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Tutto su "Equitalia" in Consiglio Regionale pt.2

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E I RAPPORTI DI FORZA TRA STATO ITALIANO E RAS
Consiglio Regionale

Seduta pomeridiana del 17/11/2011

- Equitalia: mozioni e interpellanze

- Presentazione della mozione 153 Zuncheddu e più

- Valutazioni politiche sull’Ordine del Giorno

- Testo integrale dell’Ordine del Giorno votato all’unanimità

1) EQUITALIA

All'ordine del giorno la  mozione 153 (Zuncheddu e più)  sulla mancata applicazione da parte della Giunta regionale dell'articolo 51 dello Statuto speciale che recita: "La Giunta regionale, quando constati che l'applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannosa all'Isola, può chiederne la sospensione al Governo della Repubblica, il quale, constatata la necessità e l'urgenza, può provvedervi, ove occorra, a norma dell'art. 77 della Costituzione"; 
l'interpellanza n. 245/A (Zuncheddu e più) sugli interventi urgenti per i contribuenti indebitati con Equitalia;
l'interpellanza 247/A (Zuncheddu e più) sugli sfratti esecutivi in corso nella Provincia di Carbonia-Iglesias ai danni di famiglie di agricoltori-allevatori a seguito della messa all'asta delle proprie abitazioni e aziende da parte del tribunale.


La mozione n. 128 (Salis e più)sulla necessità di fronteggiare la situazione di emergenza  determinata dall'attività di riscossione della Equitalia Sardegna Spa;La mozione 149 (Salis e più) sulla necessità di fronteggiare la situazione di emergenza determinata dall'attività di riscossione della Equitalia Sardegna Spa ed il preannunciato intento dell'ente di riscossione di scindersi in tre società autonome volte alla gestione di tre diverse macroaree geografiche nazionali; la mozione 129 (Bruno e più)sull'emergenza fiscale in Sardegna;
l'interpellanza n. 246/A (Salis e più) sulla necessità di annullare la deliberazione della Giunta regionale n. 23/3 del 12 maggio 2011 avente ad oggetto "Interventi urgenti per le imprese e i contribuenti indebitati con Equitalia"; 
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2) Intervento - presentazione della mozione n. 153 Zuncheddu e più sulla mancata applicazione dell’Art 51 dello Statuto Speciale di Autonomia

Denuncio la gravità dell’ennesima assenza del Presidente Cappellacci ai lavori dell’Aula, su temi di questa importanza, così come l’assessore al bilancio La Spisa, per una volta che si presenta in Aula, bene farebbe a non chiacchierare e ad ascoltare. 

 

I fatti di questi giorni, con il clamoroso digiuno di protesta portato avanti da numerose donne in diverse parti della Sardegna, da Cagliari a Sassari, sono alla base della mozione che è quello di dare una risposta certa e urgente alla crisi economica che attanaglia le famiglie e le imprese sarde, e con ciò ribadire che lo Statuto Speciale di Autonomia va esercitato come momento di Sovranità e difesa dei diritti dei sardi. Diritti che vanno rispettati in quanto tali e perché sanciti con il Patto sottoscritto con lo Stato e il Governo italiano a tutt’ora in vigore.
Premesso ciò, chiediamo l’applicazione dell’Articolo 51 dello Statuto Speciale da parte della Giunta Regionale che recita:  “La Giunta regionale, quando constati che l’applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannosa all’Isola, può chiederne la sospensione al Governo della Repubblica, il quale, constatata la necessità e l’urgenza, può provvedervi, ove occorra, a norma dell’Art. 77 della Costituzione”. 

E’ a tutti noto che la sola riscossione di Equitalia in Sardegna ha il primato di un incremento di oltre il 25% rispetto alla media italiana del 12%.
Con questo dato l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia,  vantano di aver raggiunto e oltrepassato in Sardegna, gli obiettivi di riscossione  previsti; 
Questa situazione è gravissima se rapportata alle emergenze economiche e sociali che stanno distruggendo tutto il tessuto produttivo sardo.

L’azione devastante portata avanti dal fisco italiano ha messo in ginocchio il settore agro-pastorale, artigianale, del commercio, di tutte le piccole attività locali e delle Partite IVA, creando fra breve tempo una nuova ondata di licenziati, disoccupati e chiusure di imprese.
Equitalia in Sardegna, la regione purtroppo più povera d’Italia, è andata oltre i suoi compiti istituzionali, con abusi attuati ai danni dei contribuenti, generando una situazione di ulteriore impoverimento economico delle imprese e delle famiglie. Si è arrivati persino a scatenare situazioni patologiche pregiudizievoli per la stessa salute dei contribuenti. E’ noto a tutti l’aumento dei suicidi fra i nostri cittadini che sono oggetto di sollecitazioni da parte Equitalia e delle Banche, intimando pagamenti immediati, pena la messa in vendita della prima e unicacasa. Tutto ciò in violazione dell’Art 590 del codice penale, che contempla tali pressioni, come “delitto di lesione colposa”.

Oltre al contrasto con le leggi costituzionali, l’Agenzia delle Entrate  omette pure la sentenza 18983 del 07 giugno 2007 della Corte di Cassazione, secondo cui, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, “deve essere escluso ogni automatismo e che eventuali strumenti presuntivi, quali gli studi di settore, per essere validamente applicati, necessitano di una particolare flessibilità alla peculiarità dell’attività svolta in ossequio al principio costituzionale sancito dall’Art. 53”, che recita: “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
La “sanzione tributaria” deve tener conto sia della situazione oggettiva della realtà come quella sarda, sia della  capacità reddituale di ogni singolo soggetto così come sancito anche dai giudici di Lecce, i quali affermano che “particolare rilievo può essere dato alle caratteristiche dell’area territoriale in cui opera l’azienda”.
La gravissima sofferenza dei diversi settori dell’economia in Sardegna verte non solo sui capitali dovuti, ma principalmente  sulle insostenibili sanzioni e interessi che vengono applicati ai cittadini in caso di mancato pagamento. Interessi che sono tutti al di sopra della soglia di usura e come tali illegali e perseguibili a norma di legge. Inoltre sulle cartelle esattoriali, in numerosi casi, gravano procedimenti civili e penali per le irregolarità denunciate dai cittadini contro Equitalia. Spesso sono stati notificati tributi già prescritti o  già pagati.

La maggior parte delle imprese sarde sono oggetto di ipoteche e pignoramenti, non solo delle aziende o dei mezzi di lavoro: fonte di reddito e di sostentamento, ma della stessa prima casa, in violazione della Carta Sociale Europea, sottoscritta dall’Italia. 
Inoltre sono messi direttamente all’asta immobili senza alcuna ipoteca preventiva. 
Equitalia Sardegna, di fronte alle richieste di accesso agli atti per consentire ai contribuenti di verificare la regolarità e la legittimità delle procedure, porge sempre “scusanti e dinieghi”.   Da una perizia pilota su cartelle esattoriali di Equitalia Sardegna, emergerebbe l’applicazione illecita di tassi superiori al c.d. “tasso soglia usura” (vedi la Legge 108/96 del Codice penale);
Equitalia recentemente è stata dotata dallo Stato italiano di poteri ancora più aggressivi  nel recupero dei crediti, con 80 mila cartelle esattoriali in imminente esecuzione con pignoramenti e ipoteche.
Lo “Statuto del contribuente”, spesso violato, sulla base dei canoni costituzionali  di razionalità, di uguaglianza, di imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione, tutela in egual misura sia gli interessi erariali che quelli del contribuente.
I comportamenti e le azioni sopracitate, da parte di Equitalia e delle Banche, hanno contribuito alla crescita incontrollata della povertà con l’indigenza di migliaia di famiglie, causando come effetto, il forte incremento dei costi sociali e l’acuirsi incontrollabile della conflittualità sociale, generando e contribuendo con ciò  alla distruzione irreversibile di tutta l’economia in Sardegna;
Il territorio della Sardegna e il suo tessuto economico, risulta ipotecato al 70% dalle Banche e da Equitalia.
E’ su queste premesse che chiediamo l’impegno solenne da parte del Presidente e della Giunta di  tutta l’Assemblea della RAS affinché, immediatamente provvedano all’applicazione dell’Articolo 51 dello Statuto Speciale, e non siamo disposti a sentire che “…già da tempo sono state spedite richieste formali  dal Presidente Cappellacci al  Governo italiano  più o meno amico….”. I  risultati di questi “miagolii” non hanno portato nessun sollievo all’economia, alle imprese e alle famiglie sarde, anzi, la situazione peggiora sempre di più.   

Chiediamo che il Presidente e la Giunta esercitino, in tempi brevi e attraverso specifici provvedimenti istituzionali,  la nostra Sovranità, derivata dallo Statuto di Autonomia, nei confronti dello Stato italiano, per la difesa della nostra economia, del diritto al lavoro e a una vita dignitosa per migliaia di imprese e famiglie sarde, altrimenti  condannate alla disperazione sociale e a povertà certa.
Con l’esercizio della nostra Sovranità, si imponga allo Stato italiano il rispetto delle leggi costituzionali che regolano i rapporti tra esso e la Regione Autonoma della Sardegna, chiedendo il riconoscimento “concreto” e immediato dello Stato di Crisi, con tutte le agevolazioni del caso.  
S’intervenga sulle presunte illegalità nelle prassi adottate da Equitalia e dall’Agenzia delle Entrate in Sardegna, ponendo in essere tutte le iniziative necessarie  a tutela delle aziende, delle famiglie sarde e di tutta l’economia dell’isola.
Ribadendo la nostra Sovranità si ricorra all’applicazione dello Statuto Speciale della RAS per adottare provvedimenti di urgenza atti a inibire e bloccare:
            a) l’aggravio di qualsiasi onere aggiuntivo, oltre che la sanzione omnicomprensiva, sul debito originale;
            b) l’automatismo del ricorso all’asta giudiziaria e il pignoramentodella prima casa e dell’immobile,  delle strutture e degli strumenti di lavoro e sostentamento dei cittadini;
            c) il superamento nel rimborso di 1/5 del reddito accertato (anche in ossequio ai dettati costituzionali sul dovere a contribuire in base alle proprie possibilità e sul diritto a una vita dignitosa delle famiglie).

Chiedano che i debiti contratti dalle aziende sarde nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’ INPS e nella fattispecie di Equitalia, con relativi interessi spropositati e gli atti giuridici conseguenti, vengano bloccati, congelati e ricalcolati;
Chiedano la riapertura urgente della Vertenza delle Entrate con il Governo con il ricorso alla Corte Costituzionale, come da accordo previsto da tutti i gruppi politici, all’interno dell’Assemblea della RAS, in occasione dell’occupazione dell’Aula del 20 dicembre del 2010. 
Tutto ciò è dovuto al Popolo Sardo, alle sue donne, alle famiglie e alle imprese. 
Claudia Zuncheddu
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3) Le mie valutazioni politiche sull’Ordine del Giorno

Alla fine del dibattito  è stato proposto un Ordine del Giorno unitario, che pur con tutte le sue “debolezze e limiti” è stato votato all’unanimità. 
Per quanto riguarda la mozione 153 sull’Art. 51, di cui sono la prima firmataria, è stata in parte ignorata nel corso deldibattito, e contrastata nel corso degli accordi per l’Odg, in quanto considerato “complesso nella sua applicazione”, quindi  è stato escluso al momento della stesura del documento da mettere in votazione. Tuttavia, attenendomi al regolamento, tempestivamente prima che si passasse alla votazione, ho annunciato un emendamento orale da inserire al Punto 3 dell’Odg, dove si impegna la Giunta a “richiedere al Governo la sospensione delle azioni esecutive in atto ai sensi dell’art 19 del DPR n. 603 del 1972 e dell’Art 51 dello Statuto Speciale di Autonomia”.
Il documento è stato votato all’unanimità con l’integrazione dell’Art. 51. 
In questa votazione, in Aula, di fatto si è continuato a disconoscere lo Statuto Speciale di Autonomia in quanto strumento di tutela dei diritti del popolo sardo. Fra i consiglieri delle varie forze politiche, ha prevalso un forte “spirito italianista” che ha indotto più o meno tutti a omologare la Sardegna ad altre realtà italiane, come se la nostra sofferenza economica fosse paragonabile e sovrapponibile a quella lombarda e di fatto ignorando lo Statuto di Regione Speciale.
L’assessore La Spisa ha parlato di uno “Stato forte” e di una “Sardegna debole”, ignorando la condizione fallimentare dello Stato italiano, governatosino a qualche ora fa  da Berlusconi, leader del suo partito, e il fatto che la Sardegna è stata resa debole dall’azione della sua classe politica in questi anni,  per essere meglio “sottomessa, rapinata e colonizzata”. 
Equitalia è la lunga mano di questo “Stato predone”, spogliatore di ricchezze che disattende tutti gli impegni presi con la RAS (vedi la Vertenza delle Entrate, fondi FAS…). La gran parte della classe politica sarda, con i suoi tentennamenti, dimentica lo Statuto Speciale e l’Art 51, aggiunto da me, in modo repentino e verbalmente all’Odg, dimostrando una forma di fatto condivisa di connivenza e sudditanza allo Stato italiano che fa pagare ai sardi la crisi e accollandoci il peso dei suoi debiti, di certo non maturati in Sardegna. 

Ancora una volta la classe politica sarda e la RAS “mendicano” e non ponendosi come elemento politico a pari dignità con il Governo italiano, non riescono a tutelare e a imporre gli interessi dei sardi, cosa per cui siamo stati eletti nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Contribuendo così a perpetuare, la crisi economica e sociale che attanaglia le famiglie, le imprese e tutta l’economia sarda, lasciata allo sbaraglio e in balia del  cosiddetto “mercato” (meglio detto “rapina coloniale delle Multinazionali della globalizzazione).    
Questa è una battaglia che noi sardi  potremo vincere solamente se saremo tutti uniti, coesi e con gli interessi economici e sociali del nostro Popolo al primo posto. Questa è l’unica strada percorribile per tutelare e rilanciare uno sviluppo economico ecocompatibile, solidale salvaguardando l’ambiente e creando una reale ricchezza diffusa in tutto il territorio e fra tutte le categorie.
Questo è il ruolo per cui siamo stati eletti.  Ora è compito di tutto il Popolo sardo vigilare affinché i punti dell’ordine del giorno vengano attuati in tempi certi e rapidi e non cadano come spesso succede, nel dimenticatoio o restino nei cassetti della Presidenza della Giunta. 
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4)Testo integrale dell’Ordine del Giorno votato all’unanimità

ORDINE DEL GIORNO  DIANA MARIO – STERI GIULIO – DEDONI ATTILIO – SANNA GIACOMO – SALIS ADRIANO
IL CONSIGLIO REGIONALE
A conclusione del dibattito svoltosi in ordine alle mozioni n. 128 SALIS e più – n. 129 BRUNO e più – n. 149 SALIS e più – ZUNCHEDDU e più – n. 154 STERI e più e n. 155 MANINCHEDDA e più sull’emergenza fiscale in Sardegna,
PREMESSO che:

  • Costituiscono oramai fatto notorio le difficoltà in cui si dibattono imprese e cittadini sardi raggiunti da cartelle di riscossione emesse da Equitalia SpA. Le doglianze non attengono al “se” è dovuto un determinato importo a titolo di imposta o contributo, bensì al “come” viene esercitata l’attività di riscossione sempre più gravosa e penalizzante nei confronti dei soggetti debitori;
  • Le legittime proteste hanno determinato iniziative forti a livello di manifestazioni pubbliche, nonché iniziative di carattere politico;

CONSIDERATO che:

  • il vero obiettivo da perseguire deve essere lo scardinamento del sistema Equitalia, trasferendo competenze in materia di riscossione dallo Stato alla Regione, anche in forma compartecipata. Ciò consentirebbe di adeguare i meccanismi di recupero alle peculiarità e, quindi, alla gravità della situazione economico-sociale dell’Isola di modo che, in altri termini, vi sia la possibilità di predisporre idonei piani di rientro, di applicare aggi meno vantaggiosi per l’Agenzia di riscossione, evitare l’applicazione di interessi anatocistici, compensare i debiti con eventuali crediti nei confronti di Enti pubblici regionali che non possono provvedere ai pagamenti perché impediti da patto di stabilità interno etc.;
  • lo strumento normativo è rappresentato anche dall’Art 9 dello Statuto regionale deve prevedere autonoma capacità impositiva e di riscossione in capo alla Regione Sardegna, di cui deve essere chiesta l’integrazione al fine di ottenere l’attribuzione di competenza alla Regione,

IMPEGNA LA GIUNTA

  1. a trasmettere al Consiglio un disegno di legge avente per oggetto la modifica dell’Art 9 dello Statuto funzionale ad assicurare la riscossione dei tributi, anche in forma compartecipata;
  2. a richiedere al Governo la dichiarazione dello stato di crisi ai sensi dell’Art 2 della Legge n. 99 del 2009;
  3. a richiedere al Governo la sospensione delle azioni esecutive in atto ai sensi dell’Art 51dello Statuto Speciale di Autonomia e dell’Art 19 del DPR n. 603 del 1972;
  4. a richiedere al Governo il concordato fiscale;
  5. a rifinanziare per l’anno 2012 gli interventi previsti nella deliberazione della Giunta regionale n. 23/3 del 12 maggio 2011;
  6. ad attuare una moratoria non onerosa dei crediti regionali assoggettati a riscossione coattiva;
  7. a favorire una moratoria non onerosa dei crediti dei comuni assoggettati a riscossione coattiva;
  8. ad attivare il sistema dei Consorzi fidi per finanziare, a condizioni di mercato, le rateazioni in corso da parte delle piccole e medie imprese, tendente a raddoppiare il tempo di restituzione, con obbligo di restituzione alla Regione o alla SFIRS della differenza, al termine della rateazione concessa e per altri settantadue mesi, al tasso legale di riferimento, con uno specifico regolamento attuativo;
  9. ad attivare un fondo di garanzia atto a garantire la rateazione del debito in cambio della liberazione degli immobili d’impresa ipotecati;
  10. ad attivare un tavolo permanente operativo tra banche, Equitalia e Regione, atto a studiare, caso per caso, gli interventi possibili per bloccare i finanziamenti per l’impresa anche in presenza di carichi di ruolo.

Cagliari 17 novembre 2011

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