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Arborea 22 – 25 Ottobre 2015
(Messaggio inviato)
Porto il saluto di buon lavoro a nome del Movimento Sardigna Libera e mio personale, al Congresso di un Partito che è stato un protagonista importante della nostra storia.
Tutti noi ci auguriamo che oggi il dibattito nel Psd’Az e in tutto il mondo indipendentista, sardista e identitario contribuisca alla costruzione del cammino di liberazione nazionale del Popolo sardo, contro gli interessi a noi estranei dell’Italia e della globalizzazione mondiale, per affermare una Sardegna libera, indipendente e prospera per i suoi figli in una Terra di pace e di incontro al centro del Mediterraneo e nel mondo.
Oggi bisogna costruire questo cammino se non vogliamo essere annullati come identità etnica-nazionale, come Popolo e come Stato. Non possiamo continuare ad essere una “utile colonia” dove scaricare di volta in volta: scorie nucleari, veleni pericolosi, inquietanti giochi di guerra, industrie inquinante già fallite al nascere o nel migliore dei casi continuare ad essere luogo di “turismo internazionale” che consuma il territorio e porta i profitti all’estero.
Esiste sa Zenia, l’identità culturale e politica sviluppata nel Pensiero di Simon Mossa, la Resistenzialità cantata da Giovanni Lilliu, ma un Popolo, una Nazione e uno Stato senza la sua Terra non può esistere.
Ci vogliono togliere la Terra per annullarci come Identità e come Nazione.
In questi decenni lo Stato italiano con i governi di Centro Destra e Centro Sinistra, le sue diramazioni locali e poi, tutti insieme appassionatamente, hanno cercato di vendere coste e isole, trivellare la terra e il mare, sotterrare veleni militari e industriali, costruire nuovi inceneritori e discariche, regalare parte della nostra Sanità al Qatar per poi pagarla con i nostri soldi… smantellare e non bonificare i siti industriali esistenti, finanziare progetti faraonici come il gasdotto Galsi, per poi rivelarsi non fattibile grazie al diniego degli algerini: Galsi che avrebbe devastato il nostro ambiente, il nostro territorio e le nostre economie… arrivare ad autorizzare il taglio delle foreste per creare pochi miseri posti di lavoro distruggendo un patrimonio che è parte integrante della nostra Identità. 
Di fronte a questi attacchi, bisogna reagire uniti se si vuole vincere e non essere schiacciati e cacciati dalla nostra Terra.
Oggi l’Unità è possibile, anche nelle nostre diversità. L’Unità è possibile a partire dai temi prima esposti, per continuare sui temi classici del sardismo e dell’identità come la Lingua, l’Istruzione e la Cultura, i Trasporti, la Fiscalità, le Banche etc., che sono una parte dei bisogni e delle esigenze del nostro Popolo e del nostro progetto di costruzione e affermazione dell’Indipendenza e dell’unità Nazionale.
Le nostre diversità sono una ricchezza da mettere insieme e valorizzare se si vuole difendere e affermare gli interessi e i diritti dei sardi e se si ha la volontà politica di superare i limiti dei propri tancati.
SardignaLibera – Claudia Zuncheddu
Pubblicato in Indipendentismo
lisci
Pubblichiamo volentieri la lettera che Claudia Zuncheddu invia al suo amico e collega Carlo Lisci. Carlo svolge la sua professione di specialista in “Scienza dell’alimentazione e della nutrizione umana” tra Cagliari e Oristano ma per l’attaccamento alle proprie radici, non ha mai abbandonato l’attività agro-pastorale della sua famiglia.  Oggi quell’azienda agrozootecnica tra Pabillonis e Mogoro, tra le più colpite dalla tromba d’aria, lotta insieme alle altre per risollevarsi. La lettera, simbolicamente a Carlo Lisci, è un’esortazione per tutti i nostri giovani a non abbandonare la propria Terra. (red)
 
Ci mancava solo la tromba d’aria con i disastri dei primi di settembre, l’inclemente colpo di grazia per le nostre economie agro-pastorali nel sud dell’Isola: nel Guspinese, nella Marmilla, nell’ Alto campidano, per cancellare in un attimo il frutto di tanta fatica e di sacrifici delle nostre famiglie. E’ sconfortante avere la “storia” contro, mio caro amico. Come un sortilegio, tutto rema contro noi sardi e la nostra Terra, dalla Politica, ai cambiamenti climatici, alle calamità naturali e a quelle innaturali. Fuochi, alluvioni, trombe d’aria che distruggono le nostre case, le nostre aziende, le nostre vigne, i nostri allevamenti. Per non parlare delle devastanti calamità meditate nelle alte sfere del potere politico oltretirreno, quelle che troppo spesso contano su complicità locali, per stabilire il destino da riservare alla Sardegna e alle nostre future generazioni.
La tromba d’aria del 4 settembre che ha raso a suolo le aziende che hanno resistito alla crisi economica globale dell’Isola in questi anni: fiore all’occhiello della nostra Resistenza, anche se ci condanna a retrocedere, non deve intaccare la nostra volontà e la nostra determinazione nel persistere lungo il cammino intrapreso e nell’ennesima ricostruzione. La nostra direzione è giusta e niente e nessuno può disorientarci.
Noi non possiamo fare a meno della nostra storia, della nostra cultura, del nostro ambiente e della nostra economia tradizionale, che sono parte integrante della nostra identità senza la quale non esisterebbe né la Sardegna né il Popolo sardo.
Caro Carlo, noi siamo medici sardi, dottori speciali perchè figli di una società agropastorale che si è voluta emancipare facendoci studiare. La nostra società non può far a meno di noi e ancor meno noi rinunciamo alle nostre radici. Il costo della rinuncia sarebbe troppo alto perché implicherebbe la perdita della nostra identità. Per questa ragione dopo l’ennesimo dramma con la distruzione delle economie e la morte degli animali, è nostro dovere morale e naturale ricostruire e resistere.
Noi abbiamo la forza e la resistenza dei ginepri del Supramonte e come loro siamo cresciuti in terreni difficili, sino a far affiorare le proprie radici, come se fossero fossili, dalle rocce. E’ per questa forza, così straordinaria, che cureremo gli animali feriti sopravvissuti, tireremo su ancora le nostre vigne e i nostri alberi… anche nel silenzio assordante e colpevole di chi vorrebbe che la Sardegna rinunciasse a esistere, nel nome dell’ innovazione, svuotandosi delle sue risorse e della sua bellezza per divenire un deserto spopolato e probabilmente un contenitore di rifiuti tossici d’oltre Tirreno. Le nostre famiglie hanno voluto che ci emancipassimo con lo studio, non certo in nome della discontinuità culturale, ma per essere garanti della nostra identità.
 
Foto di Stefano Pia – Morimenta, Comune di Mogoro
 
Fonte Il Manifesto Sardo
 
Pubblicato in Cultura
Egregio Presidente
 
La soppressione dell’Ente Foreste della Sardegna e la sua sostituzione con un nuovo soggetto giuridico, l’Agenzia Forestas, è una scelta che preoccupa noi sardi, come è stato già denunciato dai sindacati.
Presidente, la privatizzazione di un Ente pubblico non garantisce la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio forestale-ambientale e delle attività tradizionali ad esso connesse. L’affidamento della neo-Agenzia ad un amministratore unico, come prassi nelle aziende private, attribuisce a questa figura ampi poteri sia sulle scelte occupazionali, con la libertà di attribuire lavori in house e/o esternalizzazioni, che nelle possibili cessioni di aree di pregio su cui la speculazione privata punta gli occhi non da oggi.
Forse per Lei Presidente e per la Sua Giunta, con non celate simpatie liberiste, la valorizzazione del patrimonio ambientale sardo è garantita dagli speculatori e la soluzione del dramma occupazionale dalle esternalizzazioni. 
Sulla filosofia che anima la Giunta di centro sinistra e sovranista, in materia occupazionale, lascia pochi dubbi la disapplicazione della LR 31/1998, la Legge che ha contribuito a incrementare i livelli occupativi per la salvaguardia dell’ambiente boschivo (vedi le stabilizzazioni per 300 operai nel biennio 2015/2016).  
L’Ente Pubblico va adeguato e migliorato alle nuove esigenze ma non di fatto soppresso. In tutti i comuni dell’Isola gli operai dell’Ente Foreste sono in progressiva riduzione, con pesanti ricadute sull’economia delle famiglie e degli enti locali, mentre avanza lo spopolamento soprattutto nelle zone interne con la desertificazione e l’abbandono dei territori.
E’ compito della Politica gestire in modo virtuoso il bene pubblico, non a colpi di privatizzazione ma incentivando i controlli e la prevenzione rispetto anche agli incendi e alla speculazione sulle foreste. Questa è fonte di occupazione, caro Pigliaru.
Il disegno di legge per la Riforma del Piano Forestale Regionale risponde a logiche estranee alla nostra Isola. Dietro l’Agenzia Forestas aleggia lo spettro liberista delle dismissioni e della speculazione che in Italia ha arricchito solo certi privati.  
 
Il Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna, deve vigilare e porre fine a un lungo elenco di Leggi, come questa, varate dalla Politica sarda per condannare e opprimere i sardi.
 
Claudia Zuncheddu – Sardigna Libera 
 
Pubblicato in Enti locali

Noi sardi, auspichiamo che prevalga il bene comune sugli interessi dei singoli e/o di lobby affaristiche e che tu, Presidente Pigliaru, non sia ricordato nella nostra storia, per l’accondiscendenza alle logiche degli “inceneritoristi”, estranee e lesive per la nostra economia e la nostra salute.

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Lettera aperta agli indipendentisti

L’invito all’unità a tutti gli Indipendentisti, ai Sovranisti, agli Autonomisti e ai partiti e movimenti civili di ribellione all’oppressione in Sardegna.
E’ da tempo che la stampa sarda dedica ampio spazio alle campagne elettorali, per il rinnovo del Governo dei sardi, trascurando l’obiettivo prioritario per il quale le forze politiche isolane dovrebbero ambire a candidarsi e a vincere le elezioni e cioè: come far uscire i sardi dalla crisi in corso e dare una nuova prospettiva etica, culturale, economica e sociale.

Pubblicato in Indipendentismo

Senza tregua contro le discariche

Lettera aperta di Claudia Zuncheddu - SardignaLibera con cui si chiede certezza al Sindaco di Decimomannu e all'Assessore regionale alla Difesa dell'Ambiente Giorgio Oppi sulla bocciatura del progetto della discarica di Decimomannu

Lettera aperta

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Spett.le Presidente della
Regione Autonoma della Sardegna
On.le Ugo Cappellacci

Egregio Presidente,
a tutt’oggi non è ancora pervenuto alcun riscontro da parte Sua o dagli Uffici competenti all’ultima lettera da me indirizzataLe, con la quale sollecitavo urgenti e improrogabili misure atte a sopperire alle inadempienze della RAS nei confronti dell’ancora irrisolta questione del commissariamento del Parco Geominerario.

Pubblicato in Lavoro

Spett.le Presidente della
Regione Autonoma della Sardegna
On.le Ugo Cappellacci

Preg.mo Presidente,
La presente per riproporre alla Sua attenzione la questione delle dannose inadempienze della gestione commissariale del Parco Geominerario, già denunciate in diverse occasioni e nelle più svariate modalità dalla Consulta delle associazioni del Parco.

Pubblicato in Lavoro

Lettera aperta al Presidente Cappellacci
Sulla necessità che la RAS si costituisca parte civile nel procedimento penale che si aprirà presso il Tribunale di Perugia il 23 Aprile per la vicenda concernente il Grande Evento della Presidenza Italiana del G8, anno 2009, presso l’ex Arsenale della Maddalena.

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Cagliari, 16/01/2012

Alla Presidente del Consiglio Regionale
On.le Claudia Lombardo
e ai Presidenti dei Gruppi Consiliari

Sull’attività della Commissione Paritetica sulle servitù militari

Pubblicato in Ambiente

Petizione #NoScorie

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