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Claudia Zuncheddu

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

URL del sito web: http://www.claudiazuncheddu.net

eurallumina

 

La Confederazione Sindacale Sarda, con Sardegna Pulita e Assotziu Consumadoris Sardigna, il 16 febbraio hanno indetto una conferenza stampa per fare il punto sulla Vertenza exEuroallumina, ora RUSAL.

Dopo la Conferenza dei Servizi del 31/01 e dell’08/02 e gli episodi di tensione a Cagliari e Portoscuso, esitati con pesanti minacce a Angelo Cremone, un ambientalista sempre in primafila nelle lotte per la difesa del territorio e dell’ambiente, la CSS con le altre associazioni, hanno ritenuto importante chiamare al confronto tutte le associazioni ambientaliste (FAI, Sardegna Pulita, Italia Nostra, Gruppo di Intervento Giuridico, Lega Ambiente, Verdi, Carlofortini Preoccupati, Comitato Spontaneo Agricoltori e Allevatori, WWF Sardegna, Lipu, ISDE, Terra Bia), Partiti e Movimenti politici sardi impegnati sul fronte della difesa del nostro patrimonio ambientale e del diritto dei sardi ad un lavoro pulito che non uccide.

E’ stato ribadito che il rilancio dell’industria inquinante nel Sulcis è un crimine, così come è un crimine ricattare i sardi piegati dalla disoccupazione prospettando come unica soluzione possibile, il pane avvelenato. Un salario da barattare con la salute non solo dei lavoratori, ma di intere collettività.

Le nostre istituzioni hanno la responsabilità morale e politica di aver scatenato una guerra tra i disoccupati di quell’industria notoriamente responsabile di un disastro ambientale incalcolabile, con tutti i sardi di buona volontà che lottano per combattere la disoccupazione, per frenare il consumo del territorio e l’avvelenamento del nostro ambiente.

La soluzione concreta del dramma occupazionale è nelle bonifiche, per le quali fiumi di finanziamenti sono stati stanziati e sino ad oggi inutilizzati. Per un misterioso maleficio, la Regione Autonoma della Sardegna, controtendenza mondiale e contro le stesse normative europee, continua a promuovere politiche inquinanti, dal carbone, alla produzione dei fanghi rossi, alle pratiche di incenerimento.

La disoccupazione in Sardegna trova soluzione nelle bonifiche ambientali, nei processi di riconversione delle attività inquinanti e nella rinaturalizzazione dei nostri territori. Continueremo la nostra lotta per l’occupazione, contro le politiche liberiste di chi amministra la Sardegna privilegiando il Profitto delle multinazionali.

Un ringraziamento alla CSS e a tutti gli organizzatori della conferenza che tengono alta l’attenzione sul dramma del nostro Sulcis.

Claudia Zuncheddu - SardignaLibera

Diritti dei sardi e Riscrittura dello Statuto Sardo

Pubblicato in Indipendentismo

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A Sassari il convegno sui “Diritti dei sardi e sulla Riscrittura dello Statuto Speciale di Autonomia”, promosso da Alternativa natzionale, un contenitore di dibattito e di confronto promosso dalle formazioni indipendentiste: Fronte Unidu, Gentes, Progres, Sardigna Libera e Sardigna Natzione, ha avuto un buon successo. Al di là degli interventi di esponenti politici del mondo indipendentista di questa Mesa, sono intervenuti rappresentanti politici presenti nella maggioranza oggi al governo della Sardegna e dell’opposizione. Un importante contributo a questo confronto è stato garantito da intellettuali del mondo identitario sardo come Federico Francioni e Salvatore Cubeddu. Il dibattito, se il momento storico sia propizio o no alla riscrittura dello Statuto, resta aperto.

Le nostre diversità di vedute saranno di arricchimento al nostro progetto di governo della Sardegna.

Con lo Statuto Speciale, lo Stato italiano ha dato alla Sardegna solo l’illusione di poter gestire la propria autonomia. L’inadeguatezza della classe politica che si è alternata al governo della Sardegna in 70 anni, ha solo gestito e alimentato, sino ad oggi, la propria dipendenza.

Dietro l’alibi della nostra povertà da superare, a cui si è ispirato lo Statuto Speciale, si nasconde il disconoscimento della Sardegna come Nazione ed il suo diritto di essere dotata di uno strumento ben più forte che le attribuisse pieni poteri per promuovere una reale Autonomia e la sua autodeterminazione. Tuttavia, dopo 70 anni di fallimenti, il problema oggi prioritario non è la riscrittura dello Statuto che implica un’analisi sui rapporti di forza tra lo Stato italiano e la Sardegna, tra le grandi nazioni europee e le nazioni senza Stato (Sardegna compresa), sui nuovi equilibri che la globalizzazione mondiale sta creando con le ripercussioni nel bacino del Mediterraneo di cui la Sardegna ne è parte.

La riscrittura dello Statuto, è ambita anche dalle forze politiche che governano la Sardegna, per distrarre l’attenzione dei sardi dalle loro politiche nefaste, dalla gestione dei trasporti, in mano a lobby politiche trasversali e non ideologiche, alla privatizzazione del sistema sanitario pubblico, con il piano di riordino della rete ospedaliera, al rilancio dell’industria inquinante, alla svendita della SBS di Arborea a Bonifiche Ferraresi.

Intanto alla società sarda si nega una Legge elettorale che non la discrimini e che le garantisca le proprie rappresentanze politiche e di genere. Un tema caro ai geni della nostra politica, che dopo aver disatteso gli impegni presi, si riservano di rilanciare la promessa alla vigilia delle nuove elezioni. Come se le donne sarde e le nostre minoranze politiche non avessero memoria storica.

Per la riscrittura dello Statuto soffiano venti pericolosi. Sono i venti sfavorevoli che vorrebbero riformare tutte le costituzioni dei governi democratici in Europa, Italia compresa.

Claudia Zuncheddu - SardignaLibera

rete sarda no moirano

La Rete Sarda Sanità Pubblica, ancora una volta denuncia la situazione drammatica della Sanità nei territori della Sardegna e le scelte del governo Pigliaru, sempre più orientate verso la privatizzazione del Sistema Sanitario pubblico a cui i sardi non possono fare a meno.

La classe politica sarda non può ignorare l’alta percentuale di cittadini che già rinunciano alle cure a causa dei costi insostenibili, non può ignorare la necessità che gli ospedali pubblici dei territori in tutta l’Isola siano salvati e potenziati e non tagliati in nome del contenimento della spesa e della razionalizzazione del servizio.

Per contenere la spesa pubblica non bisogna continuare a dissipare fondi pubblici garantendo mega stipendi a super manager, a direttori generali spesso di nomina politica, e ancor meno declassando e chiudendo gli ospedali pubblici dei territori dell’Isola per finanziare ospedali privati inutili ai sardi. Non è accettabile che la Politica dei piani alti si sovrapponga alle esigenze sanitarie dei territori. Non è accettabile che il sabaudo Moirano, seppur voluto e strapagato dal governo Pigliaru, come tecnico, imponga alla classe politica sarda, debole e connivente, di accelerare i tempi di approvazione del Piano di Riordino della Rete Ospedaliera Territoriale. Tutto ciò senza che sia stato realizzato un sistema territoriale di servizi tale da garantire le esigenze primarie delle nostre collettività.

Claudia Zuncheddu

Coordinatrice - Rete Sarda Sanità Pubblica

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