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Claudia Zuncheddu

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

URL del sito web: http://www.claudiazuncheddu.net

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Sant’Elia – Scuola di Via Schiavazzi, la sede storica dei seggi elettorali per il più popolato quartiere cagliaritano e per il nuovo San Bartolomeo, è rimasta chiusa all’insaputa degli elettori. Domenica 17, dalle 7 alle 23, dall’affluenza incessante dei cittadini, bloccati dai cancelli chiusi della scuola, si evince la volontà di partecipazione al referendum sulle trivelle da parte dei due quartieri che si affacciano sul mare cagliaritano.
 
Sul cancello della scuola è affissa un’ordinanza del Sindaco di Cagliari, messa all’ultimo momento, con cui si informano i cittadini che per esprimere il proprio voto bisogna recarsi ai seggi di un altro quartiere distante e di difficile accesso con mezzi pubblici.
 
I cittadini insorgono. C’è chi chiama i carabinieri, chi la stampa, chi minaccia di rivolgersi alla Procura. In tanti rinunciano e su tutte le furie tornano a casa, privati di un diritto costituzionale. Intanto cresce il coro degli elettori contro l’amministrazione di Cagliari che con quest’azione improvvisa, al di là di ogni dichiarazione demagogica, di fatto partecipa al boicottaggio del referendum. Boicottaggio, promosso in tutto il territorio italiano dal premier Renzi e dalla maggioranza del suo partito, il PD e “amichetti” vari.
 
E’ singolare che l’amministrazione cagliaritana, ancora una volta, toglie e taglia servizi pubblici e diritti ai residenti dei quartieri notoriamente più disagiati della città. Quest’amministrazione a Sant’Elia ha già permesso la chiusura della scuola dell’obbligo in nome dei tagli della “buona scuola” di Renzi. Come se non bastasse, dopo 25 anni di esercizio, l’unico ambulatorio di Medicina di Base nel “nuovo quartiere” è a rischio di chiusura per sfratto da parte dell’attuale sindaco.
 
Prendiamo atto che per questa amministrazione esistono cittadini di seria A e cittadini di serie B, cittadini che contano e cittadini marginali ai quali si può sottrarre non solo il diritto alla scuola e alla sanità pubblica, ma lo stesso diritto costituzionale ad esprimere il proprio voto. Mandiamoli a casa.
 
Claudia Zuncheddu
 
 
 
Rassegna stampa
 
 
 
CagliariPad: Sant'Elia, seggio trasferito. "Nessuno ci ha avvertito"
 
SardiniPost: Zuncheddu: “Ennesima discriminazione a danno dei residenti di Sant’Elia e della democrazia”
 
Unione Sarda: Alle urne, ma solo fuori dal quartiere: a Sant'Elia il seggio non c'è. Il sindaco si scusa
 
SardignaLive: Trivelle, l'indipendentista Zuncheddu: boicottato il referendum nel quartiere Sant'Elia
 
Ansa: Trivelle:indipendentista,voto boicottato Cagliari, scuola chiusa all'ultimo istante e seggio altrove
 
Casteddu online: "Boicottato il referendum nel quartiere più popolato di Cagliari" 
 
Sardegna Reporter: Boicottato il Referendum nel quartiere più popolato di Cagliari
 
SardaNews: "Boicottato il referendum nel quartiere più popolato di Cagliari"
 
SardegnaOggi: Ore dodici, in Sardegna l'affluenza sul referendum trivelle sfiora il 9%
 
GeosNews: Sant'Elia, seggio trasferito. "Nessuno ci ha avvertito"
 
La nuova Sardegna: Cagliari, scuola chiusa all'ultimo momento e cittadini costretti a votare altrove
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E’ un “SI” contro le trivelle ma è anche un “SI” che simboleggia la nostra RIBELLIONE contro un sistema di malaffare  che giorno dopo giorno ci nega il diritto ad esistere.
 
E’ un “SI” contro un sistema politico di centro-sinistra e di centro-destra che indistintamente   toglie a noi SARDI,  il diritto ad esistere. Insieme ci hanno distrutto l’economia, insieme ci hanno avvelenato l’aria, la terra, l’acqua... ma non gli basta. Ora devono sconvolgere il sottosuolo e il mare.
 
Insieme stanno aggredendo violentemente  il nostro Sistema Sanitario Pubblico.  Chiudono gli ospedali nei territori e nelle città. Stanno impedendo, a colpi  di decreti, ai Medici di Base di curare i propri assistiti. Hanno soppresso la nostra Scuola Pubblica. Stanno chiudendo le nostre Università. Hanno ucciso la Ricerca  Hanno fatto fuggire in poco tempo 15.000 studenti e ricercatori. Al nostro impoverimento economico e sociale, voluto dalle destre e in egual misura dalle sinistre a Roma con l’appoggio di chi governa la Sardegna,  si aggiunge l’insesorabile impoverimento culturale, con la perdita delle nostre intelligenze messe in fuga da questo sistema corrotto.
 
Il “sistema del malaffare” è capace di tutto, persino di propagandare qualche ingannevole “SI” contro le trivelle, giusto per la propria campagna elettorale. MANDANDOLI A CASA AL PIU’ PRESTO POSSIBILE PER LIMITARE I DANNI.
 
SE NON HAI ANCORA VOTATO, VAI A ESPRIMERE IL TUO “SI” possibilmente prima delle 12.00 anche se si può votare sino alle 23.00.
 
Claudia Zuncheddu
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Cari Colleghi
 
Il 14 aprile si manifesta a Cagliari per salvare l’ospedale San Marcellino. Ritengo che un messaggio forte da parte di noi medici abbia un peso importante per la classe Politica sarda. E’ chiaro a tutti che con la soppressione degli ospedali dei territori più disagiati, di certo non si risolvono né i problemi inerenti i buchi del bilancio sanitario (di cui i cittadini e noi medici non abbiamo alcuna responsabilità) e ancor meno si può continuare a garantire il diritto alla salute delle nostre collettività.
 
La chiusura degli ospedali nei nostri territori va di pari passo con la crisi strutturale della sanità nelle città più importanti dell’Isola. Con l’alibi degli accorpamenti e follie varie, di fatto si sopprimono gli ospedali di eccellenza anche di Cagliari, per cui la città non potrà mai reggere il peso delle esigenze sanitarie di intere cittadinanze che verranno lasciate allo sbaraglio con la chiusura dei loro riferimenti ospedalieri nei propri territori.
 
Andando oltre il cinico Decreto Lorenzin, noi ben sappiamo che questa è la privatizzazione della sanità pubblica, e che la Politica mai compenserà i servizi che intendono sopprimere in “nome dell’efficienza e del risparmio”.
 
Credo che tutti noi medici condividiamo l’idea di un progetto di razionalizzazione del Sistema sanitario sardo, compresa una rivisitazione anche delle strutture ospedaliere, ma prima va creato e garantito un sistema di servizi sanitari territoriali efficaci e di eccellenza.
 
Mentre pensano a chiudere i nostri ospedali in nome del risparmio, non vanno dimenticati gli ospedali stranieri che aprono in Sardegna con i nostri soldi. La storia del Mater Olbia, la dice lunga, mentre tutti tacciono sui 58 milioni che noi sardi ogni anno per dieci anni dobbiamo versare nelle casse del Qatar.
 
Il 14 Aprile la nostra presenza a Cagliari è importante. L’appuntamento è alle 10.00 in Piazza del Carmine. Alle 10.30 in corteo ci dirigiamo verso il Consiglio Regionale in Via Roma. Alle 11.00 è prevista la convocazione dei consigli comunali del Sarrabus, in Via Roma 25.
 
Il nostro impegno, oggi più che mai, è dovuto innanzitutto ai nostri assistiti.
 
Un caro saluto e a presto.
 
Claudia Zuncheddu
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