso democratico verso l’autodeterminazione e l’Indipendenza, già difficile e pieno di ostacoli, non possa diventare ancora più arduo, se non impossibile.

Auguro a tutti i patrioti un sereno e proficuo confronto.

A si biri.

Claudia Zuncheddu - SardignaLibera

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Sardigna Libera