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NO alla cementificazione della costa Bosa - Alghero, bene identitario irripetibile e irriproducibile

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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 1188/A

INTERROGAZIONE ZUNCHEDDU - SECHI, con richiesta di risposta scritta sulle gravi conseguenze paesaggistiche e naturalistiche derivanti dagli imponenti progetti edilizi previsti lungo la costa fra Bosa e Alghero, in aree tutelate con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni) e siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE).

I sottoscritti,

premesso che:
- il progetto immobiliare denominato "Bosa Colores", già conosciuto come "Bosa Sviluppo" della Condotte immobiliare Spa (Gruppo Ferfina) in società con il Gruppo Impregilo, continua ad essere oggetto di denunce e proteste da parte di cittadini, associazioni e comitati ambientalisti in quanto prevede la cementificazione per centinaia di migliaia di metri cubi lungo una delle coste più incontaminate della Sardegna, ovvero la costa dei Grifoni, fra Bosa e Alghero, un sito paesaggistico e naturalistico di grande pregio, tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni) e sito di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE);
- a tutela di questo bene identitario irripetibile e irriproducibile, si sono attivate anche le associazioni ambientaliste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra che, per la gravità e le potenziali conseguenze sul piano paesaggistico e naturalistico, hanno richiamato l'attenzione delle istituzioni di ogni ordine e grado: Commissione europea, Ministero dell'ambiente, Ministero dei beni e delle attività culturali, Presidenza della Regione, Direzione generale regionale della pianificazione urbanistico-territoriale e della vigilanza edilizia, Servizio regionale valutazione impatti, Servizio tutela del paesaggio di Oristano, Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari, Comune di Bosa e Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano;
- come già sottolineato dalle suddette associazioni, è paradossale che il Comune di Bosa abbia da una parte promosso il progetto immobiliare provvedendo al suo inserimento nel Piano strategico di sviluppo comunale e del territorio (PSSC) e nello stesso tempo, attraverso un ordine del giorno, abbia inserito la costa, oggetto della speculazione, all'interno del patrimonio di beni tutelati dall'Unesco;

sottolineato che:
- all'interno dei 247 ettari oggetto della cementificazione in questione, non si può non considerare l'esistenza di aree sottoposte a vincoli idrogeologici, a Piano paesaggistico regionale (PPR) e al PUC, nonché di siti tutelati con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni), siti di importanza comunitaria (SIC) (direttiva n. 92/43/CEE) e zone a protezione speciale (ZPS) fra cui Tentizzos habitat naturale dei Grifoni e Sa Miniera, area di nidificazione per gli avvoltoi che, come pubblicamente dichiarato da esperti naturalisti, trovano in questa'area l'unica colonia naturale in Italia;
- le conseguenze anche a livello faunistico sono rilevanti, soprattutto su specie rare tutelate dalla legge che verranno così condannate all'estinzione nel nostro territorio in nome della speculazione edilizia, di colate di metri cubi di cemento e dietro l'alibi del turismo golfistico che, contrariamente a quanto accade di norma nel resto del mondo, offrirebbe campi da golf in zone caratterizzate da coste alte e rocciose, che oggi non rientrano certamente fra gli scenari ottimali per attività sportive di questo tipo;
- questo è tra i progetti immobiliari che troverebbero legittimazione nella legge regionale n. 9 del 2011 sui campi da golf, legge già impugnata dal Governo italiano per illegittimità costituzionali, in quanto consentirebbe di cementificare anche laddove non sarebbe stato possibile, come in zone agricole e lungo le coste, sacrificando le nostre risorse più preziose: l'ambiente, il territorio con le sue attività tradizionali e i centri storici, negando quindi ogni possibilità di sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile secondo la vocazione delle aree interessate dal progetto immobiliare;

preso atto che ci troviamo di fronte alla crescente aggressività della cementificazione nell'Isola da parte di società provenienti da tutto il mondo, in nome di interessi estranei alla Sardegna, dalle irrilevanti ricadute occupazionali, a medio e lungo termine "in loco" e dal consumo del nostro patrimonio territoriale ambientale: un unicum e, come tale, irripetibile e irriproducibile,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se siano a conoscenza delle criticità derivanti dalla realizzazione del progetto immobiliare in questione così come espresse in premessa;
2) quali siano le misure ed iniziative da loro intraprese al fine di tutelare le aree sottoposte a vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni) e i siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE) interessati dal progetto immobiliare in oggetto;
3) se abbiano provveduto a dare risposte alle doverose e legittime richieste di informazioni avanzate dalle associazioni Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra, così come indicato in premessa;
4) se sia nelle loro intenzioni valutare i potenziali danni che quest'area della Sardegna subirà a seguito della realizzazione del progetto immobiliare in questione anche con la consulenza di esperti del settore, dalle università ai comitati cittadini, alle associazioni notoriamente esperte nel settore;
5) se abbiano stimato i danni a livello paesaggistico, naturalistico e identitario e, conseguentemente, il rapporto fra costi e benefici per la Sardegna, come ad esempio la ricaduta occupazionale effettiva sia a medio che a lungo termine.

Cagliari, 7 agosto 2013

Claudia Zuncheddu

Laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è giornalista pubblicista, appassionata di antropologia e autrice dei libri: “Parigi-Pechino sulle orme di Marco Polo” e “Africana”. Ex-consigliera comunale di Cagliari, è stata consigliera regionale nella XIV Legislatura.

Sito web: www.claudiazuncheddu.net

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