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Claudia Zuncheddu

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

URL del sito web: http://www.claudiazuncheddu.net

Il Manifesto Sardo 16 dicembre 2015

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Claudia Zuncheddu
 
Nei giorni scorsi tornando ancora una volta a Sarroch, nel regno dell’industria petrolifera, ho pensato di rivisitare le mie battaglie istituzionali in cinque anni nel Consiglio comunale di Cagliari e continuate in Consiglio Regionale. Mi sono resa conto dell’enorme mole di lavoro e di indagini sull’operato della multinazionale petrolifera Saras. Le mie denunce politiche nelle sedi istituzionali, in incontri pubblici e nelle lotte nei territori hanno contribuito a mettere a fuoco i disastri prodotti da questa multinazionale nel Sud della Sardegna. Danni perpetuati, in oltre 50, a scapito principalmente delle popolazioni e dell’ambiente, provocando un consumo del territorio per usi industriali e l’inquinamento dell’ambiente: aria, mare, terra, con conseguente ricaduta non solo sulla salute delle popolazioni ma anche sulle economie tradizionali, decretando la morte di numerose aziende agricole e depauperando l’economia legata alla pastorizia e alle risorse agro-alimentari e turistiche. 
 
Tutto questo disastro ambientale, umano e sociale in un’area del mondo, come la nostra Sardegna, dove la bellezza dei luoghi e le attività del mare da sempre convivevano, creando benessere economico e sociale, con quelle agro-pastorali e con il suo ricco patrimonio storico, culturale, archeologico, conditio sine qua non per uno sviluppo di un turismo sostenibile ed ecocompatibile. E’ su queste ricchezze, svilite e svendute in nome del profitto di pochi,che oggi sarebbe ragionevolmente esistito e garantito il benessere economico e sociale a Sarroch e a tutto il territorio limitrofo. La Regione Autonoma della Sardegna e il comune di Sarroch da oltre 50 anni chiudono gli occhi su questa opportunità di sviluppo che esisteva e che ancora può essere parzialmente recuperato.
 
Da medico ambientale e da membro della Commissione Scientifica Zero Waste Italia dovrei parlare ancora una volta di patologie e la mia riflessione, oltre alle numerose malattie e l’incidenza spropositata dei decessi di cittadini, ritorna a oltre 12 anni fa quando nelle piazze di Sarroch denunciavo i rischi di danni genomici e come gli agenti inquinanti avrebbero potuto interferire sul DNA dei bambini, rendendo le future generazioni più fragili ed esposte chissà a quali nuove patologie. Queste preoccupazioni purtroppo sono state confermate da una recente ricerca scientifica internazionale. L’indifferenza delle istituzioni è tale da aver persino privato i sardi di uno strumento importante come il Registro Tumori.
 
Oggi è tempo di bilanci generali, di nuove riflessioni e di una consapevolezza collettiva che induca ad attivare su queste tematiche ed emergenze, processi di cambiamento radicale.
 
A prescindere dalle “truffe” legate al CIP6, agli alti costi per noi sardi del carburante, del gas, dell’elettricità, c’è da chiedersi quale sia stato sino ad oggi il rapporto costi/benefici per Sarroch, per il suo entroterra e per tutto il golfo di Cagliari, quali siano i livelli occupazionali, quale sia il valore della salute e della vita degli abitanti, dove sia il benessere della comunità in nome del quale la classe politica sarda, di ogni ordine e grado, da oltre mezzo secolo ha permesso che l’inquinamento del petrolchimico falcidiasse con malattie e morte le nostre collettività, distruggesse il nostro ecosistema e con esso parte del ricco patrimonio identitario sardo. La risposta è negli interessi dei partiti politici che hanno governato la Sardegna, di singoli individui, di piccole lobby. Interessi estranei alle collettività sempre più esposte a problemi anche di sicurezza.
 
Oggi con i nuovi scenari politici internazionali che vedono la Sardegna al centro delle strategie delle guerre mediterranee e mediorientali, con un’intensa attività di sperimentazioni belliche, di esercitazioni della Nato e di governi guerrafondai nei poligoni militari, di fabbriche (tedesche) di bombe dirette ai mercati di Paesi in guerra, di politiche di Obama che indirizzano l’Italia verso un ennesimo conflitto con la vicina Libia, c’è da riflettere sulle condizioni di sicurezza per la Sardegna e su quali siano i suoi punti sensibili. Ai vecchi rischi a Sarroch se ne aggiungono nuovi, senza che la Regione e le amministrazioni locali se ne curino. Non è certo un atto di allarmismo parlarne e dotare i cittadini di un piano di evacuazione per alleviare lo stato di paura e di insicurezza in cui vivono da sempre, anzi sicuramente questi protocolli sono previsti ma vanno resi pubblici e testati.
Ripartiamo dalla Politica, dai nostri amministratori comunali che fuori da ogni ambiguità, di connivenze e dai ricatti anche delle segreterie dei partiti di appartenenza, devono portare nelle sedi istituzionali gli interessi della collettività e tutti quei temi politici, anche internazionali, che li riguarda molto da vicino e che li coinvolge nel quotidiano.
 
Sarebbe importante entrare in merito alle scelte del Gruppo russo Rosneft che nel 2013 diviene con il 21% il secondo azionista di Saras dopo i Moratti, che detengono il 50,2% delle azioni, per poi, con l’alibi delle sanzioni europee contro Mosca, ridurle bruscamente al 12%. Questo preludio di disimpegno totale dall’azionariato Saras, da part del Gruppo russo, può nascondere ragioni ben diverse rispetto all’alibi dell’embargo europeo per la questione dell’Ucraina. Questa questione su cui la Politica sarda deve accendere i fari, va letta in un contesto internazionale che oggi vede Putin impegnato in Siria, in una guerra contro l’Isis e il suo mercato clandestino del petrolio in Europa.
La classe politica sarda che ieri si è “concessa” insieme alle aree di maggior pregio di Sarroch ai Moratti, oggi si “riconcede” con lo stesso spirito di subalternità all’Emiro del Qatar, Stato notoriamente finanziatore di gruppi jihadisti e terroristi. Ma anche Moratti, tanto amato dalla classe politica isolana, è sulle cronache internazionali perché alla Saras arriverebbe petrolio clandestino dell’Isis. La notizia trapelata da Al-Araby e ripresa dalla stampa internazionale riferisce: “Secondo le fonti di Al-Araby, parte del greggio sarebbe stato spedito da aziende private verso una raffineria italiana, che costituirebbe la porta Daech di petrolio nell'Unione europea. Il quotidiano londinese non ha dato il nome della raffineria, ma ha detto, tuttavia, che è di proprietà di un imprenditore italiano che ha anche una squadra di calcio che porta in serie A. Potrebbe anche includere Massimo Moratti, proprietario di Inter fino al 2013 e la cui holding, Saras, detiene la più grande raffineria del paese Sarroch, vicino a Cagliari”. Così scrive Guillaume  Borel il 1/12/2015.  
 
 

Parigi - Holland dia risposte ai suoi morti di terrorismo

Pubblicato in Diritti
no guerra
 
I fatti di Parigi sconvolgono tutti noi. E’ guerra in casa! Ma la morte continua a imperversare tra i civili innocenti in tutto il mondo: New York, Londra, Parigi, ancora Parigi, i civili afgani le prime vittime della guerra dei droni, i civili della Fascia di Gaza, della Siria, dell’Iraq, i popoli della fascia subsahariana, della Libia….
Muoiono i nostri ragazzi, muoiono i giornalisti liberi, muoiono a migliaia i bambini, le donne e i giovani nelle acque del Mediterraneo, muoiono senza lasciar traccia migliaia di esseri umani in fuga attraverso il deserto. Tutti muoiono di guerra ed è la guerra che bisogna fermare.  I governi devono interrogarsi sulle proprie responsabilità. Oggi, il Governo di Holland deve dare una risposta ai suoi morti di terrorismo, su quali siano i suoi interessi dietro la guerra, sul disordine, l’instabilità e l’insicurezza dei suoi cittadini.
Se il diritto alla vita è un valore universale, universalmente questo diritto dev’essere garantito e tutelato. 
STOP ALLE GUERRE. 
I governi si riconcilino con i popoli attraverso il disarmo e le politiche di pace. 
Questa è la via per fermare e sconfiggere il terrorismo.
 
Claudia Zuncheddu

Al Segretario del Psd'Az Christian Solinas

Pubblicato in Indipendentismo
Ti porgo le congratulazioni per la nuova nomina di Segretario Nazionale del Psd’Az - Partidu Sardu, a nome di Sardigna Libera e mio personale. Auspichiamo che il Partito ritrovi il suo orientamento naturale fuori dalle coalizioni italiane, siano esse di centro destra che di centro sinistra. Coalizioni che per la loro natura sono state da freno per l’emancipazione economica, sociale e politica dei sardi. Per tali alleanze abbiamo pagato e continuiamo a pagare costi troppo elevati. 
La Legge elettorale, ideata per escluderci, piegarci e costringerci ad allearci contro la nostra natura con i blocchi italiani, pur di continuare ad esistere, può essere superata con la coalizione di tutte le nostre formazioni politiche e dei sardi liberi. Oggi alla luce delle diverse sperimentazioni di alleanze di partiti identitari e indipendentisti con i blocchi italiani, è ben chiaro che non si è andati oltre l’elezione di qualche rappresentanza nelle istituzioni sarde. Ma il nostro progetto, di governo e di indipendenza della Sardegna, va ben oltre le logiche dei singoli. Spetta a noi costruire l’Alternativa ai blocchi italiani, l’Alternativa che metta al centro della politica sarda i diritti, gli interessi, i sogni e le ambizioni del nostro Popolo con la costituzione di un fronte che accolga tutte le nostre diversità: sardiste, indipendentiste, identitarie etc. conservando le ricche peculiarità che fanno parte della storia e della cultura sarda.
Le prossime amministrative di Cagliari possono essere il primo banco di prova. Non è più tempo di alleanze con i blocchi italiani, così come bisogna superare le sperimentazioni minoritarie. Solo se avremo la capacità di costruire un progetto condiviso, anche se su punti, potremo superare la vocazione minoritaria e alla sconfitta. Il Popolo sardo non si può più permettere di perdere.
Ritrovare il nostro orgoglio di sardi liberi dai lacci estranei non solo è possibile, ma è per noi vincente. I sardi attendono questa trasformazione storica nell’evoluzione della politica nazionale.
 
Fortza paris
Claudia Zuncheddu
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