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rete sarda no moirano

La Rete Sarda Sanità Pubblica, ancora una volta denuncia la situazione drammatica della Sanità nei territori della Sardegna e le scelte del governo Pigliaru, sempre più orientate verso la privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico a cui i sardi non possono fare a meno.

La classe politica sarda non può ignorare l’alta percentuale di cittadini che già rinunciano alle cure a causa dei costi insostenibili, non può ignorare la necessità che gli ospedali pubblici dei territori in tutta l’Isola siano salvati e potenziati e non tagliati in nome del contenimento della spesa e della razionalizzazione del servizio.

Per contenere la spesa pubblica non bisogna continuare a dissipare fondi pubblici garantendo mega stipendi a super manager, a direttori generali spesso di nomina politica, e ancor meno declassando e chiudendo gli ospedali pubblici dei territori dell’Isola per finanziare ospedali privati inutili ai sardi. Non è accettabile che la Politica dei piani alti si sovrapponga alle esigenze sanitarie dei territori. Non è accettabile che il sabaudo Moirano, seppur voluto e strapagato dal governo Pigliaru, come tecnico, imponga alla classe politica sarda, debole e connivente, di accelerare i tempi di approvazione del Piano di Riordino della Rete Ospedaliera Territoriale. Tutto ciò senza che sia stato realizzato un sistema territoriale di servizi tale da garantire le esigenze primarie delle nostre collettività.

Claudia Zuncheddu

Coordinatrice - Rete Sarda Sanità Pubblica

Pubblicato in Salute

 

 

museo oceano migranti

Claudia Zuncheddu:

Sulla sua dichiarazione: “Vergogna a Cagliari, prima i migranti in ospedale”. Porterebbe la sua "speculazione xenofoba in Parlamento". E' inaudito!
Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l’impegno del suo partito nel “chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna….”, rispondo: che gaffe xenofoba onorevole!
“Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili”, sarebbe l’ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe “scioccato” l’on.le Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l’hanno fatta.
Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l’abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza.
Un invito alla parlamentare romana le arriva proprio dalla Sardegna: eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi.
Con la “circolare incriminata” la Direzione Sanitaria dell’ospedale cagliaritano, ha assolto ai suoi doveri rispettando i protocolli a cui deve attenersi in caso di grandi emergenze umanitarie o di catastrofi.
Mi stupisce che una parlamentare di esperienza, che ha governato l’Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all’opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in simili gaffes.
La carenza dell’assistenza sanitaria per i sardi ha poco a che vedere con gli obblighi delle Direzioni Sanitare ospedaliere nelle emergenze.
Il problema reale della Sanità pubblica in Sardegna, è complesso e politico.
E’ politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici sardi e aprire inutili ospedali privati. Il Mater Olbia del Qatar, finanziato dalle casse sarde, è il fiore all’occhiello non solo del governo Pigliaru, ma anche del precedente governo Cappellacci di centro destra. Il Qatar, tra i principali sponsor del terrorismo internazionale, ha pesanti responsabilità sui fenomeni migratori.
Le politiche antipopolari del governo Pigliaru (centro sinistra e sovranista) prevedono con il Piano di riordino della rete ospedaliera sarda, la chiusura degli ospedali pubblici dei territori più disagiati dell’Isola a cui si associa la situazione drammatica dei tagli negli ospedali cagliaritani ormai al collasso e in dismissione.
L'assistenza sanitaria in Sardegna non è garantita a nessuno, né ai sardi, né ai migranti.
Per dovere di cronaca, la vergogna del governo Pigliaru è quella di aver portato avanti in modo fedele ed efficace il progetto di privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico, voluto dal suo predecessore di centro destra Cappellacci con Berlusconi, e poi sollecitato dal Governo Renzi.
Su questo tema l’on.le Giorgia Meloni dovrebbe anche essere informata del silenzio colpevole dell'opposizione (sua parte politica) nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Un silenzio che simboleggia il Pensiero Unico, regno di voci solo concordanti.
L'altro approfondimento in materia di migranti, on.le Meloni, dovrebbe orientarlo verso la politica internazionale portata avanti da personaggi a Lei ben noti come ad esempio Monti e Berlusconi, che hanno provveduto ad alimentare guerre e ad armare sino ai denti governi dittatoriali di Paesi dai quali interi popoli sono costretti a fuggire.
Dietro l'emergenza umanitaria oggi anche in Sardegna, con tutte le complicanze del fenomeno, ci sono le responsabilità dei governi degli Stati membri dell’Europa, in primis l’Italia, tesi a dare il proprio contributo per destabilizzare gli equilibri tra le nazioni, in nome di un nuovo ordine mondiale tanto caro a Obama.
All’on.le Meloni chiederei: "se ti incendiassero la casa, per te e per tuo figlio, rivendicheresti il diritto alla fuga?” Io sono certa di si, ma questo diritto dev’essere uguale per tutti.
Sull’assistenza sanitaria pubblica che da Roma volete tagliarci, ribadiamo che noi sardi non possiamo rinunciare ai nostri ospedali pubblici efficienti e al potenziamento dei servizi di emergenza, non solo per noi ma anche per chi arriva.
Per chi non cade nella trappola populistica, on.le Meloni, ciò che è scioccante è il polverone sollevato in modo strumentale su una circolare di ordinaria amministrazione.
Pensi a Fratelli d’Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli.
Claudia Zuncheddu
Medico e Segretario di Sardigna Libera
(Movimento Indipendentista sardo)
 
 
 

 

Pubblicato in Salute

Dura replica di Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera a Giorgia Meloni, che aveva attaccato la circolare degli ospedali cagliaritani sull'arrivo dei migranti: "Che gaffe xenofoba, onorevole!"

Autore:Redazione Casteddu Online il 18/12/2016 16:48 

 


"Giorgia Meloni, eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi" 

di Caludia Zuncheddu- Sardigna Libera

Sulla sua dichiarazione “Vergogna a Cagliari, prima i migranti in ospedale”. Porterebbe la sua speculazione xenofoba in Parlamento.

Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l’impegno del suo partito nel “chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna….”, rispondo: che gaffe xenofoba onorevole!

“Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili”, sarebbe l’ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe “scioccato” l’on.le Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l’hanno fatta.

Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l’abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza.

Un invito alla parlamentare romana le arriva proprio dalla Sardegna: eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi.

Con la “circolare incriminata” la Direzione Sanitaria dell’ospedale cagliaritano, ha assolto ai suoi doveri rispettando i protocolli a cui deve attenersi in caso di grandi emergenze umanitarie o di catastrofi.

Mi stupisce che una parlamentare di esperienza, che ha governato l’Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all’opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in simili gaffes.

La carenza dell’assistenza sanitaria per i sardi ha poco a che vedere con gli obblighi delle Direzioni Sanitare ospedaliere nelle emergenze.

Il problema reale della Sanità pubblica in Sardegna, è complesso e politico.

E’ politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici sardi e aprire inutili ospedali privati. Il Mater Olbia del Qatar, finanziato dalle casse sarde, è il fiore all’occhiello non solo del governo Pigliaru, ma anche del precedente governo Cappellacci di centro destra. Il Qatar, tra i principali sponsor del terrorismo internazionale, ha pesanti responsabilità sui fenomeni migratori.

Le politiche antipopolari del governo Pigliaru (centro sinistra e sovranista) prevedono con il Piano di riordino della rete ospedaliera sarda, la chiusura degli ospedali pubblici dei territori più disagiati dell’Isola a cui si associa la situazione drammatica dei tagli negli ospedali cagliaritani ormai al collasso e in dismissione.

L'assistenza sanitaria in Sardegna non è garantita a nessuno, né ai sardi, né ai migranti.

Per dovere di cronaca, la vergogna del governo Pigliaru è quella di aver portato avanti in modo fedele ed efficace il progetto di privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico, voluto dal suo predecessore di centro destra Cappellacci con Berlusconi, e poi sollecitato dal Governo Renzi.

Su questo tema l’on.le Giorgia Meloni dovrebbe anche essere informata del silenzio colpevole dell'opposizione (sua parte politica) nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Un silenzio che simboleggia il Pensiero Unico, regno di voci solo concordanti.

L'altro approfondimento in materia di migranti, on.le Meloni, dovrebbe orientarlo verso la politica internazionale portata avanti da personaggi a Lei ben noti come ad esempio Monti e Berlusconi, che hanno provveduto ad alimentare guerre e ad armare sino ai denti governi dittatoriali di Paesi dai quali interi popoli sono costretti a fuggire.

Dietro l'emergenza umanitaria oggi anche in Sardegna, con tutte le complicanze del fenomeno, ci sono le responsabilità dei governi degli Stati membri dell’Europa, in primis l’Italia, tesi a dare il proprio contributo per destabilizzare gli equilibri tra le nazioni, in nome di un nuovo ordine mondiale tanto caro a Obama.

All’on.le Meloni chiederei: "se ti incendiassero la casa, per te e per tuo figlio, rivendicheresti il diritto alla fuga?” Io sono certa di si, ma questo diritto dev’essere uguale per tutti.

Sull’assistenza sanitaria pubblica che da Roma volete tagliarci, ribadiamo che noi sardi non possiamo rinunciare ai nostri ospedali pubblici efficienti e al potenziamento dei servizi di emergenza, non solo per noi ma anche per chi arriva.

Per chi non cade nella trappola populistica, on.le Meloni, ciò che è scioccante è il polverone sollevato in modo strumentale su una circolare di ordinaria amministrazione.

Pensi a Fratelli d’Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli.

 
Pubblicato in Salute

Sardegna: la Sanità non è garantita a nessuno

Sardegna: la Sanità non è garantita a nessuno

Lettera aperta all'Onorevole Giorgia Meloni, di Claudia Zuncheddu (Medico e Segretario di Sardigna Libera - Movimento Indipendentista sardo)

Redazione
 
domenica 18 dicembre 2016 15:00

 
 

Lettera aperta all'Onorevole Giorgia Meloni

Sulla sua dichiarazione apparsa in facebook "Vergogna a Cagliari, prima i migranti in ospedale". Porterebbe la sua speculazione xenofoba in Parlamento.


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Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l'impegno del suo partito nel "chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna...", rispondo: chegaffe xenofobaonorevole!

"Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili", sarebbe l'ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe "scioccato" l'on.le Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l'hanno fatta.

Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l'abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza. Un invito alla parlamentare romana le arriva proprio dalla Sardegna: eviti le speculazioni xenofobe sul disagio dei sardi.

Con la "circolare incriminata" la Direzione Sanitaria dell'ospedale cagliaritano, ha assolto ai suoi doveri rispettando i protocolli a cui deve attenersi in caso di grandi emergenze umanitarie o di catastrofi. Mi stupisce che una parlamentare di esperienza, che ha governato l'Italia con maggioranze di centro destra ed ora opera all'opposizione di un sedicente governo di centro sinistra, sia così impreparata tanto da incorrere in similigaffes.

La carenza dell'assistenza sanitaria per i sardi ha poco a che vedere con gli obblighi delle Direzioni Sanitarie ospedaliere nelle emergenze. Il problema reale della Sanità pubblica in Sardegna, è complesso e politico.

È politica la scelta di chiudere gli ospedali pubblici sardi e aprire inutili ospedali privati. IlMater Olbiadel Qatar, finanziato dalle casse sarde, è il fiore all'occhiello non solo del governo Pigliaru, ma anche del precedente governo Cappellacci di centro destra. Il Qatar, tra i principali sponsor del terrorismo internazionale, ha pesanti responsabilità sui fenomeni migratori.

Le politiche antipopolari del governo Pigliaru (centro sinistra e sovranista) prevedono con ilPiano di riordino della rete ospedaliera sarda, la chiusura degli ospedali pubblici dei territori più disagiati dell'Isola a cui si associa la situazione drammatica dei tagli negli ospedali cagliaritani ormai al collasso e in dismissione.

L'assistenza sanitaria in Sardegna non è garantita a nessuno, né ai sardi, né ai migranti.

Per dovere di cronaca, la vergogna del governo Pigliaru è quella di aver portato avanti in modo fedele ed efficace il progetto di privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico, voluto dal suo predecessore di centro destra Cappellacci con Berlusconi, e poi sollecitato dal Governo Renzi. Su questo tema l'on.le Giorgia Meloni dovrebbe anche essere informata del silenzio colpevole dell'opposizione (sua parte politica) nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Un silenzio che simboleggia il Pensiero Unico, regno di voci solo concordanti.

L'altro approfondimento in materia di migranti, on.le Meloni, dovrebbe orientarlo verso la politica internazionale portata avanti da personaggi a Lei ben noti come ad esempio Monti e Berlusconi, che hanno provveduto ad alimentare guerre e ad armare sino ai denti governi dittatoriali di Paesi dai quali interi popoli sono costretti a fuggire. Dietro l'emergenza umanitaria oggi anche in Sardegna, con tutte le complicanze del fenomeno, ci sono le responsabilità dei governi degli Stati membri dell'Europa, in primis l'Italia, tesi a dare il proprio contributo per destabilizzare gli equilibri tra le nazioni, in nome di un nuovo ordine mondiale tanto caro a Obama.

All'on.le Meloni chiederei: "se ti incendiassero la casa, per te e per tuo figlio, rivendicheresti il diritto alla fuga?" Io sono certa di sì, ma questo diritto dev'essere uguale per tutti.

Sull'assistenza sanitaria pubblica che da Roma volete tagliarci, ribadiamo che noi sardi non possiamo rinunciare ai nostri ospedali pubblici efficienti e al potenziamento dei servizi di emergenza, non solo per noi ma anche per chi arriva.

Per chi non cade nella trappola populistica, on.le Meloni, ciò che è scioccante è il polverone sollevato in modo strumentale su una circolare di ordinaria amministrazione.

Pensi a Fratelli d'Italia. I sardi se la caveranno meglio da soli.


Claudia Zuncheddu

Medico e Segretario diSardigna Libera(Movimento Indipendentista sardo)


(18 dicembre 2016)

Pubblicato in Salute

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Claudia Zuncheddu (Movimento Sardigna Libera) indirizzata all’assessore alla Sanità, Luigi Arru

  1. la crisi occupazionale gli inoccupati sardi che rinunciano a curarsi sono sempre più numerosi. Paradossalmente non hanno diritto all’esenzione del ticket previsto per i disoccupati.
 

Per dar luce a questa situazione di cui poco si parla, espongo il caso di una mia paziente di oltre 50 anni che non avendo mai avuto un contratto di lavoro è quindi inoccupata.  È madre di due inoccupati, di un disoccupato e di una figlia minore. La signora usufruiva dell’esenzione del ticket sanitario in quanto moglie di un disoccupato. Da qualche anno è vedova e con la perdita del marito ha perso pure il diritto all’esenzione del ticket. Dei quattro componenti della famiglia solo il disoccupato ha diritto all’esenzione per potersi curare mentre gli altri tre non passano più neppure in ambulatorio.

All’interno del nostro sistema, la signora è considerata “troppo vecchia per il diritto a un lavoro”, “non abbastanza vecchia per la pensione sociale”, ma è anche “troppo giovane per morire”. Che deve fare?

Caro Assessore, visto che questo è lo status di una vasta fascia della popolazione sarda, non le pare che il riconoscimento dell’esenzione del ticket sia un problema serio, concreto e prioritario da risolvere? Senza disturbareRoma e i massimi sistemi, la soluzione è squisitamente politica ed è di Sua competenza.

Ai fini del riconoscimento dell’esenzione ticket per gli inoccupati, che sono disagiati almeno quanto i disoccupati, negli archivi del Consiglio Regionale della 14° Legislatura troverà una mia proposta su come affrontare la questione in termini legislativi.

La Sardegna, dotata di Statuto Speciale di Autonomia, può legiferare e omologare lo status dell’inoccupato a quello di disoccupato, riconoscendo il diritto all’esenzione del ticket in egual misura. Questo è ciò che hanno fatto altre Regioni Autonome. Rinunciare alle cure mediche oggi, significa incrementare i ricoveri ospedalieri in futuro a costi spropositati per il sistema sanitario pubblico.

I “colossi della sanità sarda”, dal Brotzu, al Microcitemico, al Binaghi per non parlare di altri ospedali indispensabili nei vari territorio della Sardegna, da sempre garanti della salute dei sardi, oggi crollano sotto i colpi maldestri della Politica. Il Decreto Lorenzin è un altro pasticcio politico che con i suoi tagli preannuncia la privatizzazione della sanità.

Il disastro della Sanità Pubblica è sotto gli occhi di tutti e a maggior ragione dei suoi, visto che al di là del suo ruolo politico, Lei è anche un medico.

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Così si nascondono i carnefici mediocri

 
Unione Sarda 19-02-2016
Così si nascondono i carnefici mediocri
 
Immagini violente che annientano persone incapaci di difendersi imperversano negli web scioccando l'opinione pubblica. Come se ci volessero le riprese dei Nas per far scoprire l'esistenza di un pianeta parallelo dove relegare i disabili, gli anziani non più autonomi, i bambini abbandonati, quelli del disagio psichiatrico, della detenzione, i figli del disagio sociale. Sono i luoghi di sofferenza dove barriere ben definite li separano dal resto del mondo. Nasce proprio sul confine che divide gli uomini la discriminazione.
Dietro le storie di maltrattamenti si nascondono esseri grigi e mediocri con forti complessi di inferiorità. Essi scaricando le proprie frustrazioni sulle persone più fragili, appagano un bisogno di dominio represso con l'arroganza dell'impunità. Nessuno vede, parla, interviene.
Nel pianeta dei più fragili dove l'esercizio del potere di questi esseri grigi gioca un ruolo dominante, la pratica dell'abuso psicologico e la violenza fisica è spesso la prassi su cui la società chiude gli occhi. Sul caso di Decimomannu, donne e uomini nudi in fila per essere lavati con il getto d'acqua attraverso un tubo di gomma fa inorridire, ma non sfiora i sentimenti di nessuno il taglio sociale di 33 milioni alla Legge 20, per i malati psichiatrici da parte della Regione Autonoma: un taglio drammatico alla disabilità che non emoziona.
La stampa alimenta lo sdegno della collettività che invoca la Giustizia. Ma l'aspetto giudiziario è marginale. Il problema è culturale, proprio di un modello sociale subdolo e violento, che discrimina e ghettizza la sofferenza. Tra ipocrisia e cinismo è proprio sul disagio che sono nate grandi fortune economiche grazie a fiumi di finanziamenti pubblici. Il fenomeno della discriminazione è complesso.
Per chi è privo di autonomia e di indipendenza il rischio di subire trattamenti degradanti e abusi psicologici è alto e spesso subdolo. Può esordire banalmente anche con il non riconoscimento dei titoli con i quali la persona si identificava e veniva identificata nel corso della sua vita attiva. Chiamarli solo per nome, in una relazione non di amicizia, non familiare ma di dipendenza, aumenta la fragilità e l'umiliazione. Il rispetto dell'identità, anche nel disagio, è un atto di buona educazione e di stimolo a non dimenticare la propria storia.
Il mio insegnante di un tempo, oggi mio fragile paziente, ospite di una comunità, seppur con il pannolone e con la mente stanca, continua ad essere il mio Professore di sempre. Chiamandolo con il suo titolo come ai vecchi tempi, rispetto la sua identità e sollecito la sua memoria. Nel suo sguardo perso nel vuoto, in un attimo di lucidità, cerco di ritrovare l'autorevolezza e l'autorità con cui il Professore spesso faceva tremare noi studenti. 
La Giustiza faccia il suo corso, ma non basta.
Claudia Zuncheddu
 
carnefici
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Legarsi-alla-montagna
 
Una riflessione sull'affermazione di Gino Strada, "il Califfato non produce mine antiuomo, gliele vendiamo noi" 
Ai tempi in cui frequentavo il reparto di Chirurgia d'Urgenza del Policlinico di Milano, con prof. Vittorio Staudacher, fondatore della Chirurgia d'Urgenza in Europa, era già un chirurgo raffinato. Nei decenni successivi Gino ha continuato ad essere al servizio dell'Umanità ma in terreni molto difficili, dall'Afghanistan al Sudan, sconvolti dalle guerre. Oggi, Gino Strada, dopo tanta esperienza, oltre a salvare vite umane nel Sud del Mondo, bene farebbe a trapiantare cervelli.... nel Nord del Mondo... in Europa... in Occidente... dove la follia delle c.d. "grandi democrazie" imperversa generando e importando guerre e terrorismo; Alimentando tra noi, con le loro strategie, la stessa paura e la stessa insicurezza che porta altri popoli a fuggire dai loro Paesi.
Sulla "sagra dell'ipocrisia occidentale" per i fatti di Parigi, ribadisco quanto ho detto e scritto ad amici francesi: "je ne suis pas Charlie et c'est pas vrai que nous sommes tous francais". Sono una cittadina sarda che lotta da sempre per la pace e contro ogni sopraffazione. La Sardegna vanta l'orgoglio di non aver mai dichiarato guerra né colonizzato nessuno nella sua storia. Come potrei oggi sentirmi improvvisamente francese? Cittadina di un Paese guerrafondaio?
Claudia Zuncheddu
Pubblicato in Diritti
Fin dalle prime ore del mattino una parte del quartiere è stato assediato e isolato da un grande schieramento delle forze dell’ordine con blindati e con la polizia municipale impegnata a multare i residenti che si attardavano a spostare i propri mezzi dai pochi parcheggi lasciati a loro disposizione dal Comune.
Questi sono tra i costi che i cagliaritani pagano per la presenza del leader della Lega Nord Salvini e del suo codazzo di nostalgici e neo-xenofobi di “NOI per Salvini – Sardegna” in Piazza Palazzo.
Il clima di insicurezza e di turbamento della quiete del rione ha generato forti rimostranze da parte dei residenti. Come se non bastassero i disagi, in questa estate torrida, tra isolamento del quartiere e ascensori guasti che hanno penalizzato oltre i residenti del quartiere storico, i turisti e tutti i cagliaritani che avrebbero voluto accedere alle bellezze architettoniche, museali e panoramiche di “Casteddu’e susu”.  
La stessa sorte oggi è toccata a quei turisti, che scesi in porto dalle navi da crociera speravano di visitare serenamente Castello e le sue meraviglie.
Senza dilungarci sull’ideologia razzista, antimeridionalista e xenofoba di Salvini, che cinicamente specula sui migranti, sui morti nel Mediterraneo e sul disagio sociale, di certo, questo predicatore di odio cerca di contrapporre la disperazione di chi in Sardegna è colpito da una feroce crisi economica gestita dai “padroni del mondo” e da chi, profugo e migrante, è costretto a fuggire dalla guerra e dalla miseria voluta dagli stessi padroni.
Ci chiediamo come mai l’Amministrazione comunale non solo non manifesti nessun dissenso rispetto a questa presenza ingombrante, inopportuna e persino provocatoria per Cagliari e per tutti i sardi che seppur piegati dalla crisi manifestano concretamente la propria solidarietà ai migranti che arrivano dal mare.
Sia i turisti che i residenti di Castello, i commercianti, i pochi artigiani e le attività economiche presenti, hanno diritto alla tranquillità e alla libera circolazione nel quartiere. Diritti che l’amministrazione comunale e le altre istituzioni pubbliche dovrebbero impegnarsi a garantire costantemente.
 
Claudia Zuncheddu 
 
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