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Seminario di formazione regionale: approfondimenti e valutazioni critiche sul nuovo Piano regionale per i rifiuti

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VENERDI' 12 MAGGIO 2017 – ORE 17.00 / 20.00 Centro @all-in - Via Parrocchia, 190 - VILLACIDRO
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Il 23 dicembre 2016 la Giunta regionale ha approvato il nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti con modalità del tutto riservate e prive di confronto, scegliendo di non sottoporlo alle procedure di VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Oltre a porre in essere un grave atto antidemocratico, è stato di fatto cancellato il dibattito nel merito delle scelte da operare per gli anni a venire, esautorando amministratori e cittadini da qualsiasi possibilità di dare un contributo in uno dei settori da cui maggiormente dipende la qualità della vita delle nostre comunità.
Le giustificazioni addotte (rispetto dei tempi dettati dalla procedura di infrazione della Comunità Europea) non ci appaiono accettabili, in quanto molte altre Regioni italiane, pur trovandosi nella stessa situazione di infrazione, hanno invece optato per la procedura di VAS.
L’aggiornamento del Piano ha dunque seguito un iter frettoloso, irragionevole e contraddittorio, in aperto contrasto con la normativa sovranazionale, nazionale e regionale. Tali norme stabiliscono infatti a) che i Piani di gestione dei rifiuti debbano essere sottoposti obbligatoriamente a VAS per assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile e b) che la partecipazione del pubblico non solo deve essere assicurata, ma deve avvenire in una fase iniziale, quando tutte le alternative sono ancora praticabili.
Riteniamo che la procedura di verifica di assoggettabilità a VAS posta in essere dalla Regione Sardegna presenti marcati e plurimi profili di illegittimità, motivo per cui, dopo il primo vittorioso ricorso al TAR per l'annullamento delle procedure autorizzative al nuovo inceneritore di Tossilo, insieme al Comitato Non Bruciamoci il Futuro di Macomer abbiamo presentato un secondo ricorso per l'annullamento del nuovo Piano rifiuti. Hanno presentato ricorso anche i Comuni di Sarule, Olzai, Gavoi e Arzana .
Sui contenuti del Piano, dall'analisi dei dati si evince che, al di là delle mere dichiarazioni di principio, per la Giunta regionale le priorità per una corretta gestione dei rifiuti sono rappresentate dal potenziamento del parco inceneritori, piuttosto che dagli investimenti nella prevenzione, nel riciclo e nel recupero dei materiali post consumo. Questo nonostante la diminuzione dei rifiuti prodotti, le discrete percentuali di raccolta differenziata, la presenza di impianti di selezione, la diminuzione dei quantitativi inviati ad incenerimento, indichino che è possibile in Sardegna l'adozione di una strategia volta all'eliminazione degli sprechi e orientata a minimizzare lo smaltimento in discarica azzerando il ricorso all'incenerimento.
Per approfondire e riflettere insieme su questi temi, l'Associazione Zero Waste Sardegna ha organizzato un incontro, aperto a comitati, associazioni e amministratori, che vuole essere una prima occasione per conoscere il nuovo Piano regionale rifiuti e aprire finalmente il dibattito pubblico .
Il seminario si terrà venerdì 12 maggio , dalle ore 17.00 alle 20.00, a Villacidro, presso il Centro @all-in - Via Parrocchia, 190 Si affronteranno i seguenti temi: la gerarchia europea per la gestione dei rifiuti e le scelte della politica regionale; le previsioni di Piano su raccolta differenziata e articolazione impiantistica; gli scenari futuri e le alternative possibili; gli impatti sanitari e ambientali; le ragioni del nostro ricorso al TAR. Interverranno come relatori Mauro Aresu del Comitato Non Bruciamoci il Futuro, Franca Battelli di Zero Waste Sardegna, Agostino Petruzzelli del WWF Sardegna, Claudia Zuncheddu di ISDE Sardegna, la Sindaca di Sarule Mariangela Barca.
Redazione

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