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Cronaca Regionale: La diffidenza di Sardigna libera e No scorie nucleare

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radioattivo militare
Il deposito unico per le scorie nucleari si allontana dalla Sardegna, perché costruirlo in un'isola comporterebbe spese più alte e progetti più complicati. Ma i movimenti che finora si sono opposti alla realizzazione della struttura sono scettici: «Riteniamo che il governo italiano per poter portare avanti quell'operazione nell'Isola avrebbe trovato non poche resistenze da parte di tutti i sardi», è spiegato in un comunicato di Sardigna libera.
«Non vorremmo che fosse un escamotage temporaneo o merce di scambio con l'operazione Nato Trident». La diffidenza del movimento è «purtroppo fortemente motivata dalla storia e deve indurre tutti noi a tenere alta l'attenzione e la vigilanza».
Anche il comitato «No scorie nucleari» preferisce non distrarsi: «Bisogna tenere alta la guardia, non possiamo permetterci di rilassarci ora», avverte il presidente Angelo Cremone. Che critica l'atteggiamento della giunta regionale: «Il presidente Francesco Pigliaru dovrebbe impegnarsi per chiarire una volta per tutte se la nostra regione è stata inserita nella lista della Sogin. Se ne parla da mesi, ma in Viale Trento tutto tace e nessuno si è mai interessato». (m. r.) 
fonte Unione Sarda 14.10.2015
Redazione

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