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Le mie Valutazioni Politiche sull'Ordine del Giorno

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Alla fine del dibattito è stato proposto un Ordine del Giorno unitario, che pur con tutte le sue “debolezze e limiti” è stato votato all’unanimità. 
 

Per quanto riguarda la mozione 153 sull’Art. 51, di cui sono la prima firmataria, è stata in parte ignorata nel corso deldibattito, e contrastata nel corso degli accordi per l’Odg, in quanto considerato “complesso nella sua applicazione”, quindi è stato escluso al momento della stesura del documento da mettere in votazione. Tuttavia, attenendomi al regolamento, tempestivamente prima che si passasse alla votazione, ho annunciato un emendamento orale da inserire al Punto 3 dell’Odg, dove si impegna la Giunta a “richiedere al Governo la sospensione delle azioni esecutive in atto ai sensi dell’art 19 del DPR n. 603 del 1972 e dell’Art 51 dello Statuto Speciale di Autonomia”. 
Il documento è stato votato all’unanimità con l’integrazione dell’Art. 51. 
 In questa votazione, in Aula, di fatto si è continuato a disconoscere lo Statuto Speciale di Autonomia in quanto strumento di tutela dei diritti del popolo sardo. Fra i consiglieri delle varie forze politiche, ha prevalso un forte “spirito italianista” che ha indotto più o meno tutti a omologare la Sardegna ad altre realtà italiane, come se la nostra sofferenza economica fosse paragonabile e sovrapponibile a quella lombarda e di fatto ignorando lo Statuto di Regione Speciale.


L’assessore La Spisa ha parlato di uno “Stato forte” e di una “Sardegna debole”, ignorando la condizione fallimentare dello Stato italiano, governato sino a qualche ora fa da Berlusconi, leader del suo partito, e il fatto che la Sardegna è stata resa debole dall’azione della sua classe politica in questi anni, per essere meglio “sottomessa, rapinata e colonizzata”.
Equitalia è la lunga mano di questo “Stato predone”, spogliatore di ricchezze che disattende tutti gli impegni presi con la RAS (vedi la Vertenza delle Entrate, fondi FAS…). La gran parte della classe politica sarda, con i suoi tentennamenti, dimentica lo Statuto Speciale e l’Art 51, aggiunto da me, in modo repentino e verbalmente all’Odg, dimostrando una forma di fatto condivisa di connivenza e sudditanza allo Stato italiano che fa pagare ai sardi la crisi e accollandoci il peso dei suoi debiti, di certo non maturati in Sardegna. 
Ancora una volta la classe politica sarda e la RAS “mendicano” e non ponendosi come elemento politico a pari dignità con il Governo italiano, non riescono a tutelare e a imporre gli interessi dei sardi, cosa per cui siamo stati eletti nel Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna. Contribuendo così a perpetuare, la crisi economica e sociale che attanaglia le famiglie, le imprese e tutta l’economia sarda, lasciata allo sbaraglio e in balia del cosiddetto “mercato” (meglio detto “rapina coloniale delle Multinazionali della globalizzazione). 
Questa è una battaglia che noi sardi potremo vincere solamente se saremo tutti uniti, coesi e con gli interessi economici e sociali del nostro Popolo al primo posto. Questa è l’unica strada percorribile per tutelare e rilanciare uno sviluppo economico ecocompatibile, solidale salvaguardando l’ambiente e creando una reale ricchezza diffusa in tutto il territorio e fra tutte le categorie.
Questo è il ruolo per cui siamo stati eletti. Ora è compito di tutto il Popolo sardo vigilare affinché i punti dell’ordine del giorno vengano attuati in tempi certi e rapidi e non cadano come spesso succede, nel dimenticatoio o restino nei cassetti della Presidenza della Giunta. 

(segue nel post successivo)

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